domenica, Giugno 20, 2021

Attacchi informatici: in Italia uno ogni 19 secondi

Nel corso del 2021 gli attacchi informatici in Italia sono aumentati del 390%. Ecco quali sono i 10 attacchi hacker più importanti degli ultimi 40 anni.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Attacchi informatici: uno ogni 19 secondi in Italia. Nell’ultimo anno sono stati +667% i colpi messi a segno dagli hacker e +390% i dispositivi colpiti nell’ultimo anno.

Secondo l’ultimo report della Kaspersky a gennaio 2021 gli attacchi informatici sono aumentati del 60% rispetto alla prima metà del 2020.

Attacchi informatici: l’Italia è una delle nazioni più colpite

Nel corso del 2020 si è verificato un attacco informatico ogni 11 secondi. In Italia, professionisti e aziende hanno subito l’anno scorso di media un attacco informatico ogni 4 ore. Nel 2020 sono stati registrati 2.332 attacchi di pirateria informatica a fronte di 1.802 attacchi rilevati nel 2019.

Il dato diventa ancora più preoccupante se lo confrontiamo con quello del 2021 con un +390% di dispositivi colpiti. Quanto alle cause, la richiesta di denaro è l’obiettivo principale, mentre l’attivismo politico rappresenta una percentuale minima degli eventi.

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10 attacchi informatici che hanno fatto la storia

Attacchi informatici.

La Facoltà di Ingegneria dell’Università Niccolò Cusano ha raccolto i 10 attacchi informatici più importanti degli ultimi 40 anni. La storia è ricca di esempi del genere e alcuni sono stati veri e propri attacchi militari. Motivi economici e soprattutto politici sono alla base della maggior parte degli attacchi hacker. Come vedremo, alcuni Governo hanno combattuto a colpi non di armi da fuoco, ma di violazioni informatiche.

Ecco gli attacchi informatici più importanti degli ultimi 40 anni:

1982 – Cyber attacco durante la guerra fredda

Nel 1982, internet era uno strumento utilizzato soprattutto in ambito militare, la CIA riuscì ad introdursi nei sistemi di un gasdotto siberiano, installando un codice che mandò in panne il sistema di controllo delle pompe del gas, causando un aumento di pressione e la conseguente esplosione dell’intera centrale energetica. Fu la più grande detonazione non nucleare della storia.

1988 – Il malware nato per errore

R.T. Morris, studente della Cornell University, sviluppò come esperimento accademico un worm, un malware capace di autoreplicarsi. Quando il virus fu immesso in rete produsse un errore e andò a infettare oltre 6000 computer, provocando danni per circa 100 milioni di dollari. Il worm si replicava centinaia di volte negli stessi computer, sovraccaricando la loro memoria e portando i processori al collasso. Nonostante si trattasse di uno sbaglio le autorità americane arrestarono il giovane studente: fu la prima condanna per pirateria informatica negli Stati Uniti.

1999 – Un sedicenne conquista la NASA

J.J. James è stato il primo hacker minorenne incarcerato per un crimine informatico negli Stati Uniti, condannato per essersi insinuato all’interno dei computer della NASA e degli uffici del Pentagono. L’adolescente spiò migliaia di e-mail e documenti militari riservati riuscendo inoltre a impossessarsi di alcuni codici di un programma della NASA. Ciò costrinse la Stazione Spaziale a ripristinare i propri sistemi spendendo circa 1,7 milioni di dollari per liberarsi definitivamente dal virus.

2000 – Il virus romantico ILOVEYOU

Attacchi informatici ILOVEYOU.

Noto virus installato tramite posta elettronica. L’utente riceveva una e-mail con oggetto “ILOVEYOU” e un allegato apparentemente in formato testuale chiamato “LOVE-LETTER-FOR-YOU.TXT.vbs”. Il file in realtà nascondeva un trojan che appena aperto rubava informazioni sensibili. Il worm inviava inoltre una copia di se stesso a tutti i contatti presenti in rubrica, cosicché i mittenti spesso apparivano come conoscenti e venivano pertanto considerati “sicuri”. La diffusione partì dalle Filippine spostandosi verso ovest fino agli Stati Uniti. Furono stimati danni da 5,5 miliardi di dollari con 50 milioni di computer infettati.

