venerdì, Aprile 23, 2021

Inaugurato Ospedale Fiera Milano. Bertolaso: “Sono fiero di essere italiano”

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica, con un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e scrittura. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico, ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari e non che li assistono. Perché è proprio la figura del paziente al centro di quest’opera. Chi entra qui avrà ambiente, struttura, attrezzature e assistenza ottimale per le proprie esigenze di salute.

Con queste parole Guido Bertolaso ha presentato l’opera che non vedevamo l’ora di vedere compiuta: una struttura sanitaria adeguata e attrezzata per fronteggiare l’emergenza Covid-19. L’idea originaria di un ospedale da campo da 400 posti è stata accantonata per concentrarsi sulla realizzazione di una struttura molto più qualificata, che in futuro potrebbe diventare un’eccellenza della rianimazione a emergenza finita. Non un lazzaretto di fortuna, quindi, ma un centro ospedaliero che a regime sarà in grado di ospitare 8 reparti per un totale di 200 pazienti in terapia intensiva, con altrettanti medici, circa 500 infermieri e altri 200 operatori. Un progetto ambizioso realizzato in tempi record: solo 10 giorni, con operai, imprese e volontari che hanno lavorato ininterrottamente perché, come sottolinea lo stesso Bertolaso, al grido d’aiuto della Nazione, si risponde. Leggi anche: Covid-19, test rapido disponibile per tutti a Firenze, si può prenotare online

Un centro specializzato che potrebbe diventare un’eccellenza della rianimazione

Un’immagine dell’interno della struttura.
La struttura sarà gestita dal Policlinico Irccs e accoglierà i nuovi contagiati in condizioni gravi provenienti da tutta Italia. Dopo i primi 24 posti aperti tra domenica e lunedì, sarà il turno del primo blocco da 53 posti per poi arrivare gradualmente al pieno regime e permettere agli ospedali attualmente sovraffollati di svuotarsi. Inoltre sarà una struttura di riferimento nel caso in cui in autunno dovessimo affrontare una seconda ondata di contagi, o magari per far rientrare i nostri connazionali all’estero e permetter loro di curarsi in un luogo più vicino a casa. Il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è orgoglioso del risultato ma esorta tutti a rimboccarsi le maniche:

Questo ospedale sarà il simbolo della battaglia vinta sul coronavirus, sarà il simbolo della ripresa della regione. A una condizione: non abbiamo vinto ancora niente. Mi raccomando: non diffondiamo troppo entusiasmo perché non abbiamo vinto niente. Bisogna ancora rimanere a casa e rispettare le regole: solo così potremo vincere definitivamente la nostra battaglia.

Tuttavia, davanti a un risultato del genere non si può non sentirsi motivati. Guido Bertolaso, ammalatosi egli stesso a causa del carico di lavoro, ha affermato con soddisfazione:

Il motivo per cui ho accettato questo incarico è questo: quando il mio Paese chiama io rispondo, perché io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine.

Leggi anche: Gravidanza e coronavirus: “Le strutture si sono organizzate” di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica, con un passato nella musica e nel teatro e un'avida curiosità per tutto ciò che riguarda scienza, arte e scrittura. Ha abbracciato da tempo la crociata della Mental Health Awareness come missione di vita. Autrice di racconti, poesie e sceneggiature perché l'immaginazione lo pretende, giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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