martedì, 31 Gennaio 2023

A Singapore il fotovoltaico galleggiante rivoluziona la produzione di energia

Quando il sole incontra l'acqua, il fotovoltaico galleggiante produce energia: un'equazione semplice e fruttuosa, per l'uomo e per l'ambiente.

A Singapore l’ultima generazione di pannelli fotovoltaici è stata installata ed è perfettamente funzionante: un’isola di fotovoltaico galleggiante che produce abbastanza energia elettrica da soddisfare dal 2 al 3%  del fabbisogno della città stato.

Con un complesso sistema di integrazione tra pannelli solari e tecnologia green, l’isola fotovoltaica è in grado di assorbire l’energia solare da destinare agli impianti che purificano l’acqua per renderla potabile.

Il fotovoltaico galleggiante si fa strada, anzi, acqua

Un trend che potrebbe presto rilevarsi vantaggioso ovunque non si disponga di abbastanza spazio per l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Il fotovoltaico galleggiante potrà infatti essere esportato ovunque esistano laghi o altri specchi di acqua stagnante al posto di occupare aree fabbricabili o i tetti delle strutture immobili.

Isole, ma anche luoghi montuosi o regioni dove la configurazione del territorio ostacola il trasporto dell’energia elettrica via cavo, potranno sfruttare al massimo dighe, cave e stagni per soddisfare il fabbisogno di elettricità.

Singapore, un modello da esportare

Fotovoltaico galleggiante_rendering

Uno degli atavici problemi dell’isola-stato asiatica è sempre stato infatti la scarsità di terra a disposizione della popolazione e delle attività rurali. A questo si somma che, nonostante sia una delle nazioni più piccole del mondo, grande grosso modo come metà della città di Londra, è anche una delle più forti emettitrici di anidride carbonica pro capite dell’oriente.

Per limitare le nocive emissioni nell’atmosfera, il governo di Singapore ha deciso di utilizzare tutte le risorse in possesso dello stato, dando avvio a una serie di progetti sul fotovoltaico galleggiante: entro il 2025 saranno coperti oltre 3 ettari di acqua dai pannelli solari, con una resa energetica pari a 3,3GWh all’anno.

Ricorrere al fotovoltaico galleggiante si è reso necessario anche considerando l’impossibilità di ricavare soddisfacenti quantità di elettricità da fonti quale l’idroelettrico o l’eolico o dal tappezzamento degli edifici e delle superfici riflettenti.

Le isole di pannelli fotovoltaici fluttuanti

Fotovoltaico galleggiante_panorama

Le esperienze in questo campo hanno indotto il governo di Singapore ad adottare misure simili, per dare un contributo concreto alla svolta green del paese.

Il panorama dell’isola, nel tentativo anche di arrestare l’inesorabile innalzamento delle acque del mare, da qui a qualche anno potrebbe cambiare drasticamente: lungo le coste di Singapore sarà possibile ammirare una schiera di pannelli fotovoltaici, scintillanti nel sole, che fluttuano sull’acqua e che costituiranno la principale fonte di produzione di corrente elettrica dello stato.

Già da ora nello stretto di Johor si estende uno dei parchi solari più estesi al mondo: 13.000 pannelli ancorati sul fondale marino tramite catene e blocchi di cemento, in grado di fornire 5MW di elettricità, che possono supplire alla richiesta di 1500 appartamenti per un intero anno. Il sistema si articola in file di pannelli modulari assemblati insieme lungo file galleggianti che si allungano sull’acqua.

Shawn Tan, vicepresidente della società di Singapore Sunseap Group, che ha portato a termine il progetto sullo Johor a gennaio, ha affermato:

Il mare è una nuova frontiera per l’installazione del solare: speriamo che il nostro sia un modello a cui ispirarsi per avere più progetti di fotovoltaico galleggiante in mare, sia a Singapore che nei paesi vicini.

Tengeh Reservoir: l’energia solare a servizio dell’acqua

A questo seguirà il più imponente e già citato progetto Tengeh Reservoir che prevede l’installazione di oltre 120.000 pannelli solari galleggianti. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di fornire corrente elettrica sufficiente per rendere del tutto autonomi gli impianti di trattamento delle acque di Singapore, che notoriamente soffre si scarsità d’acqua e sorgive naturali.

L’operazione potrebbe avere un impatto ambientale dalla portata gigantesca: la riduzione delle emissioni equivarrebbe infatti all’eliminazione di quelle prodotte da settemila automobili in un anno.

La lotta contro l’anidride carbonica è ormai al centro del dibattito internazionale, e la piccola isola si è impegnata a dimezzare le emissioni del 2030 – aumentando la sua capacità solare entro questa data di almeno sette volte –  entro il 2050, contando di poterle eliminare definitivamente entro la fine del secolo.

Gli esperimenti del fotovoltaico galleggiante in Europa

Tra i vantaggi delle isole fluttuanti fotovoltaiche emerge anche la convenienza in termini di resa: la vicinanza con l’acqua, superficie riflettente per eccellenza, aumenta la capacità dei pannelli di produrre energia elettrica tra il 10 e il 20% in più.

A novembre scorso anche in Italia, l’Innovation Lab ha dato avvio a una serie di sperimentazioni in Sicilia per l’impianto del fotovoltaico galleggiante sulle coste di Catania. Il progetto si impernia anche sulla riduzione dei costi che questa tipologia di installazione prevede: i terreni sottratti all’edificazione e adibiti a fattorie solari e i loro costi di gestione sono infatti molto più esosi rispetto all’impianto su specchi d’acqua.

Oltralpe, in Francia, già 5000 nuclei familiari a Piolenc godono dell’elettricità prodotta da O’Mefa 1, attualmente il più grande impianto fotovoltaico galleggiante esistente in Europa.

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