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Bimbo cieco vede per la prima volta: “Ora posso guardare il viso dei miei genitori”

Bachir è un bimbo di soli 6 anni nato praticamente cieco nel deserto del Sahara. Arrivato in Italia è stato curato al Meyer di Firenze e per la prima volta potrà vedere il viso di sua madre e suo padre quando tornerà a trovarli.

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Adesso posso guardare la televisione, andare in bicicletta, correre, guardare gli altri, vedere come sono fatte le persone, vedere che faccia hanno i miei genitori, ammirare gli alberi, il sole, il cielo.

Non sono parole che si sentono tutti i giorni, soprattutto se è un bambino di sei anni a pronunciarle. Bachir è nato nel deserto del Sahara con una cateratta congenita. Nel villaggio da cui proviene  non era possibile curarla. Ha trascorso la sua infanzia quasi completamente cieco, riuscendo a vedere solo qualche ombra. Lo scorso anno però la sua vita è cambiata grazie al progetto ‘Piccoli ambasciatori di pace’,  che organizza viaggi-vacanze per i bambini più sfortunati che vivono in quei luoghi. Bachir è andato a vivere per qualche giorno a Cascina, in provincia di Pisa, da Federica Gallori, da anni impegnata nella difesa dei diritti del popolo saharawi, che racconta “È arrivato in condizioni drammatiche“.

Non solo per gli occhi, ma anche per una grave nefrosi, un disturbo renale che crea un accumulo di liquidi nel corpo e gonfiore della pancia. La consigliera regionale Alessandra Nardini e l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi si sono subito interessate alla salute del bimbo:

Ho chiamato d’urgenza l’ospedale pediatrico Meyer per chiedere di programmare l’operazione per il piccolo Bachir. Nel suo villaggio sarebbe stato impossibile curarlo, in Italia invece no. E bisognava fare alla svelta. La sinergia tra istituzioni e presidi sanitari è stata importante per risolvere il caso al meglio.

L’operazione per la nefrosi è andata bene e finalmente Bachir è fuori pericolo. Ma è stato l’intervento agli occhi che ha cambiato la sua vita: ha riacquistato tre decimi di vista, arrivando a quattro decimi. Si può dire che ha visto il mondo per la prima volta. Racconta ancora Federica:

Una gioia immensa. Al risveglio dall’operazione si guardava attorno felice, aveva realizzato che finalmente avrebbe potuto fare tantissime cose che fino a quel giorno non aveva potuto fare.

Da quel giorno Bachir è rimasto a vivere in Italia. È sempre Federica a spiegare:

La nefrosi necessita di cure costanti e nel Sahara sarebbe impossibile. Quindi resta qui e vive a casa mia. Abbiamo preso Bachir sotto la nostra tutela, lui è felice.

Continua a mantenersi in contatto con i suoi genitori grazie alle video chiamate ma anche con viaggi nel Sahara per andare a trovarli. Ora può vedere il loro viso e guardarli negli occhi.

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di Martina Mugnaini

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