venerdì, Dicembre 2, 2022

Kabul, il terrore delle donne afgane: si nascondono per paura di stupri e rapimenti

Dopo la conquista dei talebani presso la capitale dell'Afganistan, l'intera popolazione si è riversata nella strada per poter sopravvivere. Le donne, invece, sono rimaste chiuse in casa per paura di essere torturate, rapite e stuprate dai talebani.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Sono le donne afgane le principali vittime di questo particolare momento storico. Non escono più da casa: hanno paura di essere aggredite dai talebani.

Sono completamente scomparse dalla città, se ne stanno rintanate nelle loro abitazioni, cercando di capire come riorganizzare la propria vita. Non sono riuscite a imitare i connazionali “uomini” che sono fuggiti verso l’aeroporto principale in cerca di un volo.

Il terrore delle donne afgane

In questi giorni da Kabul sono giunte delle notizie sconcertanti. I primi effetti della dominazione si stanno facendo sentire e pesano ancora una volta sulla popolazione femminile. Nella capitale, infatti, presiedono ormai le truppe del leader supremo del gruppo fondamentalista talebano: Haiabatullah Akhunzada.

Le scuole e le università sono stati i primi edifici ad essere chiusi militarmente alle donne, altre invece sono state direttamente rimosse dai propri incarichi lavorativi. A Herat, la terza più grande città del paese, sono state rimandate a casa delle ragazze che si erano presentate all’università.

Nelle strade sono stati cancellati tutti i manifesti raffiguranti volti femminili, ritenuti impuri, è stato anche imposto l’utilizzo del burqa o del hijab completo. Proprio dagli altoparlanti della moschea, le donne afgane sono state invitate ad indossare questo nuovo indumento.

Per di più il nuovo Emirato islamico dell’Afganistan ha pubblicamente accusato gli Stati Uniti di aver diffuso costumi ritenuti “depravati” in tutto il paese. La condizione sociale della donna è stata forzatamente riportata indietro di ben venti anni.

Kabul: la coraggiosa solidarietà delle donne afgane

In questo clima di terrore e di rabbia, le donne afgane si stanno sostenendo coraggiosamente l’una con l’altra. Si è venuta a creare una rete solidale in cui le donne si aiutano a vicenda. C’è chi sta facendo girare dei burqa per permettere alle ragazze di indossarli e di passare inosservate.

Infatti, con il nuovo divieto imposto dal governo, le donne devono girare completamente coperte. Il business dei burqa sta esplodendo. Sono stati riaperti i principali negozi delle città del precedente governo repressivo.

In televisione sono state sostituite le soap opera indiane e turche per lasciare spazio alla programmazione ininterrotta religiosa.

Per me il burqa è sempre stato un segno di schiavitù.

Sei come un uccellino intrappolato in gabbia: non avrei mai immaginato di indossarlo. Ma adesso, se voglio salvarmi la vita, penso che lo dovrò fare. Non ce l’ho, non so dove acquistarlo, ma molte mie amiche lo stanno cercando. 

Le donne lo comprano perché è l’unico modo per non essere in pericolo.

La maggior parte delle attività commerciali sono state chiuse. Sono rimasti aperti solo alimentari, panetterie e tavole calde.

Secondo l’emittente France24, alle donne sarebbe stato intimato di non uscire senza un accompagnatore di sesso maschile. In diverse città, i miliziani stanno perquisendo le case in cerca di tutte le ragazze tra i 12 e i 45 anni, con l’intenzione di regalarle come bottino di guerra al gruppo armato. Le donne afgane più vulnerabili per evitare di essere rapite, si stanno nascondendo nelle cantine delle abitazioni.

Secondo Al Jazeera, da quando il governo dei talebani si è insediato, le donne che hanno provato a criticare il regime sono state umiliate, picchiate pubblicamente o perfino uccise.

Oltre alle limitazioni fisiche, la popolazione femminile sta subendo anche limitazioni tecnologiche. La maggior parte degli account è stato disattivato e i principali social sono già stati oscurati. Le organizzazioni no profit hanno ricevuto diversi messaggi whatsapp dalle giovani donne che parlano di regime di assoluta rigidità nella città.

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Kabul: la rabbia delle donne afgane contro l’Occidente

Kabul: La rabbia delle donne afgane contro l'Occidente

Le donne afgane sono profondamente deluse e arrabbiate nei confronti di tutti quegli stati che in questo momento hanno voltato le spalle al loro paese. Da molto tempo vengono fatte delle forti critiche verso la Comunità Internazionale che ha preso parte alle continue politiche di pace.

Il tema della giustizia interna non è stato mai affrontato in un paese ormai dilaniato dalle occupazioni estere. Più volte, le donne afgane hanno pregato per andarsene e lasciare spazio alla libera autodeterminazione.

Nelle città principali sono riuscite a riacquistare parzialmente i loro diritti: è stato concesso loro di uscire senza la presenza di un uomo, di scegliersi un lavoro e di andare nelle scuole frequentando classi miste.

Tuttavia, nel resto del paese le cose non sono andate proprio nello stesso modo. Così in questi luoghi, le donne hanno continuato ad essere date in moglie prima dei 16 anni, ad essere vittime di violenze e di imposizioni. Addirittura, quelle di loro stuprate finivano in prigione poiché disonoravano il nome della famiglia.

Ora, l’appello disperato di queste giovani è di aprire immediatamente dei corridoi umanitari non solo per i residenti afgani ma anche per chi è nel mirino dei talebani. In queste ore stanno proseguendo i rastrellamenti, non bisogna perdere altro tempo.

Siamo nascoste in cantina. Siamo sole. Vi prego portateci via.

Questa è il messaggio di una ragazza di 24 anni che lavora presso un‘Ong internazionale e da tre giorni se ne sta rinchiusa con la sorella nella speranza che i talebani non la trovino. La loro colpa? Essere donne.

Afganistan: i talebani annunciano l’amninistia generale e richiedono le donne al governo

Afganistan: i talebani annunciano l'amninistia generale e richiedono le donne al governo

Nelle ultime ore, i nuovi padroni del paese stanno cercando di rassicurare la popolazione afgana: hanno annunciato un’Amnistia generale per i funzionari statali che temevano per la propria incolumità.

Inoltre, hanno dichiarato:

L’Emirato islamico non vuole che le donne siano vittime, ma anzi dovrebbero avere ruoli nella struttura di governo, benché in accordo con la Sharia.

Ovviamente tali dichiarazioni sono state prese con un certo scetticismo. Il portavoce dell’Alto Commisariato Onu per i diritti umani, Rupert Colville, ha invitato tutti gli stati membri a prestare attenzione e stare in allerta per proteggere le vite dei civili.

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Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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