giovedì, Giugno 30, 2022

Vendi un selfie e diventi milionario: tutto sulla Crypto art

La tecnologia nft permette di vendere online qualsiasi contenuto considerato originale, creativo e artistico, compresi i propri selfie. Dove si trova però la linea di demarcazione tra ciò che è arte e ciò che non lo è? Siamo davvero davanti alla nascita di una nuova espressione artistica?

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Con la Crypto art un giovane 22enne è diventato milionario in cinque giorni.

Un ragazzo indonesiano ha guadagnato un milione di dollari vendendo una collezione personale di 933 selfie che lo ritraevano giornalmente davanti al suo computer.

 

Crypto art: vendere selfie è una nuova forma d’arte?

Lo studente indonesiano di informatica, Sultan Gustaf Al Ghonzali, ha saputo cavalcare l’onda tecnologica del momento mettendo all’asta una raccolta di quasi 1000 selfie, scattati tra i 18 e i 22 anni.

Utilizzando Open Sea, uno dei principali siti dove è possibile vendere e acquistare contenuti di crypto art, ha convertito in Nft (i Non Fungible Token) nel dicembre del 2021 le sue foto, caricando un prezzo di partenza intorno ai 3 dollari per ogni scatto. Il valore di base ha registrato un’impennata di consensi raggiungendo in pochi giorni 10 mila dollari.

La collezione chiamata Ghozali everyday ha riscosso un successo incredibile. Il prezzo delle sue immagini, simpatiche ma assolutamente inespressive, è letteralmente schizzato, raggiungendo un volume di scambi pari a 317 Ether, la criptovaluta della blockchain Ethereum, equivalente ad un milione di dollari. Lo studente ha dichiarato che non avrebbe mai pensato che qualcuno avesse potuto comprare i suoi scatti. Anche le autorità locali, soddisfate del risultato ottenuto, hanno chiamato il giovane per ricordargli di pagare le tasse.

Ancora non ho detto niente ai miei genitori. Non credo che capiranno velocemente come ho fatto a fare tutti questi soldi.

Gli Nft sono ritenuti dei registri digitali che rappresentano a tutti gli effetti una nuova sfumatura d’arte. Questa nuova modalità di espressione, un’ibridazione di arte e tecnologia, sta smuovendo le coscienze di fanatici e collezionisti che si ritrovano, ora, a fare i conti con una specie diversa di artisti.

Vendere i propri selfie rappresenta una rivoluzione dell’arte, contaminata e influenzata dai nuovi mutamenti tecnologici. La modalità crittografica consente di decidere e di progettare, in fase iniziale, il processo creativo che sarà destinato al sistema blockchain.

L’opera d’arte nell’epoca della sua “irriproducibilità” tecnica

Walter Benjamin, il filosofo conosciuto per il noto saggio “L’Opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, quasi sicuramente non aveva previsto l’arrivo della tecnologia Nft e della Crypto Art che rendono invece irriproducibile ogni forma d’arte, considerata unica e insostituibile. Lo scrittore ritiene, che con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, le opere abbiano perso totalmente la loro essenza e la loro autenticità. Le migliaia di copie che vengono riprodotte sono prive di quella che Benjamin chiamava “Aura”.

Le creazioni moderne e contemporanee attribuiscono all’opera un mero valore espositivo. La funzione principale non è più la contemplazione verso un qualcosa di sacro ma l’accettazione e la condivisione da parte del pubblico. Nel preferire il valore culturale al valore espositivo, si perde l’hic et nunc di cui parlava l’autore.

Quindi, secondo il filosofo, le nuove tecniche di riproduzione e di diffusione hanno cambiato radicalmente l’atteggiamento degli individui verso l’arte. Hanno reciso il legame tra vita quotidiana ed esperienza estetica.

L’opera, secondo Benjamin, ha perso la sua caratteristica più grande l’autenticità, secondo gli Nft invece, l’acquista. Grazie a questa certificazione digitale il prodotto creativo è diventato fisicamente irriproducibile.

Infatti purché ci sia un modem e una connessione internet, il suo creatore sarà sempre in grado di osservare e di vendere con versioni reali a cui saranno però assegnati codici diversi, la sua opera.

Nuova visione o semplice illusionismo?

La facilità con la quale si entra in possesso e si diventa proprietari di un’opera, ci potrebbe far credere che siamo stati sedotti dall’illusione del momento, un montaggio, frutto di un processo tecnologico. L’effetto complessivo, se da un lato ci allontana dalla prestazione artistica, dall’altro ci rivela potenzialità nascoste.

Il meccanismo di irriproducibilità della crypto art non solo ci ha regalato un nuovo metodo di fruizione ma ci ha permesso di allargare la nostra direzione verso una progressiva democratizzazione, in cui l’oggetto ha consacrato due nuove possibilità: una per il proprietario, gli consente di vendere qualunque tipo di forma espressiva e l’altra per il possessore, gli offre un nuovo mezzo per poter acquistare.

Per certi aspetti potremmo parlare di rimodulazione dell’esperienza artistica fornita mediante il concetto di nuova visione ottica.

Questa dimensione a metà tra il digitale e il tecnologico rimette in moto la discussione legata al rapporto tra percezione e realtà. Al di là degli oggetti che abitualmente siamo destinati ad osservare, esistono delle realtà diverse e sconosciute, di cui saremmo all’oscuro, se non ci fossero le tecniche che ci consentirebbero di studiarli.

Crypto art: la distribuzione della realtà a domicilio

La tecnologia degli Nft garantisce l’autenticità e la proprietà dell’opera digitalizzata. Ci si domanda a questo punto che effetto avrà nel mercato questa sorta di distribuzione della realtà a domicilio.

I sostenitori degli Nft sostengono che l’incredibile giro d’affari che hanno generato, potrà aiutare gli artisti ad esprimersi, mantenendo i diritti di paternità delle loro opere e impedendo, tramite questo meccanismo, che internet si appropri e replichi le loro creazioni.

La modalità di interazione della crypto art sta cambiando il nostro rapporto con l’arte, scardinando una volta per tutte la definizione limitante che abbiamo sempre dato al temine autentico.

Nel caso dello studente diventato milionario, la rappresentazione che ha dato di sé stesso deve essere percepita come la migliore. La forza dell’autoritratto è stata sfruttata in modo divertente, per poter oggettivare e raccontare qualcosa. Il binomio quotidianità arte sta ridefinendo la nostra percezione di sensibilità artistica.

Leggi anche: Crypto art: che cos’è e come funziona la nuova tecnologia d’arte

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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