Circeo, tesori sepolti: ritrovati i resti di 9 uomini di Neanderthal e numerosi fossili animali e vegetali

"Una scoperta straordinaria", sottolinea il ministro della Cultura Franceschini. Nella Grotta Guattari sono custoditi tesori dal valore inestimabile per la storia e l'archeologia.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.
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100 mila anni or sono, gli omini, e più precisamente gli uomini di Neanderthal, convivevano su estese praterie insieme a feroci bestie: iene, rinoceronti, orsi delle caverne, ma anche uri, una razza di bovini oggi estinti, e megalocervi, cervidi di dimensioni sorprendenti, come suggerisce lo stesso nome.

E oggi, in quello che da oltre 80 anni si ritiene uno tra i siti più importanti del paleolitico medio, la Grotta Guattari al Circeo, sono stati ritrovati 9 uomini di Neanderthal e svariati fossili, animali e vegetali.

Ritrovati i resti di 9 uomini di Neanderthal: “Una scoperta straordinaria”

La Grotta Guattari al Circeo (Lt), che dall’autunno del 2019 impegna archeologi, paleontologi, antropologi, archeobotanici è un tesoro della storia antica. Gli studi condotti nell’area impongono un balzo temporale di ben 100 mila anni indietro.

Siamo in un’altra era, le spiagge e le terre coltivate che oggi si incontrano nella regione erano enormi distese verdi, che gli uomini condividevano con maestosi e feroci esemplari.

Oggi la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina in collaborazione con l’Università di Tor Vergata coordina e conduce gli scavi volti a recuperare la storia antica.

In particolare, dopo oltre un anno di lavori sono emersi ben i resti di ben 9 uomini di Neandethal, i ‘cugini’ più anziani e poi misteriosamente estinti dell’homo sapiens: 8 risalenti a un periodo compreso tra i 50mila e i 68mila anni fa e uno, il più antico, databile tra i 100mila e i 90mila anni fa.

Francesco Di Mario, il funzionario archeologo della soprintendenza che dirige lo scavo, racconta:

Gli scheletri umani ricomposti appartengono tutti ad individui adulti, fatta eccezione forse solo per uno che potrebbe essere di un giovane.

Tra loro una sola femmina.

Per il ministro della Cultura Franceschini si tratta di Una scoperta straordinaria”.

Leggi anche: Un tesoro sepolto: l’anfiteatro dell’antica Abellinum riaffiora dai lavori per una pompa di benzina

La Grotta Guattari custodisce tesori della storia antica: ritrovati i resti di 9 uomini di Neanderthal

Grotta Guattari, un tesoro della storia antica:  c.

Il paleontologo Alberto Carlo Blanc nel 1939 ha scoperto la Grotta Guattare. Uno scrigno che, sepolto e reso inaccessibile da un crollo circa 60 mila anni fa, è rimasto sigillato e ha mantenuto completamente intatti i suoi tesori. Accedervi è tornare indietro nel tempo.

Allora nelle grotte gli individui trovavano riparo dalle intemperie, calore, un luogo sicuro e lontano dalle bestie dove riposarsi e prepararsi per la caccia.

Là nelle antiche terre della Maga Circe tra i resti rinvenuti, una calotta cranica, integra e ben conservata, ha da decenni fatto il prestigio dell’area e acceso l’interesse di moltissimi studiosi.

Oggi, tuttavia, rispetto a neanche un secolo fa, disponiamo di tecnologie e competenze molto più avanzate. Approfondendo ed estendendo il terreno di studio attraverso l’esplorazione degli angoli più remoti delle caverne, è possibile tracciare nuove analogie e trarre nuove conclusioni nonché risolvere finalmente enigmi e misteri.

Il presente e il futuro degli studi archeologici nel Circeo

Circeo, ritrovati i resti di 9 uomini di Neanderthal e numerosi fossili animali e vegetali.

Ampliata l’area di indagine si attendono presto ulteriori sviluppi. Gli scavi e gli studi in queste terre, tra ossa e rocce, sono preziosi non solo per ricostruire la storia dell’uomo, ma anche per conoscere ed indagare l’evoluzione di un ecosistema, oggi ben diverso da 50 mila o addirittura 125 mila anni fa.

Rinvenire antichi resti non è che il primo step, seguono mesi mesi di studi e approfondimenti.

Tuttavia, il direttore del servizio di antropologia del Sabab Lazio, Mario Rubini, anticipa:

Un’analisi sul tartaro dei denti ha mostrato per esempio che la loro dieta era molto variata, mangiavano molti prodotti cerealicolo vegetariani, frutto della raccolta, ed è noto quanto una buona alimentazione sia fondamentale per lo sviluppo dell’encefalo.

Insomma, arriveranno presto ulteriori aggiornamenti e tra questi, si spera, la risoluzioni di tanti misteri ed enigmi. Primo tra tutti, capire come mai tutti i crani rinvenuti in questa regione abbiano una larga apertura alla base, come fossero stati aperti per estrarne il cervello.

Le ipotesi più accreditate ne attribuiscono la responsabilità alle iene, ma servono e si attendono conferme.

Leggi anche: I tesori sepolti del nostro Paese: l’inestimabile scoperta dell’Anfiteatro di Volterra

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