sabato, Luglio 24, 2021

Cos’è l’amore platonico? Esiste davvero?

Nel 2020 possiamo ancora parlare di amore platonico, quando tutte le barriere uomo donna, uomo uomo e viceversa, sono state abbattute e non si fa più fatica ad esibirsi e a proporsi.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Amore platonico è un modo usuale per definire una forma di amore priva della dimensione passionale. Un classico esempio nella letteratura italiana è l’amore di Dante per la sua musa ispiratrice Beatrice. La donna nel Paradiso diverrà accompagnatrice e guida, sostituendosi a Virgilio, fino alla visione beatifica accessibile solo attraverso l’intermediazione di Maria, per pezzo dell’intercessione di San Bernardo. Possiamo dedurre che l’amore per Beatrice sia stato tutto fuorché passionale, un vero e proprio amore platonico, molto lontano ad esempio dall’ideale dell’amor cortese della poesia epico-cavalleresca.

Dante e Beatrice: esempio di amore platonico .

Cos’è l’amore platonico?

Oggi quando pensiamo alla definizione di amore platonico immaginiamo un amore irraggiungibile, difficilmente concretizzabile in una storia d’amore vera e di conseguenza che abbia anche dei risvolti passionali, erotici. Il concetto di amore platonico sembra suggerirlo la parola stessa, si rifà, o almeno dovrebbe, alla visione filosofica dell’amore di Platone. In due testi in particolare affronta questo tema: nel Simposio e nel Mito della caverna. Nel primo il filosofo sviluppa il suo concetto di amore, che costituirà la base su cui poi definirà l’amore platonico. Per Platone l’eros sminuisce e svilisce l’amore. La sua concezione di amore è epurata da questa importante componente. L’espressione “amore platonico” è nata in realtà solo nel XV sec., usata per prima da Marsilio Ficino.

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Amore platonico: la concezione dell’amore in Platone

Per comprendere la concezione dell’amore in Platone dobbiamo prima soffermarci sulla concezione dell’uomo per il filosofo. L’uomo sarebbe un essere diviso a metà tra anima e corpo, tra aspirazione verso il mondo delle idee e tendenza a cedere alle tentazioni del mondo materiale. La bellezza per Platone, di cui ci si innamora, non è altro che la rivelazione dell’armonia divina, la quale riaccende nell’uomo il ricordo della Bellezza Ideale che l’anima sensibile aveva contemplato prima di incarnarsi. Nel Simposio il filosofo approfondisce la questione e riprende parte della visione proposta da Aristofane, secondo cui il bisogno di amare corrisponde alla ricerca da parte dell’uomo di ricomporre l’unità originaria in cui coesistevano entrambe le parti. Possiamo affermare che la concezione dell’amore di Platone sia spirituale, trascendente, che spinge l’anima ad elevarsi dalla bellezza sensibile a quella ideale.

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L’amore platonico può esistere oggi?

Pare proprio che anche oggi possa esistere l’amore platonico. Una tendenza che sta emergendo è quella degli A-sexual, ossia di coloro che decidono di non fare sesso. Oltre a questo anche le conoscenze sui social non sempre si concretizzano e possono rimanere confinate in una semplice conoscenza on line senza voler approfondire, presi dalla propria vita, dalle proprie passione e dal come investire il tempo libero. Si può giungere quasi ad una scissione: la propria persona fisica e il proprio “avatar” virtuale. E paradossalmente può non interessare far coincidere le cose o farle intrecciare. Può andar bene anche tenerle separate. Da qui ne consegue che le amicizie “particolari” sul web possono anche essere e rimanere platoniche.

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Amore platonico, più diffuso di quanto si pensi

L’amore platonico se si pensa bene è molto diffuso. Anche l’amore per un’idea, un ideale, una passione può essere concepito come amore platonico. Ma ovviamente il concetto è riferito maggiormente all’amore tra esseri umani. Nello specifico si può amare in modo platonico un insegnante perché si apprezzano e condividono le idee, vi si ama il carattere e lo stile di vita, il modo che questi ha di relazionarsi con gli altri. Oppure se pensiamo ad un sacerdote, ad una religiosa, i quali possono provare amore nei confronti di un’altra persona, pur mantenendo una relazione casta ma allo stesso tempo ricca di stima, affetto e rispetto reciproco.

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Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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