martedì, Aprile 20, 2021

La coppia vinse il Nobel per l’economia: “Lo sviluppo del Terzo Mondo è possibile”

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Parlare di povertà globale spesso imbarazza. Piuttosto che di miseria si preferisce guardare alla ricchezza e alla crescita economica. Ma 700 milioni di poveri in tutto il mondo non si possono ignorare, soprattutto oggi, ai tempi del Covid. Lasciare indietro i poveri, adesso, significa favorire la pandemia, significa maggiore diffusione del virus e morte. In genere le persone non vogliono farsi carico dei grandi problemi del mondo, ma preferiscono sentire soluzioni alle proprie incertezze quotidiane. Da un assunto simile si è sviluppato il lavoro dei tre scienziati Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, premi Nobel per l’economia nel 2019. Il loro merito è quello di aver introdotto, attraverso un approccio sperimentale nell’affrontare il problema della povertà globale, una nuova e più efficace chiave per affrontarne le cause. Si tratta di suddividere il problema in questioni più piccole e quindi più gestibili.

Mai generalizzare sulla povertà

Abhijit Banerjee e Esther Duflo sono marito e moglie insegnano al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, negli USA. Michael Kremer è attualmente all’Università di Harvard nella stessa città. Negli ultimi vent’anni i loro studi hanno contribuito a risultati concreti nella lotta alla povertà. Il benessere economico, misurato dal PIL, è raddoppiato nei Paesi più poveri dal 1995 al 2018. E nello stesso arco di tempo anche la mortalità infantile è dimezzata. Esther Duflo, la seconda donna, e la più giovane, a ricevere un Nobel per l’economia, sostiene che troppo spesso si cede a generalizzazioni sulle persone in povertà. Ciò non permette di concentrare le risorse in modo efficace. Tante politiche contro la povertà sono fallite proprio per un’inadeguata comprensione del problema. Applicare ricette preconfezionate valide per tutti, senza verificarle sul campo, non ha dato soluzioni.

Comprendere semplici decisioni quotidiane

I tre scienziati hanno iniziato dall’analisi e comprensione di semplici decisioni quotidiane dei loro gruppi. I poveri, hanno spiegato gli studiosi, non sono meno razionali degli altri, anzi. Proprio perché possiedono così poco, sono costretti a ponderare le loro decisioni molto attentamente. Ma le loro scelte di vita sono spesso determinate da fattori che sfuggono alla logica dell’economia di mercato. Spiega Abhijit Banerjee:

Perché un uomo in Marocco che non ha abbastanza da mangiare compra una televisione? Perché è così difficile per i bambini delle aree povere imparare, anche quando frequentano la scuola? Avere molti figli ti rende davvero più povero? Rispondere a domande come queste è fondamentale se vogliamo avere la possibilità di fare davvero qualcosa contro la povertà globale.

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L’importanza dell’istruzione e degli insegnanti

Per rispondere a queste domande con esperimenti sul campo, a metà degli anni ’90, Michael Kremer e colleghi decisero di trasferire parte del loro gruppo di ricerca nelle zone rurali del Kenya occidentale. Collaborando con ONG locali è stato possibile applicare scrupolosamente il metodo sperimentale, osservando le condizioni degli studenti. Kremer ha coinvolto molte scuole che avevano bisogno di supporto e le ha divise in gruppi diversi in modo casuale. Alcuni ragazzi hanno ricevuto più libri, altri ancora pasti gratis. Il diverso incremento di risorse è stato collegato ai risultati ottenuti nell’apprendimento. Si è così capito che né l’abbondanza di libri, né i pasti gratis, pur migliorando la qualità di vita dei ragazzi, fanno realmente la differenza ai fini dell’apprendimento. Il problema principale in molte scuole di Paesi in via di sviluppo è la scarsità di insegnanti realmente preparati alle esigenze dei ragazzi.

Ottimi risultati per guardare al futuro

Duflo e Banerjee hanno sfruttato l’intuizione di Kremer per organizzare programmi di recupero scolastico nelle due città indiane di Mumbai e Vadodara. Hanno fornito figure qualificate che potessero assistere gli insegnanti, seguendo da vicino i bambini bisognosi di supporto. Le scuole, come in Kenya, sono state divise in più gruppi, per confrontare gli effetti ottenuti. Si è visto che prendersi cura dei bambini più in difficoltà migliorava l’apprendimento nel breve e nel medio periodo. Lo stesso approccio è stato poi applicato ad altri settori come il miglioramento della salute pubblica, l’accesso a forme di micro-credito, l’adozione di nuove tecnologie in ambito agricolo. Tutti tasselli del complicato puzzle di benessere e povertà mondiale. Leggi anche: Vaccino Covid, Bill Gates pronto a finanziarlo in tutto il mondo di Elza Coculo

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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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