giovedì, Dicembre 2, 2021

Crisi in Bielorussia: paesi confinanti temono scontro militare

Crisi in Bielorussia al confine con la Polonia, i paesi confinanti hanno espresso preoccupazione al blocco europeo. Temono che le tensioni possano sfociare in scontri militari.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Crisi in Bielorussia al confine con la Polonia, i paesi confinanti hanno espresso preoccupazione al blocco europeo. Temono che le tensioni possano sfociare in scontri militari.

I paesi in questioni sono Lettonia, Estonia e Lituania che hanno ripetutamente manifestato la loro preoccupazione riguardo al fatto che un eventuale scontro armato possa ripercuotersi sui loro confini.

Lettonia, Estonia e Lituania temono che la crisi in Bielorussia scoppi in un conflitto armato

Lettonia, Estonia e Lituania temono che la crisi in Bielorussia scoppi in un conflitto armato

Ieri Lituania, Estonia e Lettonia, i paesi confinanti con la Bielorussia hanno espresso preoccupazione per il fatto che la crisi in Bielorussia, causata dal numero crescente di migranti che cercano di attraversare le sue frontiere per avere accesso nell’Unione europea potrebbe degenerare in uno scontro militare.

Lituania, Estonia e Lettonia hanno condannato la deliberata escalation di violenza, in corso da parte del regime bielorusso con il sostegno dell’alleato Russia. Tutto questo sta inevitabilmente trasformandosi in una tensione crescente che minaccia la sicurezza europea.

Una dichiarazione dei tre paesi confinanti con la Bielorussia ha riportato che “Ciò aumenta la possibilità di provocazioni e incidenti gravi che potrebbero anche in uno scontro militare”.

I migranti bloccati al confine con la Polonia e che sono al centro della crisi in Bielorussia hanno lanciato pietre e rami contro le guardie di frontiera polacche e hanno usato tronchi per cercare di abbattere una recinzione di filo spinato durante la notte cercando nuovi tentativi di farsi strada nell’UE, come confermato dalle autorità di Varsavia.

L’UE potrebbe imporre nuove sanzioni alla Bielorussia già questo lunedì dopo aver accusato il paese dell’est di aver organizzato uno pseudo “attacco” al blocco europeo, incoraggiando migliaia di migranti in fuga da parti del mondo devastate dalla guerra a cercare di entrare in Europa.

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, già sanzionato per aver represso le proteste, sta contribuendo ad alimentare tensione già crescenti e preoccupanti giorno dopo giorno.

Il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, ha invitato gli Stati a ridurre le tensioni e risolvere una crisi definita “intollerabile”.

Queste centinaia di uomini, donne e bambini non devono essere costretti a trascorrere un’altra notte al gelo senza un riparo adeguato, cibo, acqua e cure mediche

Lukashenko ha dichiarato pesanti ripercussioni contro qualsiasi nuova misura, arrivando addirittura a minacciare di bloccare il transito del gas naturale attraverso la Bielorussia

Una minaccia che contribuirebbe all’aumento pericoloso della crisi in Bielorussia, considerando che il mercato del gas europeo, dove i prezzi hanno raggiunto livelli record nelle ultime settimane, sarebbe molto sensibile a qualsiasi interruzione del flusso di gas russo attraverso la Bielorussia.

Crisi in Bielorussia: il ruolo di Mosca

La crisi in Bielorussia, ha scatenato un nuovo confronto tra l’Occidente e la Russia, i cui rapporti si sono incrinati pericolosamente negli ultimi mesi. La Russia il mese scorso aveva già lanciato un messaggio concreto che non lascia presagire nulla di buono, chiudendo a Mosca gli uffici della Nato.

La Russia mercoledì ha inviato due bombardieri strategici con capacità nucleari a pattugliare lo spazio aereo bielorusso in una dimostrazione di sostegno al suo alleato. La Bielorussia ha detto che ieri gli aerei russi hanno effettuato esercitazioni per il secondo giorno.

Sì, questi sono bombardieri in grado di trasportare armi nucleari – ha detto Lukashenko – ma non abbiamo altra scelta, dobbiamo vedere cosa stanno facendo lì oltre i confini.

Il Cremlino ha subito fatto sapere in un comunicato che la Russia non ha nulla a che fare con le tensioni al confine e ha suggerito che la presenza di persone pesantemente armate da entrambe le parti (un apparente riferimento alle guardie di frontiera bielorusse e polacche) è motivo di preoccupazione. 

Il Cremlino ha anche respinto come “folle” un suggerimento in un rapporto dei media secondo cui la sua compagnia di bandiera statale Aeroflot potrebbe essere presa di mira con sanzioni di ritorsione.

Leggi anche: Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia, 50 arresti. Varsavia: “Temiamo escalation armata”

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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