2006 – Shady RAT

Un virus che ha lavorato di nascosto diffondendosi via mail per ben 5 anni, scoperto solamente nel 2011. Una volta installato sul computer, Shady RAT era in grado di leggere diversi file memorizzati nel sistema. Questa operazione colpì 74 organizzazioni di 14 nazioni diverse comprese le Nazioni Unite, l’Agenzia Mondiale Anti-Doping e il Comitato Olimpico Internazionale. Dal 2006 furono trafugati centinaia di documenti considerati top secret. Non è mai stato scoperto chi fosse dietro questa organizzazione di hacker e nemmeno gli scopi dell’operazione.

2009 – Operazione Aurora

A metà del 2009, sfruttando due falle nel sistema di controllo dei server Google, dei pirati informatici riuscirono ad accedere illecitamente alla banca dati di multinazionali americane, organi di sicurezza e difesa militare. Questa operazione denominata “Aurora” secondo i vertici Google era stata guidata dal Governo di Pechino: molti account Gmail compromessi appartenevano ad attivisti americani, europei e cinesi impegnati a difendere i diritti umani nel paese asiatico. Lo scandalo ebbe ovviamente risvolti politici ed evidenziò lacune di sicurezza nel sistema di Google.

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2009 – Stuxnet

Stuxnet è un virus informatico creato e diffuso dal Governo statunitense in collaborazione con il Governo israeliano. Lo scopo del software era il sabotaggio della centrale nucleare iraniana di Natanz. Il virus rallentò per anni il programma nucleare del Paese e venne scoperto solo quando il malware si diffuse al di fuori dello stabilimento, probabilmente tramite un PC portatile infetto. Furono colpite in breve tempo aziende giapponesi, europee e americane da cui provenivano le attrezzature per il programma atomico iraniano. Tutto finì sotto l’attenzione pubblica e dei media mondiali.

2012 – Darkhotel

Questo attacco ha colpito top manager di multinazionali e personalità istituzionali che hanno soggiornato in hotel lussosi in Asia. Le vittime, quando si collegavano alla rete aperta dell’hotel, ricevevano notifiche di aggiornamento del software del proprio dispositivo. In questo modo si annidava nel sistema il virus spyware Darkhotel incaricato dai cybercriminali di registrare in segreto i tasti digitati dalla vittima così da spiare canali di comunicazione, rubare password e altre informazioni riservate. Gli hacker sfruttavano i dati solo 180 giorni dopo per non destare sospetti.

2012 – Anonymous vs Vaticano

Attacchi informatici Anonymous.

Il gruppo di hacker più celebre al mondo il 7 marzo 2012 rese inagibile per due giorni il sito del Vaticano. I membri di Anonymous ritenevano impossibile che nel XXI secolo esistessero ancora discriminazioni religiose, sessuali e politiche, portate avanti secondo loro dalla Chiesa. I pirati informatici, in particolare, criticavano la Santa Sede per la scelta di proibire la sperimentazione delle cellule staminali per la ricerca di molte malattie mortali.

Una settimana dopo, Anonymous hackerò il database di Radio Vaticana in segno di protesta per aver usato ripetitori con potenze di trasmissione fuori dai limiti di legge, emettendo onde elettromagnetiche causa di gravi malattie.

Ancora una volta, una settimana più tardi il sito del Vaticano tornò off-line. Il gesto voleva portare alla luce la presunta omertà del Papa nel non denunciare casi di pedofilia.

2014 – Hacker alla conquista del cinema

Attacchi informatici film.

Il gruppo hacker “I guardiani della pace” sferrò un cyber attacco contro Sony Entertainment diffondendo dati sensibili dei propri dipendenti e film non ancora usciti. Il motivo scatenante fu l’uscita del film “The Interview” che narra la storia di due giornalisti americani intenti ad assassinare il leader nord coreano Kim-Jong-u. Il film uscì soltanto in 200 sale indipendenti e sulle piattaforme streaming. Gli hacker minacciarono attacchi durante la proiezione del film nelle sale.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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