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FaceApp: tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo tormentone social

L’app che invecchia i volti è l’ultima moda estiva: come è nata, come funziona e soprattutto come sfrutta i tuoi dati?

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Nel 2019 i tormentoni estivi non sono solo musicali: il nuovo trend dell’era digitale si chiama FaceApp e il suo successo è un fenomeno tutto da studiare. A differenza della solita canzone che gira in radio per una stagione, questa applicazione è l’ultima moda virale che in pochissimi giorni ha raggiunto migliaia di utenti nel mondo. Sicuramente vi sarà capitato di notare un numero esagerato di fotografie dei vostri amici sui social, i cui volti erano estremamente invecchiati o ringiovaniti. Questo è, infatti, il risultato di FaceApp, che ha scatenato una nuova challenge su InstagramFacebook Twitter.

Nascita e ascesa del fenomeno FaceApp

Il caso FaceApp potrebbe facilmente essere associato, data l’entità del tormentone virale, ai colossi come Facebook o Instagram, entrambe proprietà del gigante di Menlo Park. Invece, sorprendentemente, ricercando le radici del fenomeno si giunge in territorio russo. FaceApp è stata rilasciata nel gennaio 2017 dalla Wireless Lab, un’azienda russa con sede a San Pietroburgo, fondata da Yaroslav Goncharov. Se l’app aveva già riscosso un certo successo appena dopo il lancio, gli ultimi aggiornamenti hanno di fatto reso le modifiche ai selfie ancora più realistiche di quelle delle versioni precedenti. Il merito è tutto dell’intelligenza artificiale migliorata, che permette di ottenere una versione invecchiata o ringiovanita del volto ritratto nella foto. Sono ormai milioni i post condivisi negli ultimi giorni, tanto che è diventato virale l’hashtag #FaceAppChallenge. La moda ha coinvolto anche vip nazionali e internazionali: Leonardo Di Caprio, Tommaso Paradiso, Gigi Buffon, Silvio Berlusconi e tanti altri personaggi, famosi o meno, hanno risposto alla sfida pubblicando i loro visi trattati con l’effetto invecchiamento. Altri, come Donald Trump, hanno fatto l’opposto, mostrandosi ringiovaniti.

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Come funziona l’app

Disponibile gratuitamente sia sui telefoni con sistema operativo iOS che su quelli con Android, l’app ha raggiunto i primi posti nelle classifiche di quelle più scaricate in diversi paesi del mondo. Dopo averla installata il suo funzionamento è abbastanza intuitivo: basterà scattarsi una foto o sceglierla da quelle presenti nella propria galleria di immagini e, con un paio di tap sul display, sarà possibile modificare il volto. Sono tanti i filtri applicabili, il cambiamento d’età è infatti solo una delle tante possibilità offerte dall’applicazione, che spazia dal cambio dell’acconciatura a quello del sesso. Molti altri effetti da applicare alle foto sono disponibili nella versione a pagamento. E le tariffe sono di 3,99 euro se si sceglie un abbonamento mensile, 19,99 euro per quello annuale, 43,99 euro per sempre.

Privacy e utilizzo dei dati personali

Il principio fondamentale su cui si regge FaceApp, come detto, è una serie di algoritmi di Intelligenza Artificiale.

“Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia che sfrutta le reti neurali per modificare in maniera realistica il volto nelle foto. Il nostro principale elemento di differenziazione è il fotorealismo. Dopo aver applicato un filtro, è ancora la tua foto. Altre app cambiano intenzionalmente un’immagine in un modo divertente, ma non restituiscono più una foto reale”, ha spiegato a TechCrunch il fondatore e Ceo, Yaroslav Goncharov.

Ogni volta che il viso viene processato, l’app potrebbe potenzialmente memorizzare e archiviare ogni scatto nei server della società russa. Nella sezione dell’app dedicata all’uso delle informazioni si legge:

L’applicazione potrebbe condividere i contenuti e le informazioni degli utenti con le aziende che fanno parte del gruppo di società di FaceApp.

Al momento questa applicazione non risulta coinvolta in scandali informatici riguardo l’utilizzo dei dati personali. Tuttavia, conviene sempre tenere a mente queste dinamiche quando si sceglie di scaricarla e utilizzarla.

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di Federica Tuseo

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