La femminilità come atto di rivoluzione: “Abbiamo gli stessi diritti degli uomini, ma dobbiamo restare diverse”

Il mondo di oggi ci impone un senso di inadeguatezza. Abbiamo dialogato con Margarita Smirnova, ideatrice di un corso di portamento ed eleganza per le donne che desiderano ritrovare la consapevolezza di sé. Come reagire a un mondo che ci schiaccia?: "Senza arroganza, senza prepotenza, affermare la propria femminilità".

Silvia Buffo
Silvia Buffo
Silvia Buffo, 1985, giornalista. Ha fondato e dirige Il Digitale. Formazione classica e filologica, un dottorato di ricerca in Letteratura italiana, sui legami tra scrittura e nuovi media. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.
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Nelle ultime settimane, l’attenzione mediatica è tutta orientata sulla donna, sui diritti e soprusi da cui dovrebbe emanciparsi, sui suoi contrasti col patriarcato, sull’indignazione, su una consapevolezza rinnovata, che oggi si fa eco più forte.

E proprio negli ultimi giorni in cui il clima era plumbeo di riflessioni e sconforto, un’iniziativa controcorrente parte dalla città di Roma: un corso di eleganza e di portamento presso il Teatro Petrolini. A organizzarlo è la direttrice Margarita Smirnova, che racconta alla redazione de ildigitale.it l’importanza della cura di sé:

Il tema di prendersi cura della femminilità è un tema rivoluzionario, perché ho scoperto che è un campo completamente sconosciuto e purtroppo il campo dell’eleganza ultimamente viene considerato non come una cosa primaria.

Invece, con i tempi che corrono, stiamo arrivando alla consapevolezza che dovrebbe essere una cosa primaria, perché oggi le donne si ritrovano piene di insicurezze e per il proprio aspetto finiscono per sentirsi inadeguate.

Il mondo di oggi impone questo senso di inadeguatezza, il mondo ci schiaccia.

Ma come reagire? Senza arroganza senza prepotenza, affermare la propria femminilità.

Non mi aspettavo tutta questa partecipazione e richiesta al mio corso di portamento.

Margarita Smirnova sottolinea l’importanza del ruolo della donna, che deve rimanere ben distinto da quello maschile, pur avendo pari diritti:

Abbiamo gli stessi diritti degli uomini, ma dobbiamo restare diverse.

Noi non siamo come gli uomini.

Dobbiamo essere ammirate proprio per la nostra differenza, in primis, perché portiamo la vita su questo Pianeta.

E il nostro ruolo importante lo vedo un po’ sottovalutato.

La femminilità non è mai frivolezza, ma carattere identitario

femminilità

Studiare portamento ed eleganza non è studiare come essere seduttive. Ci tiene a ben specificare Margarita Smirnova:

Questo non è un corso di seduzione.

La prime persone da sedurre siamo noi stesse.

Semmai è un corso per sedurre e amare se stesse, perché se piacciamo a noi stesse, si crea quella magia per cui possiamo piacere al mondo intero.

Abbiamo inoltre dialogato con la psicoterapeuta, psicologa e docente formatore, Patrizia Giungato, che ci spiega che funzione ha per la propria consapevolezza studiare portamento:

Il corso di portamento per le donne ha in sé una matrice molto importante, quella di portare la donna a essere consapevole di sé, del proprio valore, della propria bellezza non solo esteriore, e in questo processo, di prendere consapevolezza di sé, arrivare ad amarsi.

Questo è il primo antidoto verso tutto quello che accade oggi e che ascoltiamo e, quindi, ha anche una funzione protettiva.

Più ci vogliamo bene, più ci rispettiamo, più riusciamo a cogliere i segnali di chi abbiamo davanti e a essere più forti nei confronti di qualsiasi cosa ci accada.

Il portamento non è tanto un’esibizione della propria femminilità, ma è affermazione di se stesse.

Il percorso oncologico, la mastectomia, e un corso di portamento per riscoprirsi belle

Abbiamo inoltre raccolto un’altra preziosa testimonianza per dimostrare come un corso di portamento può aiutare una paziente nel suo percorso oncologico, e poiché ieri è passata la legge alla camera sul diritto all’oblio, per coerenza e per buon auspicio useremo un nome di fantasia. Il racconto di Lena:

Quando mi sono ammalata non ero una persona particolarmente vanitosa, né sempre mi truccavo o vestivo bene, ma quando ho saputo della malattia sono entrata in crisi.

Ho avuto sempre paura di invecchiare, e sapere della trasformazione che potrebbe accadere sul mio corpo mi spaventava al punto di pensare se non sarebbe meglio non seguire le cure.

Certo, sembro superficiale, ma vedermi col seno tagliato, grassa…. Mi dispiaceva molto.

Per fortuna l’intervento chirurgico è stato fatto ad arte, hanno ricostruito bene il seno, per fortuna non ho dovuto fare la chemioterapia, solo la radio.

Margarita era vicino a me in questo periodo, avevamo pensato di cominciare con il corso di portamento proprio quando mi sono ammalata.

Quando le ho detto che temevo di poter interpretare dei personaggi a teatro che facevo prima, uno dei quali Grushenka che era molto sensuale, lei mi ha trasmesso questa sfida di farlo, e l’ho recitata mentre facevo la radio.

Fino alla radio tutto ok, ma il pesante è la terapia ormonale che noi in questo caso dobbiamo fare per cinque anni.

Ci sentiamo stanche, abbiamo dolori e io mi sono ingrassata di quasi 15 chili.

Insomma, ho un altro corpo, e mi piaceva sempre di meno guardarmi allo specchio.

