“Città sospese”, la nostra Italia tra il sogno e l’incubo della desolazione causata dalla pandemia

"Città sospese" è cronaca, documento dell'assurdità dei giorni della pandemia: "Una grande operazione della memoria". In mostra fino al 16 luglio a Palazzo Poli a Roma.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.
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Città sospese. Siti Unesco nei giorni del lockdown è il titolo della mostra che fino al 16 luglio verrà ospitata a Roma all’Istituto centrale per la Grafica, negli spazi di Palazzo Poli.

Sotto l’obiettivo di quattro fotografi sono finiti i siti UNESCO del nostro stivale, catturati durante il vuoto del periodo Covid, quando l’intera popolazione era costretta in lockdown.

Sono città appunto sospese, bloccate, in cui la vita di è istantaneamente interrotta a causa delle misure di contenimento del virus.

Città sospese, una mostra per non dimenticare

Città sospese, una mostra per non dimenticare.

Affacciarsi alla finestra, passeggiare per le strade per far la spesa o portare fuori il cane sono state durante il lockdown delle esperienze davvero inusuali. Nelle grandi piazze ci si ritrovava colti dal fascino della desolazione, non si erano mai visti certi luoghi così deserti.

Ci si ritrovava come in uno di quei quadri di De Chirico, tra colori sgargianti, edifici maestosi, eppure con una certa sensazione di vuoto, una strana malinconia per qualcosa che, seppur familiare, risultava estraneo.

Piazza San Marco invasa soltanto da piccioni, Piazza del Campo tenuta viva soltanto dal rosso delle sue pietre, Fontana di Trevi illuminata dall’azzurro delle sue acque, dello stesso colore del cielo. Un sogno ad occhi aperti, che nella consuetudine di quei giorni e nella consapevolezza di ciò che stava accadendo assumeva tutto il terrore e l’inquietudine dell’incubo.

Quattro fotografi, scortati dai carabinieri, proprio nei giorni più bui della pandemia, sono andati ad immortalare l’assurdità di quei giorni nell’Italia dell’arte, delle meraviglie di quei luoghi che sono parte del patrimonio più prezioso dell’umanità.

L’indagine, condotta tra il 25 aprile e il 2 maggio 2020, ha attraversato l’Italia da nord a sud, coinvolgendo i centri storici di Alberobello, Ferrara, Firenze, Matera, Napoli, Pisa, Roma, San Gimignano, Siena, Urbino e Venezia.

La mostra che ne è risultata è pura cronaca, documento per non dimenticare quello che è stato.

Leggi anche: “Back to nature 2021”, Villa Borghese diventa un museo d’arte contemporanea a cielo aperto

Città sospese: “Una cronaca fedele, uno sguardo nel quale tutti si potessero riconoscere”

Città sospese: "Una cronaca fedele, uno sguardo nel quale tutti si potessero riconoscere".

Città Sospese è un progetto fotografico ideato e promosso dal Ministero della Cultura (MiC), coordinato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) in collaborazione con l’Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione (ICCD), nell’eccezionale momento storico che nei mesi di marzo-aprile 2020 abbiamo vissuto a cause del dilagare della pandemia.

Il periodo in cui sono cambiate le nostre abitudini, il volto delle nostre città e in qualche modo tutti noi. Nella mostra, parte in realtà di un progetto della memoria molto più ampio, confluiscono complessivamente 2600 scatti.

Alessandro Cocco (Iccd), Francesca Lo Forte (dg Organizzazione), Alfredo Corrao (Dgcc) e Giuseppe Zicarelli (Opificio delle Pietre dure) firmano quelle fotografie si ritrovano appese al soffitto, appunto sospese. I luoghi e le piazze sembrano guardarsi, dialogare.

Altri scatti si trovano invece sui tavoli e sono ricordi da sfogliare, sono istanti di vita, una realtà che diverrà storia.

La curatrice Francesca Maria Bonetti racconta:

Quello che trovate qui è volutamente un lavoro in qualche modo uniforme, di squadra.

Volevamo una cronaca fedele, uno sguardo nel quale tutti si potessero riconoscere.

Mentre Fransceschini ha aggiunto:

Significativo che questa apertura arrivi adesso che i luoghi della cultura hanno riaperto i battenti.

sarà una grande operazione della memoria.

Leggi anche: Giornata internazionale dei musei 2021, mai così sentita come nell’era post Covid

Città sospese, parte dell’ampio progetto “2020 Fermoimmagine”

“2020 Fermoimmagine”, ideato dal Mic e coordinato dalla Direzione generale creatività contemporanea, è un ampio progetto volto alla memoria, a non dimenticare un periodo che come pochi ha segnato le nostre vite. Nel mirino c’è l’Italia.

Oltre a Città sospese, sono previste altre due mostre: la prima, Italia in-attesa, a Palazzo Barberini è già in corso e racconta il lockdown attraverso la narrazione di 12 grandi fotografi, mentre la seconda aprirà a Milano negli spazi della Triennale e darà voce alle generazioni più giovani.

Italia in-attesa e Città sospese entreranno a far parte delle collezioni dell’ICCD e saranno parte del fondo destinato alla documentazione del Paese nei mesi difficili dell’emergenza pandemica.

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