Sambuca di Sicilia, la fortezza di Mazzallakkar riemerge come per magia dalle acque del lago Arancio

A Sambuca di Sicilia il prosciugamento delle acque di un lago fa riemergere un antico monumento che si va ad aggiungere alle meraviglie dell'isola.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.
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Sicilia, come per magia dalle acque del lago Arancio, così come è stata sommersa, è riemersa la fortezza di Mazzallakkar.

Un fortino di pietra che doveva servire come stazione nel viaggio tra il mare e la montagna, un punto di stop e ristoro per le carovane dell’epoca. Siamo a Sambuca di Sicilia, nell’antica Zabut, un antico borgo in provincia di Agrigento, oggi noto come Mazzallakkar.

Tesori nascosti riportano in auge lo splendore di una città antica

In provincia di Agrigento, nell’antica città arabica di Zabut, proprio dalle acque del lago Arancio è riemersa un’antica fortezza, è la fortezza di Mazzallakkar.

La costruzione dovrebbe risalire a oltre mille anni fa. Siamo circa nell’anno 830 d. C., quando una colonia di arabi fonda una città proprio sulla rocca che si erge possente sulla costa occidentale della Sicilia. Oggi nota come Mazzallakkar, l’antica città araba ha riportato a galla un antico tesoro, proprio come già accadde in Trentino con il borgo di Curon sul lago di Resia.

La città, per via del prosciugamento del lago, torna così allo splendore dei tempi andati. Un cimelio che va valorizzato e portato all’attenzione pubblica.

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Gli sforzi dei privati e delle istituzione per valorizzare la fortezza di Mazzallakkar e il suo borgo

Gli sforzi dei privati e delle istituzione per valorizzare la fortezza di Mazzakkallar e il suo borgo.

Il vice sindaco di Sambuca di Sicilia e assessore alla Cultura, Giuseppe Cacioppo, spiega:

Non possiamo più assistere impotenti all’abbandono di Mazzallakkar.

Riteniamo che il suo recupero costituisca un ulteriore tassello della promozione del territorio e della nostra memoria.

Il Comune e l’azienda vinicola Planeta, la cui cantina Ulmo si trova proprio sulle sponde del lago, stanno ora collaborando al fine di restituire al luogo il prestigio che merita. L’idea è quella di creare un passaggio pedonale attraverso i vigneti per giungere e far ammirare ai visitatori l’antica costruzione.

L’azienda Planeta si è mostrata subito entusiasta:

Siamo ben contenti di lavorare con le istituzioni preposte allo scopo di rendere fruibile al pubblico Mazzallakkar.

La “filiera del bello” è la carta vincente di Sambuca, e noi siamo orgogliosi di contribuire.

Lo stesso fervore si è riscontrato poi nella soprintendenza di Agrigento, che si sta prodigando e si è dimostrata subito favorevole a qualsiasi iniziativa volta a rendere noto il valore storico, culturale e ambientale del sito.

L’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, ha aggiunto:

Un’iniziativa molto stimolante che vede collaborare aziende private ed enti pubblici nel recupero di un bene che la Regione ha dichiarato già dal 1990 di interesse culturale.

La valorizzazione di questo luogo estremamente suggestivo potrebbe richiamare l’attenzione sul lago Arancio e sul borgo di Sambuca facendo conoscere la già ricca e varia offerta culturale del territorio.

Controversie e storia della fortezza di Mazzallakkar

Controversie e storia della fortezza di Mazzallakkar.

Non tutti sono d’accorto con la datazione precedentemente suggerita né tanto meno con l’origine e la funzione del luogo. Alcuni sostegno che il fortino in realtà sia da collocare temporalmente qualche secolo dopo.

Secondo alcune indiscrezioni, proprio come la Chiesa Madre di Sambuca, edificata nel 1400 sulle spoglie di un castello arabo che dominava il borgo saraceno, la fortezza potrebbe essere stata costruita sulle fondamenta di una costruzione preesistente.

Negli anni Cinquanta del secolo scorso, completamente integro, l’edificio scomparve a causa della folle decisione della Regione di costruire un invaso artificiale nella vallata nota come “Zona dei mulini”. Che si sia trattato di un errore di calcolo o di una mera sottovalutazione delle conseguenze dell’opera, la fortezza di Mazzallakkar è stata sommersa dalle acque.

Mentre fino a poco tempo fa a sporgere erano soltanto le torri, con il progressivo abbassamento del livello del lago, sono ricomparse ben presto le mura della fortificazione.

Quella che oggi si intende presto mostrare al pubblico è quindi una Sicilia nuova, inedita, che non smette di stupire e ammaliare con le sue meraviglie.

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