lunedì, Gennaio 25, 2021

Coronavirus, studentessa cuce mascherine gratis trasparenti per i sordi

Federica Tuseo
Federica Tuseohttp://ildigitale.it
Federica Tuseo. Classe 1994. Redattrice. Nomade digitale, alla costante ricerca di novità e sempre pronta a partire per girare il mondo, raccontando storie di vita vissuta. Una laurea triennale in Lingue e culture moderne ed una magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Web, startup e innovazione sono i suoi orizzonti di ricerca.

Dopo settimane di quarantena, un tema che ancora è molto dibattuto e su cui regna confusione è l’uso della mascherina. Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità in merito le considerano necessarie solo in casi specifici. Altri virologi, invece, sono arrivati ad affermare che dovrebbero essere usate anche fra le mura di casa. L’unica certezza al momento è che le mascherine rappresentano una barriera per le persone sorde e ipoudenti. Il non riuscire a leggere il labiale e poter contare solo sulla gestualità, infatti, per molti rappresenta un limite alla comunicazione quotidiana. Così una studentessa americana ha avuto un’idea: creare delle mascherine con una parte trasparente per lasciar vedere la bocca, ma senza perdere la loro funzione protettiva. Leggi anche: Coronavirus: a Milano nasce il primo market di condominio

“Così possono comunicare”: l’iniziativa delle mascherine trasparenti

Il suo nome è Ashley Lawrence, la 21enne nata in Kentucky, Stati Uniti, che sta cucendo insieme alla madre le mascherine destinate alle persone sorde. La sua mascherina sembra simile alle altre, ma ha una marcia in più perché permette alle persone con difficoltà uditive di non sentirsi isolate in questa difficile situazione di emergenza. Il valore aggiunto di questa iniziativa è dato dagli studi di Ashley, da tempo incentrati sul linguaggio dei segni. Il viso, le labbra insieme alla gestualità del corpo sono fondamentali per comprendersi. Ai tempi del coronavirus, con le classiche mascherine che coprono la bocca, questo può essere un problema. “Ho modificato il modello per essere adattato a coloro che leggono le labbra o che, durante la comunicazione con la lingua dei segni, si affidano alle espressioni facciali per comprendere significati e intenzioni. Le espressioni facciali fanno parte della grammatica della lingua dei segni, come anche il labiale. Si perdono informazioni se non si può vedere il volto”, ha spiegato Ashley. Così la studentessa con una macchina da cucire lavora a quattro mani con sua madre ogni giorno, producendo mascherine da spedire gratuitamente a chi ne ha bisogno nelle diverse città degli Stati Uniti. “Protezioni di questo tipo esistono già sono fatte con il tessuto usato per le mascherine chirurgiche e hanno un pezzo di carta trasparente. Tuttavia, proprio come le normali protezioni, anche queste sono diventate difficili da trovare oggi”, ha raccontato Ashley.

sordi marscherine
Ashley Lawrence e sua mamma cuciono a quattro mani mascherine speciali per ipoudenti e sordi.

Raccolta fondi e beneficenza

Partendo da un’idea che già esiste, Ashley attualmente usa delle lenzuola nuove e un rotolo di plastica avanzato da un vecchio lavoro fatto in casa. Presto, però, avrà bisogno di comprare altro materiale ed è per questo che ha deciso di lanciare un crowdfounding per finanziare la creazione di queste mascherine su GoFundMe. La campagna di raccolta fondi in pochissimo tempo, dal 31 marzo al 2 aprile, ha raccolto oltre tremila dollari, raggiungendo l’obiettivo. Si legge nel comunicato pubblicato sul sito della raccolta fondi.

Anche se al momento il Centro per la prevenzione e il controllo per le malattie non raccomanda a coloro che non sono malati di indossare protezioni nella vita quotidiana, se qualcuno che ha bisogno di queste mascherine adattive si ammala, avrà a disposizione una mascherine da regalare al proprio medico, in modo che possano comunicare più facilmente tra loro.

Il ricavato raccolto che non verrà utilizzato direttamente per l’acquisto di materiale utile a produrre le mascherine, sarà devoluto a Hands&Voices, un’organizzazione no profit, gestita dai genitori di bambini sordi o con problemi di udito. Presto Ashley condividerà un tutorial che spiegherà come poter creare le speciali mascherine, in modo tale da riuscire ad aiutare il maggior numero di persone possibile. Allo studio c’è anche un secondo modello di mascherina. È pensato per chi ha apparecchi acustici e impianti cocleari e si chiude o sul collo o dietro la testa. Leggi anche: Coronavirus, la maschera da snorkeling diventa respiratore con la stampa 3D

La solidarietà c’è anche Italia

La barriera comunicativa è una mancanza che riguarda solo gli Stati Uniti ma anche l’Italia. Lo scorso 28 marzo, infatti, è partita da un istituto per sordi di Messina la richiesta per creare dispositivi di protezione specifici per chi ha bisogno di leggere il movimento delle labbra. La domanda di sperimentazione in Sicilia è ora al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico. Una settimana prima, era stata Carla Ciotti, presidente dell’associazione Il Quadrifoglio di Ravenna, a scrivere una lettera, per sensibilizzare la pubblica amministrazione circa i problemi della comunità sorda in questo momento di emergenza. Per lei, specialmente negli ospedali, servirebbe avere sempre qualcuno capace di tradurre in lingua Lis, la lingua dei segni italiana. Ciotti, nella sua lettera, ha scritto:

Non è la prima volta che persone sorde, che si recano presso il pronto soccorso, rimangono lì per un’intera giornata completamente isolate dalla comunicazione, perché giustamente al fine sanitario gli operatori devono parlare con la mascherina, ma le persone sorde capiscono per la maggior parte anche dal labiale.

Leggi anche: Coronavirus, cos’è il pre-tampone ? Risposta veloce in 15 minuti di Federica Tuseo

Federica Tuseo
Federica Tuseohttp://ildigitale.it
Federica Tuseo. Classe 1994. Redattrice. Nomade digitale, alla costante ricerca di novità e sempre pronta a partire per girare il mondo, raccontando storie di vita vissuta. Una laurea triennale in Lingue e culture moderne ed una magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Web, startup e innovazione sono i suoi orizzonti di ricerca.

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