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Fiona May: Una volta mi dissero “Hai 4 difetti: sei donna, sei intelligente, sei bella e sei nera”

Discriminazione, sessismo, xenofobia. Il punto di vista dell'ex atleta della nazionale italiana.

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“Fiona tu hai quattro difetti: sei donna, sei intelligente, sei bella e sei nera”, è quanto riferisce di essersi sentita dire l’atleta Fiona May. La sua reazione? Ha ringraziato. Ha inciso ben salda nella sua mente questa frase ed è andata avanti. Così Fiona May non ha dato peso a quei presunti e infondati ostacoli. È passata oltre, costruendo la sua storia fatta di vittorie e successi.

Da tempo ormai volto emblematico dell’atletica tricolore e internazionale, sponsor insieme alla figlia di uno dei marchi italiani più famosi al mondo, come Ferrero, ora anche protagonista dello spettacolo teatrale Maratona di New York, lei non si è fatta intimorire da chi vedeva delle imperfezioni nel suo essere una bella donna, intelligente e per di più di colore. Ha trasformato tutti questi fortuiti requisiti in risorse. O, probabilmente, è semplicemente rimasta quella che è. Una persona, a prescindere dalle caratteristiche fisiche e mentali, dal suo genere, dalla sua storia biologica. Una persona che ha ottenuto eccezionali risultati riuscendo a mettere a frutto le tante doti e qualità, con lavoro, studio e dedizione.

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Il sentimento xnenofobo raccontato da Fiona May

A suo agio nell’affrontare le sfide, schietta e sincera, Fiona ha espresso la sua opinione su un tema delicatissimo. Ha parlato di razzismo. Una voce fuori dal coro, immediata, in un paese come il nostro che sta vivendo un momento di tensione tra cori discriminatori allo stadio e leggi non proprio accoglienti. Le affermazioni della campionessa mondiale cercano di interpretare il perché del sentimento xenofobo e di rintracciare le responsabilità di chi lo alimenta. Paure infondate di chi si sente minacciato a casa propria e di chi strumentalizza questi sentimenti.

Penso che alla base di tutto ci sia la paura. Il razzismo è figlio della paura. Paura di percepire qualcosa che non conosci, paura di accettare. Ed è colpa di qualcuno che ha fatto passare l’idea che chi arriva in questo Paese lo faccia per rubare qualcosa agli italiani.

Il timore di accettare ciò che è diverso, dove diverso significa solo altro. Qualcuno che non ha le nostre abitudini, che non ha le nostre stesse tradizioni, che parla un’altra lingua, che ha un altro colore di pelle. Qualcuno che ha semplicemente un’altra cultura.

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Diciamo basta alla paura

E chi è al potere, in posizioni importanti, influisce sulla gente per non far passare questa paura. Noi dovremmo prendere coraggio e dire “basta, non è così”. Abbiamo solo una vita, abbiamo solo una Terra.

Un invito, quello di Fiona, ad abbandonare il clima di sospetto che sembra prendere piede in questo momento. Mettere da parte incertezze e diffidenze per cercare di accogliere l’altro, liberi da pregiudizi e preconcetti fomentati da una politica del terrore che vede spesso in chi viene da fuori la causa di tanti problemi.

L’ex atleta, e ora novella attrice, ci spinge a una riflessione che non può e non deve lasciare indifferenti. Anche perché, in un mondo globalizzato dove gli spostamenti sono diventati una condizione comune e a volte necessaria, dove il continuo scambio di culture e genti diverse potrebbe contribuire all’arricchimento di un Paese, di una città, delle singole persone, non possiamo farci piegare dalla paura e dall’ignoranza di non conoscere mai abbastanza.

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di Valentina Cuppone

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