Questo è comune anche con la menopausa, molte donne entrano in crisi, perché ci sembra di non piacere di più.

Ed è proprio qui che subentra l’aspetto più pesante.

Siamo circondate da venditori, diete dimagranti, terapie super promettenti, cure estetiche costosissime.

Mi sono sentita una vittima di tutto questo e credo che veramente un trattamento così possa cambiare.

Non vedendo risultati, anzi, vedendo che continuavo a ingrassare, stavo cadendo in depressione, ma anziché prendere gli psicofarmaci che mi avevano suggerito, ho preferito optare per il corso di portamento.

Non sono sempre costante, ma sorridermi allo specchio mi sta aiutando tanto.

Curare immagine e portamento, potrebbe essere un antidoto contro la violenza?

Per tornare al tema più caldo di questi giorni, lo abbiamo chiesto alla psicoterapeuta Patrizia Giungato, che ci spiega:

Potrebbe essere un antitodo verso le relazioni disfunzionali, perché ci si arriva alla violenza non si parte dalla violenza.

Se c’è qualcosa che possiamo fare è avere una coscienza di sé, del proprio femminile per poter poi proteggerci da tutte quelle che sono le relazioni difunzionali che non sono solo sentimentali, ma di ogni genere.

Anche sul luogo di lavoro ci sono relazioni disfunzionali, di sopraffazione, di dominio, di bossing o di mobbing.

Nel momento in cui il femminile si afferma, non si afferma contro, ma si afferma per.

Forma e sostanza vanno sempre insieme, non sono da intendersi distintamente

Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno, nella sua Teoria estetica, spiegava come forma e sostanza vadano sempre insieme, siano la medesima cosa. È in quest’ottica che dobbiamo guardare l’arte di imparare l’eleganza, che non è mai frivolezza, al contrario, è un rafforzamento identitario in un momento storico di forte indebolimento culturale e di costume.

A dimostrare quanto l’arte della raffinatezza sia da riscoprire è stata la grande partecipazione al corso di Margarita Smirnova, una partecipazione eterogenea, non solo da parte di donne che amano studiare teatro e fare teatro o recitazione cinematografica, o di amanti della moda, ma anche di donne appartenenti ad ambiti professionali differenti, come docenti, avvocati, direttori d’albergo, medici estetici, musicisti, traduttori.

Queste professioni così varie e diverse, che foneticamente suona più elegante indicare al maschile, sono però praticate da donne con un comune denominatore: la tensione verso la bellezza, secondo Stendhal, promessa di felicità, e difatti riscoprirsi belle e sicure di sé è provato che renda felici.

“È un momento storico in cui l’essere donna va mostrato con orgoglio, senza mai abbassare la testa”

Lo ribadisce ancora Margarita Smirnova, esperta d’arte drammatica e specializzata in drammaturgia russa, che partendo da San Pietroburgo ha poi avviato la sua carriera internazionale:

Riscoprire la femminilità è una cosa importante, perché serve a recuperare il proprio spazio, il decadimento della bellezza in questo senso è decadimento culturale.

Quanti strumenti dona con la sua lunghissima storia professionale, Margarita: “Tieni le gambe legate come con un filo di nylon” ed ancora ti rivela, come sedersi, come stare al ristorante, dove poggiare la pochette e come portarla, come e quanto si stringe la mano e come ricevere il baciamano, quando è il caso di portare i guanti, perché prediligere i capelli raccolti e l’abito lungo o sul ginocchio, perché indossare la calza anche in estate e preferire le scarpe a punta chiusa, come togliere la giacca o il cappotto senza sembrare goffe e quando e come si possono in rari casi anche accavallare le gambe, sempre con parsimonia, ed ancora come scendere da un’auto con grazia, citando a modello Lady D.

Non mancano tra i suggerimenti quelli di scuola giapponese e tutto quanto la Smirnova ha appreso nella sua esperienza all’accademia di moda.

Un certo tipo portamento può proteggerci, allontanando persino avances sgradite

A stupire tra i suoi insegnamenti è come una giusta postura sia anche un modo per proteggersi e mettere distanza: a un colloquio di lavoro o in una situazione in cui si necessita di essere risolute, eleganti, ma al tempo stesso mantenere quella distanza protettiva che fa capire al nostro interlocutore il confine che non si deve mai valicare.

A volte come insegna la maestra Margarita basta uno sguardo, per questo al suo corso non mancano gli elementi di mimica facciale, “perché, quando si esce da un ambiente che ci lasciamo dietro le nostre spalle, di noi resta l’ultimo sguardo e il profumo”.

Alla fine cosa ci lascia studiare portamento?: “Sapere che io esisto nella mia bellezza o nella mia imperfezione”.

“Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire”

Ricordiamo queste preziose parole di Alda Merini per capire che a fare la differenza nell’affermazione del nostro modo di essere sono anche temi, argomenti e uso del linguaggio. L’approccio di Margarita Smirnova è esaustivo, ci spiega i segreti della grazia anche nell’ambito delle conversazioni. A cena meglio evitare di parlare di religione, orientamento sessuale, passioni politiche, guerre, di argomenti fortemente divisivi, come anche il denaro, e persino i viaggi.

Non solo portamento, un mare di curiosità nel Galateo

A poter dire “buon appetito” è solo la padrona di casa, quando si cammina al fianco di un uomo, lo si fa sempre dalla parte del cuore, quindi, dal lato sinistro, quando regaliamo le rose scegliamo rigorosamente quelle con il gambo lungo, per ringraziare di una cena il giorno successivo fiori e champagne sono sempre ben graditi.

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