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Google ci riprova: ecco il nuovo social network

Dopo la chiusura di Google+, arriva Shoelace, il social network che metterà in contatto le persone sfruttando gli interessi condivisi.

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Creare un prodotto virtuale dedicato alla vita reale. Questa la nuova visione di Google nel lanciare il suo Shoelace, il nuovo social network che consente a persone geograficamente vicine, con cui si condividono gli stessi interessi, di entrare in contatto, organizzando incontri ed eventi. A pochi mesi dalla chiusura ufficiale di Google +, noto anche come il social network meno amato della storia, il colosso di Mountain View ci riprova ancora una volta con questa nuova piattaforma.

Il nome del progetto, tradotto letteralmente come “laccio per le scarpe”,  rimarca l’intenzione di voler incrociare cose da fare ed eventi: un impianto che si distingue dalla struttura dei competitors come la logica delle amicizie di Facebook o quella dei follower su Instagram. Frutto del gruppo di lavoro sperimentale di Big G Area 120, Shoelace attualmente è in fase di test esclusivamente nell’area di New York City, accessibile tramite inviti di altri utenti e disponibile solo su mobile app e non in versione web.

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Come funziona Shoelace

Nonostante sia ancora in una fase di lancio, sappiamo che l’applicazione, rilasciata nelle versioni Android e iOS, è caratterizzata da un’interfaccia che fa largo uso di emoji ed è progettata per consentire all’utente di selezionare i propri interessi e trovare chi li condivide nelle vicinanze. Sempre in riferimento a questa fase di sperimentazione, un team di esperti in carne e ossa gestirà il social network, suggerendo personalmente agli utenti le attività in zona affini con i loro interessi e verificando le richieste per entrare nella community inviate dai nuovi utenti, ossia gli inviti necessari ad accedere alla piattaforma.

“La premessa per Shoelace è di allacciare tra loro le persone sulla base dei loro interessi, come due lacci in una scarpa. Lo facciamo attraverso attività che opportunamente chiamiamo Loop”, spiega Google.

Quelli che vengono definiti come Loop, elementi che sono alla base del social network, non sono altro che le attività che potrebbero interessare agli utenti: andare a un concerto, fare sport insieme, partecipare a una manifestazione, organizzare una festa, scambiarsi oggetti, fare un pic nic al parco e così via. Allo stesso tempo, chi usa l’app può anche organizzare degli eventi, oltre a partecipare alle attività organizzate da altri. Le diverse attività sono geolocalizzate in una mappa interna alla piattaforma.

L’app è come un patchwork che tende a recuperare il discorso delle “cerchie d’interesse” dal precedente Google Plus, unendolo a reminiscenze derivanti dall’app  Schemer, una piattaforma dedicata all’organizzazione di eventi lanciata nel 2011 da Google e poi chiusa nel 2014.

Tuttavia, quello che sta facendo Shoelace è un notevole salto in avanti rispetto ad altri progetti avviati dai concorrenti nello stesso ambito. Il voler creare un ponte fra virtuale e reale è ciò che rende l’idea più particolare e potrebbe per questo rappresentare la chiave del suo potenziale successo. Sicuramente questa piattaforma asseconda una scia di proposte già esistenti che, soprattutto negli ultimi anni, lasciano presagire che il futuro dei social sarà sempre più destinato a una chiave privata e diretta. Un esempio è la piattaforma Nextdoor, l’app che mette in contatto le persone dello stesso quartiere. Questo implicherebbe anche un modello di sviluppo completamente diverso rispetto al passato, basato sul rapporto offline-online, che passerà dalle comunità locali più che dal caos della rete.

Insomma l’idea ha tutte le carte in regola per poter prendere piede anche al di fuori della Grande Mela, bisognerà sicuramente studiare le strategie più efficaci in fatto di marketing, fare delle stime circa la risposta e l’engagement del vasto pubblico, per poi dare inizio a questo nuovo tentativo. Che sia la volta buona per Google?

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di Federica Tuseo

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