sabato, Dicembre 5, 2020

I bambini chiedono a Siri se Babbo Natale esiste, le risposte sono esilaranti

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Nel mondo di internet le risposte, anche quelle più scomode, le abbiamo in tasca. È così che i nativi digitali hanno accesso alla conoscenza in maniera molto più immediata e accurata rispetto alle generazioni precedenti. Se questo è un bene quando si tratta di ottenere spiegazioni comprensibili e al di sopra dei tabù e dei condizionamenti culturali ─ come nel caso del famoso discorsetto dell’ape e del fiore ─ sotto un altro punto di vista a volte la realtà può essere talmente oggettiva da rubare ai ragazzi parte della loro innocenza. Con l’avvicinarsi delle feste natalizie, i genitori che di anno in anno vedono crescere i loro pargoli si trovano ad affrontare il dilemma che si trasmette da generazioni: continuare a parlar loro di Babbo Natale oppure no? E, nel caso di figli in età diverse, come proteggere i più piccoli dalla cruda e venale realtà dei fatti senza che i fratellini maggiori approfittino della loro posizione per turbarne le fantasie? Attualmente, poi, alimentare quella scintilla magica che porta i piccoli a sentire lo spirito natalizio più degli adulti è diventato ancora più difficile, dato che basta una rapida ricerca su internet per scoprire che il caro vecchio San Nicola non è affatto indaffarato a distorcere lo spazio-tempo sul suo Tardis a zampe motrici per portare i regali ai bambini. Leggi anche: Chi ha paura del Natale? Pillole di psicologia salva feste

Gli assistenti vocali non hanno dubbi: Babbo Natale esiste!

È in casi come questo che i programmer e gli esperti di intelligenza artificiale danno il meglio di sé. Più i nostri assistenti vocali diventano maggiordomi fidati ai quali assegniamo i più svariati compiti, più essi vengono dotati di skill supplementari che li liberano della freddezza tipica delle macchine per renderli, appunto, umani e familiari. C’è chi si è divertito a interrogare gli assistenti virtuali sulla questione Babbo Natale. Le loro risposte sono ─ come ormai ci hanno abituati ─ esilaranti e perfettamente in linea con lo spirito natalizio. Siri, portabandiera meladotata di tutti gli assistenti vocali, risponde con un deciso:

Aspetta, chiedo a lui.

Più venale l’assistente Google, che vede sempre il mondo in forma di meme e umorismo tagliente:

Certo che ci credo, ma se ricevessi un regalo sarei ancora più sicuro.

Alexa, l’ultima arrivata che ha già reclamato il suo posto nei salotti di tutto il mondo, si lascia andare a riflessioni più articolate:

Tutto quello che so è che qualcuno mangia davvero i biscotti destinati a Babbo Natale.

Per la serie “Non dico di essere Batman, dico solo che nessuno ha mai visto me e Batman nella stessa stanza”. Lasciate quindi che i bambini si rivolgano pure agli assistenti vocali per i loro dubbi prenatalizi. Ma attenzione: se continuano a credere alla magia, facciamo in modo di non essere noi a deluderli per altre vie. Leggi anche: Il miracolo di Natale: Melegatti riporta in tavola il pandoro e fa felici i lavoratori   di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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