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Coronavirus, l’eclissi planetaria di tutto ciò che davvero terrorizza

Il nemico invisibile fa ombra sui cambiamenti climatici e le altre emergenze sanitarie.

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Il Coronavirus in questi giorni è una grande eclissi planetaria, ossia oscura tutto ciò che è fuori dalla sua scena. A livello mediatico c’è una percezione del pericolo totalizzante, siamo troppo spaventati dalla pandemia per preoccuparci del resto, poi però arrivano notizie che fanno ben sperare. Dalla coppia cinese guarita allo Spallanzani alla neonata di Wuhan che ha debellato il virus senza ricorrere ai farmaci, fino alla dichiarazione “Ma quale paura, stavo benissimo” da parte della paziente italiana affetta: una carrellata di notizie sdrammatizzanti, ha contribuito al collasso di quella che molti in queste ore chiamano ‘psicosi collettiva’ e che via via si sta indebolendo, a dimostrazione che esiste un limite, una zona di confine rincuorante. E oggi forse il virus fa meno paura.

Da quali ulteriori emergenze ci distrae il Coronavirus?

Ma cosa sta eclissando il Coronavirus? Quali sono gli altri mostri da temere? Perché li rimuoviamo dalla coscienza collettiva? Forse perché guardare in faccia le minacce verso il mondo fa più paura di un nemico invisibile. 20,7 gradi in Antartide è il più forte grido d’aiuto del Pianeta ma è come se davanti al Coronavirus questa notizia fosse inconsistente. In Antartide un caldo così non c’è mai stato. E non è più un episodio isolato bensì ricorrente dato che si verifica una settimana dopo l’altra. I pinguini pigoscelidi antartici hanno avuto un crollo del 77% rispetto a soli 50 anni fa. Non c’è bisogno di andare in Antartide per assistere a questo scenario desolante. È sufficiente pensare a come in Italia l’inverno non sia stato affatto percepito e che le giornate di febbraio appaiono come calde giornate di giugno. Eppure il caldo anomalo non fa parlare di sé.

“Non siamo riusciti a proteggervi”

Lo scatto di Gianni Raimondi che ritrae i cittadini di Taranto durante la fiaccolata.

Sono troppi i temi scottanti legati alla salute che non fanno notizia, insieme a mille altri scenari disastrosi paralleli. L’Italia è prima in Europa per morti da polveri sottili eppure non c’è la corsa alle mascherine. Per ricordare la vera piaga del Sud, ieri a Taranto si è tenuta la fiaccolata “Io ci sarò”: scalda il cuore questa frase ripetuta dai bambini della città per promuovere l’iniziativa in ricordo delle vittime dell’inquinamento. Il sindaco Rinaldo Melucci minaccia finalmente di chiudere l’Ex Ilva e ha giusto firmato un’ordinanza indirizzata ad Arcelor Mittal Italia e all’Ilva in As:

Individuare gli impianti interessati dai fenomeni emissivi, eliminando gli eventuali elementi di criticità e le relative anomalie con 30 giorni dal ricevimento di questa ordinanza. Qualora siano state individuate anomalie e non siano state risolte le criticità riscontrate, si ordina di avviare e portare a completamento le procedure di sospensione delle attività.

Finalmente un po’ di determinazione, perché è con l’accanimento verso la giustizia che otterremo due effetti positivi: una realtà libera da pandemie che fagocitano l’Italia e il mondo e una restituzione migliore di questo.

 

 

 

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