Home»Digital Life»La lezione d’amore di Giona Tuccini, primo padre single italiano

La lezione d’amore di Giona Tuccini, primo padre single italiano

Il quarantaquattrenne della provincia di Pisa ha ottenuto il riconoscimento dell’adozione dei suoi due figli sudafricani, Achille e Dario, anche dal tribunale dei Minori di Roma.

1
Condivisioni
Pinterest Google+

Una bella storia a lieto fine arriva dal Sudafrica, dove Giona Tuccini, insegnante di Italianistica all’università di Cape Town, ha adottato da single nel 2012 e nel 2015 due bambini abbandonati dalle rispettive madri naturali.

Ora è riuscito a farsi riconoscere come padre, o meglio babbo, adottivo anche in Italia dal tribunale dei Minori di Roma. La trascrizione delle due adozioni monoparentali dei giudici sudafricani è stata resa possibile grazie alla doppia cittadinanza del professore, in virtù del “superiore interesse” dei due minori.

Sono il primo babbo single ad adottare due bambini, sono orgoglioso e felice. Non avevo bisogno di una nuova certificazione di padre, ma ne sono felice, soprattutto per i miei figli che si sentono anche italiani, se pur con due nazionalità. Credo che sia stata una vittoria del buonsenso e della dignità umana

Giona Tuccini, 44 anni, originario della provincia di Pisa, ha attraversato un lungo iter per diventare padre in Sudafrica, dove le adozioni da parte di genitori single è legittima. Ha scelto Cape Town proprio per questo motivo, per soddisfare il suo desiderio di paternità in un ambiente dove la cultura della differenza è alla base del progresso e dello sviluppo sociale.

Leggi anche: Il primo bebè con tre genitori nascerà fra qualche mese: il prezzo del progresso?

Un tirocinio per diventare papà

Il percorso per adottare Achille, il più grande dei due bambini, è cominciato con un’esperienza obbligatoria di volontariato in un orfanotrofio del paese. Per mesi, Giona ha frequentato a Cape Town un istituto in cui si è dovuto destreggiare in una moltitudine di compiti e responsabilità per “imparare” a diventare papà: cambi di pannolini, preparazione di pappe e biberon, bagnetti, tagli di unghie e capelli, ma anche e soprattutto “lezioni di amore”. Dopo un primo periodo di affidamento, nel 2012 ha adottato Achille all’età di quattro mesi. Il bambino era stato  abbandonato dalla madre subito dopo la nascita, così come Dario, che è arrivato a distanza di tre anni dal primogenito.

Oggi i due fratellini non biologici hanno rispettivamente 8 e 5 anni, e possono chiamare legittimamente Giona “babbo” anche in Italia.

Leggi anche: Bimbo cieco vede per la prima volta: “Ora posso guardare il viso dei miei genitori”

 

di Enrica Vigliano

Articolo Precedente

Laureanda italiana cura una malattia che nessun medico americano era riuscito a diagnosticare

Articolo Successivo

Monaco, ragazzino salvato da un pedofilo grazie a un sms

Nessun Commento Presente

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *