domenica, Gennaio 16, 2022

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia, 50 arresti. Varsavia: “Temiamo escalation armata”

La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia è tesa e sembra insolvibile. I migranti sono ormai migliaia e hanno sfondato la recinzione della frontiera. 50 di loro sono stati arrestati. Varsavia teme l'escalation armata.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia. Il Presidente Alexander Lukaschenko continua a tenere sotto scacco l’Ue nel modo più crudele: strumentalizzando e ricattando le autorità europee attraverso i flussi di migranti. Stando alle stime della Commissione Ue, ieri al confine tra Bielorussia e Polonia erano presenti almeno duemila persone, ma in arrivo ce ne sarebbero molte di più.

I migranti si trovano nella strada che porta da Bruzgi, in Bielorussia, alla città polacca di Kuznica, una zona priva di qualsiasi servizio. Nessuno, di fatto, sta pensando ai migranti: “Né la Bielorussia né la Polonia ci stanno accogliendo, non ci lasciano dormire e siamo affamati, qui non ci sono né acqua né cibo, ma bambini piccoli, anziani e famiglie, ha fatto sapere alla BBC uno di loro, Shwan Kurd, iracheno di 33 anni.

Lo stallo è quasi insolvibile. Nessuno, di fatto, sa come intervenire, né se i due Paesi permetteranno a qualcuno di prendersi cura dei migranti. Senza considerare la difficile posizione delle Ong, il cui intervento è ostacolato dallo stato di emergenza imposto settimane fa dalla Polonia al confine con la Bielorussia. La situazione è drammatica e la tensione è alle stelle. Tanto che ieri sera, Varsavia ha schierato 12mila militari, proprio per proteggere il confine dai migranti che tentano di oltrepassarlo. Anche Lituania e Lettonia osservano la situazione con il massimo allarme.

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia: 50 arresti. Varsavia teme l’escalation

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia: 50 arresti. Varsavia teme l'escalation

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia. Stando a quanto riportato dall’agenzia polacca PAP e da alcuni media tedeschi, poche ore fa due gruppi di migranti sono riusciti a sfondare il recinto della frontiera tra Bielorussia e Polonia, attraversando così il confine. La Polonia ha annunciato di aver arrestato oltre 50 migranti “vicino a Bialowieza dopo che avevano attraversato illegalmente la frontiera. Questo quanto riportato all’Afp da Tomasz Krupa, portavoce della Polizia regionale. Le autorità hanno affermato che i tentativi di entrare illegalmente in Polonia potrebbero presto sfociare in violenze armate.

Il portavoce del governo polacco Piotr Muller ha fatto sapere che al confine orientale si sarebbero radunati almeno 4.000 migranti. E che Varsavia, sostenuta da Germania e Francia, si aspetta “una esclation di natura armata”, come riportato pure dall’Independent. Nel frattempo, l’addetto militare presso l’ambasciata della Polonia a Minsk è stato convocato al ministero della Difesa bielorusso. Il dicastero bielorusso ha dichiarato che al rappresentante polacco “è stato comunicato che le accuse dalla parte polacca su un coinvolgimento di militari bielorussi al confine sono infondate e ingiustificate”.

Crisi migratoria tra Polonia e Bielorussia: per la Polonia c’è dietro la Russia, Mosca accusa la politica dei Paesi occidentali

Sfondata recinzione tra Polonia e Bielorussia. Lukashenko ha promesso che non si arrenderà di fronte all’Europa, tutt’altro. E lo dimostra il fatto che le forze di sicurezza bielorusse continuano a sparare colpi in aria per destabilizzare ancora di più la situazione al confine. “Quello che vediamo alle frontiere tra la Bielorussia e l’Unione europea (in Lituania, Lettonia e Polonia) non ha precedenti. È una situazione inaudita. Non è una crisi migratoria, è una vera e propria aggressione di un regime illegittimo e disperato che sappiamo capace di compiere atti atroci“, queste le parole al Parlamento europeo della commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson.

Johansson ha poi aggiunto: “Dobbiamo lavorare con i Paesi terzi per bloccare i voli verso Minsk” oltre a compiere un “lavoro di emendamento del codice Schengen cercando nuovi metodi per rispondere a questa tipologia di aggressioni“.

Il premier polacco Mateusz Morawiecki è convinto che dietro le mosse di Lukashenko vi sia la regia del Presidente russo Vladimir Putin, che sta tentando di ricostruire la posizione della Russia nello scacchiere internazionale. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha invece un’altra idea: “La radice del problema è la politica condotta da anni dai Paesi Occidentali, inclusa la Nato e gli Stati membri dell’Ue, nei confronti del Medio oriente e del Nord Africa, spingendo perché ci fosse una vita e una democrazia migliore, in stile occidentale”.

Leggi anche: Bielorussia, scontri e feriti dopo l’ennesima vittoria di Lukashenko

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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