Colonnine di ricarica auto elettriche: “Il sole diventa carburante grazie al fotovoltaico”

Da energia verde a eco-carburante, il fotovoltaico domestico abbatte i costi dei rifornimenti e dell'utilizzo delle autovetture.

Alfredo Polito
Alfredo Polito
Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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Le colonnine di ricarica per le auto elettriche si stanno diffondendo a macchia d’olio su tutte le strade, in concomitanza con la circolazione sempre più intensa di veicoli ibridi o totalmente elettrici, a testimonianza di quanto vantaggioso sia viaggiare spendendo poco e riducendo l’impatto ambientale del proprio mezzo.

L’installazione di un impianto fotovoltaico e di colonnine di ricarica nel giardino della propria abitazione o del proprio condominio apporta un significativo miglioramento della vita quotidiana: ecco allora alcune strategie utili per ottimizzare il felice connubio tra energia solare e mobilità sostenibile.

La predisposizione dell’impianto

Generare l’elettricità di cui si ha bisogno per ricaricare il proprio veicolo elettrico è una soluzione innovativa che si iscrive a pieno titolo nei processi della transizione energetica.

Ma di quale potenza e come deve essere dimensionato l’impianto fotovoltaico per assicurare un’autonomia completa di ricarica?

Il numero di pannelli, a seconda della qualità, dell’esposizione e della quantità di sole disponibile nella zona dove si vogliono installare le colonnine di ricarica, può variare a seconda di diversi fattori, tra cui quelli ambientali e quelli di budget.

Sarà dunque necessario in sede di progettazione calcolare la superficie ottimale necessaria per un impianto di una portata sufficiente sia per alimentare la casa che le colonnine di ricarica.

Si dovrà anche stimare il fabbisogno chilometrico quotidiano in termini di kWh consumati dalla propria autovettura, per capire con quanta frequenza sarà necessario ricaricarla.

Leggi anche: Mobilità elettrica, di che si tratta e cosa bisogna sapere

L’autoconsumo nei momenti di picco

Quanto è più opportuno sfruttare le colonnine di ricarica elettriche durante la giornata? Naturalmente il prerequisito fondamentale per rispondere a questa domanda è che l’impianto fotovoltaico di riferimento sia attivo e funzionante.

Senza un sistema di accumulo abbinato, l’ideale è sincronizzare i momenti di ricarica del veicolo elettrico con il momento di picco di produzione dell’energia solare da parte dei pannelli, ossia quando il sole è ancora alto nel cielo, per poter sfruttare appieno l’autoconsumo.

Questa tipologia di soluzione è particolarmente indicata per chi lavora da casa o per chi può lasciare la macchina a stazionare nei pressi della propria abitazione durante la giornata, ma nella stragrande maggioranza dei casi non si può sfruttare appieno, dato che i mezzi vengono utilizzati proprio per spostarsi e raggiungere la sede di lavoro nelle ore di maggiore irraggiamento.

Monitoraggio della produzione

Una soluzione facilmente praticabile è quella di monitorare attraverso sistemi di gestione intelligente la produzione di elettricità del proprio impianto, seguendone l’andamento anche in funzione delle condizioni atmosferiche.

Grazie all’analisi dei dati sarà dunque possibile stabilire con buona approssimazione quando sia più conveniente attaccare alle colonnine di ricarica il proprio veicolo elettrico, dato che potrebbero essere sufficienti anche solo poche ore al mattino o alla sera, prima del tramonto, per riempire totalmente le batterie nelle stagioni più favorevoli.

Colonnine di ricarica intelligenti

parcheggio con colonnina fotovoltaica

Un’altra opzione potrebbe essere quella di installare colonnine di ricarica intelligenti, capaci di adattarsi autonomamente alla produzione dell’energia solare dei pannelli.

In questo caso i costi di installazione e dei materiali possono essere leggermente più alti, dato che queste stazioni consistono di cavi, pannelli supplementari e una centralina di monitoraggio più sofisticata rispetto ai modelli base, ma al contempo aumentano significativamente la resa della ricarica e, soprattutto, le probabilità di non “spendere niente” per l’elettricità necessaria.

Sistemi di accumulo e batterie di riserva

Se tuttavia il momento privilegiato di ricarica del proprio veicolo elettrico dovesse essere nelle ore notturne, le colonnine possono funzionare anche una volta tramontato il sole, a patto che si disponga di sistemi di accumulo o batterie supplementari dove stoccare l’energia prodotta durante il giorno dai pannelli solari.

In questo caso si ha la libertà di poter ricaricare il proprio mezzo in completa autonomia e in qualunque momento della giornata, tenendo salvo il principio di non consumare energia proveniente dalla rete dei servizi ma solo autoprodotta.

Leggi anche: Parola chiave e-mobility: sempre più incentivi per il rispetto dell’ambiente

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Alfredo Polito
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Si occupa di copywriting, project management e comunicazione per imprese e istituzioni. Per anni ha scritto su la Repubblica ed è autore del libro "La guerra del vino". Tramite Gramsci ha fatto suo il motto di Romain Rolland: pratica il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.
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