sabato, Luglio 11, 2020

Il velo islamico firmato Nike è nei negozi di Milano: scoppia la polemica

2
Valentina Cuppone
Valentina Cuppone
Valentina Cuppone, classe 1982. Caporedattore de Il Digitale. Formazione umanistica, una laurea in Lettere Moderne e una specializzazione in Comunicazione della cultura e dello spettacolo all’Università di Catania. Curiosa e appassionata di ogni cosa d’arte, si nutre di libri, mostre e spettacoli. Affascinata dal mondo della comunicazione web, il suo nuovo orizzonte di ricerca è l''innovazione.

Se in questi giorni di saldi vi capiterà di fare un giro allo store Nike di Corso Vittorio Emanuele a Milano, non stupitevi se tra scarpe, completi da tennis, maglie da basket e indumenti vari per praticare sport, troverete anche un velo per coprire capo, spalle e gola. È l’hijab, uno dei copricapi usati dalle donne musulmane. Più volte oggetto di attacchi, critiche, difese. Simbolo della cultura islamica, per alcuni elemento di oppressione, per altri segno di identità. Ora metafora di inclusione. Almeno nel mondo sportivo. Dichiarazione culturale di un’azienda che, sull’onda del politically correct, decide, nel 2017 in tempo per le Olimpiadi invernali in Corea del Sud, di produrre un indumento utile alle sportive musulmane. La novità è notata da Silvia Sardone, consigliere comunale e regionale del Gruppo Misto milanese, che non sembra reagire con approvazione all’introduzione del curioso e, forse per qualcuno, irritante capo. Probabilmente in un periodo in cui si discute, in modo anche abbastanza veemente, sul decreto sicurezza del Ministro degli Interni, una circostanza del genere spinge a più di una riflessione. Che sia polemica o approvazione, il fatto è che ora a Milano un’atleta islamica può comprare il suo hijab. Per la Nike un affare, per noi forse un segno di inclusione? Leggi anche: Tanti auguri Dottor Siddique: da venditore di rose a laureato in Medicina

Il progetto “Nike Hijab Pro” per l’inclusione

Già nel 2015 la Nike aveva dato prove del suo interesse per il mondo islamico. Prima con l’app, tradotta anche in arabo, “Nike Training Club”, poi con uno spot sulle atlete islamiche postato sul profilo twitter Nike Medio Oriente. Così, nel 2017 il terreno è già spianato per mostrare la pattinatrice Zahra Lari fotografata durante una sua performance con in testa un velo nero con il famoso baffo bianco. Cosa vuole fare ora il noto brand di attrezzature sportive? Forse rendere comune e naturale un indumento lontano dalla nostra cultura ma che è identità per tanti altri. Imparare a vedere qualcosa così lontano da noi, tanto da farlo diventare familiare. È un altro grande risultato di quella che chiamiamo ‘globalizzazione’. Il colosso americano punta ad aprire diversi store in Medio Oriente, per un valore stimato intorno ai 5 miliardi di dollari. Un’inclusione culturale che è anche, o forse soprattutto, business. di Valentina Cuppone

Valentina Cuppone
Valentina Cuppone
Valentina Cuppone, classe 1982. Caporedattore de Il Digitale. Formazione umanistica, una laurea in Lettere Moderne e una specializzazione in Comunicazione della cultura e dello spettacolo all’Università di Catania. Curiosa e appassionata di ogni cosa d’arte, si nutre di libri, mostre e spettacoli. Affascinata dal mondo della comunicazione web, il suo nuovo orizzonte di ricerca è l''innovazione.

Correlati

ISTAT, produzione industriale +42,1%: Stiamo uscendo dalla crisi?

Pubblicati i dati dell’Istituto nazionale di statistica che comunica: “A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 42,1% rispetto ad aprile”.

Jennifer Aniston e Tom Hanks infuriati: “Chi non usa la mascherina si vergogni”

Da quando ha aperto il profilo Instagram, l’attrice Jennifer Aniston è sotto...

Conte verso proroga stato di emergenza Covid al 31 dicembre

L’Italia non è ancora fuori pericolo dal rischio contagi da Covid 19....

Popolari

Lucarelli, Ordine Giornalisti la deferisce: ecco la replica

Leon Pappalardo, il figlio minorenne di Selvaggia Lucarelli contesta pubblicamente Matteo Salvini...

Daniela Zanardi: “Fate di tutto per salvare Alex, purché ci sia speranza”

Il nuovo bollettino medico parla di rischio di eventi avversi che potrebbero aggravare ulteriormente le condizioni del campione. La moglie è con lui ma eviterebbe l'accanimento terapeutico.

Calendario Maya: il mondo finirà il 21 giugno 2020?

Secondo un’errata interpretazione del calendario, la vera fine del mondo non sarebbe stata il 21 dicembre 2012 ma sarà il 21 giugno 2020. La bufala che sta facendo impazzire il web.

Olivia Paladino, giovane, elegante e in carriera. Ecco chi è la fidanzata di Giuseppe Conte

Figlia della Roma bene, più giovane del Premier di circa 15 anni, mamma di una adolescente e manager del prestigioso Hotel di famiglia. Incuriosisce la vita della First Lady italiana.

Tiziano Ferro: “Un figlio con mio marito grazie al fostering”

Tiziano Ferro e il marito stanno pensando di avere un figlio. Tra le strade da percorrere, il fostering, una specie di affidamento temporaneo.

Ultimi

ISTAT, produzione industriale +42,1%: Stiamo uscendo dalla crisi?

Pubblicati i dati dell’Istituto nazionale di statistica che comunica: “A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 42,1% rispetto ad aprile”.

Jennifer Aniston e Tom Hanks infuriati: “Chi non usa la mascherina si vergogni”

Da quando ha aperto il profilo Instagram, l’attrice Jennifer Aniston è sotto...

Conte verso proroga stato di emergenza Covid al 31 dicembre

L’Italia non è ancora fuori pericolo dal rischio contagi da Covid 19....

Esiste una legge per salvarsi dai debiti. Ecco come funziona

Esiste una legge per salvarsi dai debiti. È la Legge 3/2012 istituita...

Razzismo, perché Coca-Cola e altri brand ritirano la pubblicità da Facebook

I più grandi brand al mondo stanno bloccando la pubblicità su Facebook in segno di protesta per le sue politiche sui diritti civili.