mercoledì, Dicembre 2, 2020

Egitto, la prima azienda che riconosce alle donne un giorno di ferie per il ciclo mestruale

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

La questione del ciclo mestruale delle donne continua ad essere considerata un tabù in molte società, anche in quelle che si definiscono più moderne e civilizzate. Metà della popolazione mondiale ogni mese è soggetta a disturbi e disagi fisici che variano da persona a persona ma che possono arrivare ad essere davvero pesanti, tanto da impedire per qualche giorno qualsiasi attività, inclusa quella lavorativa. Bene, perché questa condizione fisiologica inevitabile non viene mai tenuta in considerazione ma anzi spesso è sminuita come esagerazione tutta femminile? Un piccolo segnale di cambiamento viene dall’Egitto e in particolare da un’agenzia di marketing con sede al Cairo. Shark and Shrimp è la prima azienda in tutto l’Egitto a concedere un giorno di ferie retribuito ogni mese nel periodo del ciclo mestruale. Le donne che decideranno di sfruttare questa giornata non dovranno neanche consegnare certificati medici che attestino che le mestruazioni sono effettivamente in corso, sarebbe il colmo. Rania Youssef, responsabile delle risorse umane dell’azienda, ha dichiarato:

Inizialmente i dipendenti sono rimasti scioccati perché non è normale parlare liberamente di questo problema qui nel Medio Oriente e nella regione del Nord Africa. Sta alle dipendenti scegliere quale giorno del loro periodo verrà tolto.

Ha poi aggiunto:

Ci fidiamo al cento per cento dei nostri dipendenti e sappiamo che non abuseranno di questa possibilità.

Leggi anche: Perché il marketing parla alle donne? Sono il motore dell’economia italiana

Il ciclo mestruale, un tabù difficile da sconfiggere

L’amministratore delegato dell’azienda, Mohamed Naiem, ha deciso di adottare questa politica dopo aver letto alcuni articoli scientifici che affrontavano dal punto di vista medico il tema dei dolori mestruali, un tema troppo spesso sottovalutato. Diverse associazioni di donne chiedevano giorni di ferie pagati durante il ciclo. La decisione dell’azienda Shark and Shrimp è arrivato dopo la proposta di un gruppo di giornaliste egiziane che hanno lanciato diverse campagne per promuovere il congedo mestruale. Nel mondo il congedo mestruale è riconosciuto in paesi come Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Indonesia e Zambia. Un numero molto basso e si noti che nessuno dei paesi occidentali ha ancora introdotto questa politica che forse risulterebbe un ulteriore passo verso quelle pari opportunità di cui tanto si parla. Ma la medaglia d’oro va alla Corea del Sud dove le donne hanno diritto a una retribuzione extra se non utilizzano il congedo mestruale che spetta loro. E in Italia? Nella primavera del 2017 c’è stata una proposta di legge per introdurre anche nel nostro paese fino a tre giorni al mese di congedo mestruale retribuito che però non ha avuto seguito. Secondo questa proposta le donne lavoratrici avevano diritto ai giorni di congedo solo presentando un certificato medico, da rinnovare di anno in anno, che attestasse la dismenorrea e quindi l’impossibilità, o difficoltà, di svolgere il proprio lavoro durante i giorni della fase mestruale. Il dibattito se il congedo mestruale sia effettivamente un aiuto o un ulteriore fattore di discriminazione è ancora aperto e ben lontano dall’essere risolto. Leggi anche: Le modelle curvy di Calvin Klein insultate sulla pagina Facebook di Zalando   di Martina Mugnaini

Martina Mugnaini
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Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

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