martedì, Maggio 11, 2021

Sostenitori di Trump assaltano Capitol Hill, la polizia impone il coprifuoco

Sostenitori di Trump hanno assaltato Capitol Hill interrompendo il congresso che avrebbe dovuto proclamare ufficialmente Biden nuovo Presidente degli USA.

Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Direttrice di Othernews, appassionata di temi globali e madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità.

Il Congresso Repubblicano è stato forzatamente interrotto. Capitol Hill è stata presa d’assalto dai sostenitori di Trump, venuti da tutti gli Stati Uniti per sostenere la battaglia del loro beniamino, l’unico presidente che riconoscono, gridando alla frode elettorale.

La versione ufficiale riporta che i manifestanti hanno sfondato diverse barricate per raggiungere l’ingresso del Congresso, atteso con ansia dall’America intera, che avrebbe dovuto procedere alla conta definitiva dei voti e proclamare ufficialmente Joe Biden nuovo Presidente degli USA a partire dal 20 gennaio prossimo.

Tutto da rifare, è stato disposto il coprifuoco

Oggi era il giorno cruciale in cui si sarebbe messo un punto alla telenovela che dallo scorso novembre vede Trump aggrapparsi a qualsiasi pretesto pur di non lasciare la Casa Bianca, ma i disordini hanno reso impossibile concludere i lavori ed è tutto da rifare. È stato disposto il lockdown a Capitol Hill a partire dalla mezzanotte americana. La polizia è stata costretta a utilizzare i lacrimogeni e a evacuare diversi edifici tra cui il Madison building. Chi si trovava nella Cannon House ha dovuto indossare le maschere anti gas e scappare attraverso un tunnel che conduce ad un altro edificio.

A Capitol Hill benzina sul fuoco

Cosa ha portato a questa situazione da guerra civile? Mentre oggi con la mano destra Trump ha lanciato tweet che invitano i suoi sostenitori ad essere pacifici, un paio di giorni fa con la sinistra ha alzato la cornetta del telefono per chiamare il governatore della Georgia e intimargli di trovare i voti a suo favore da presentare al Congresso di Capitol Hill, imperterrito nel sostenere di essere vittima di una frode e di essere il legittimo presidente degli Usa anche per i prossimi 4 anni.

Ma la benzina sul fuoco l’ha buttata poco prima dell’irruzione dei manifestanti, quando di fronte al Congresso ha pronunciato un discorso a dir poco provocatorio, in cui ha additato i repubblicani che non lo stanno più sostenendo come traditori. C’è un secondo partito repubblicano, ha detto.

La spaccatura è quanto mai evidente sin dagli esiti delle Presidenziali USA 2020, quando gran parte del partito non ha voluto sostenere il presidente uscente nelle sue contestazioni. Sul fronte opposto, la scorsa settimana 140 repubblicani avevano annunciato pubblicamente il loro appoggio a Trump in vista dell’evento risolutivo di oggi, lasciando sperare a tutti i trumpiani di riuscire nel ribaltone.

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La Georgia è la spina nel fianco

Georgia on my mind cantata da Ray Charles potrebbe essere la colonna sonora della amara vicenda vissuta da Trump, sicuro della vittoria in quello che da sempre è uno degli stati repubblicani per eccellenza e che invece gli ha voltato la faccia. Trump incredulo a novembre aveva preteso il riconteggio dei voti ma aveva incassato il secondo pugno nello stomaco con la conferma della vittoria di Biden.

Poi la telefonata -registrata e divulgata- di due giorni fa al Governatore, in cui i toni e i contenuti lasciano a dir poco senza parole. E l’ultima notizia bomba è arrivata stamattina, con le proiezioni di CNN che hanno dato per vincenti due senatori Dem al ballottaggio in Georgia, cosa che segnerebbe la conquista del Senato da parte del partito democratico.

Il requiem per la democrazia a Capitol Hill

Tutto è in divenire, tutto può accadere, questo caos surreale era purtroppo previsto sin da prima delle elezioni, quando Trump aveva scatenato la guerra ai voti per posta: il primo mattone del suo castello di contestazioni. Il FairPlay con cui i presidenti uscenti accettavano con sportività le regole della democrazia ha lasciato il posto a un turbine di proteste e provocazioni, illazioni e accuse, toni difficilmente classificabili come civili. Se Trump dovesse riuscire nel ribaltone, sarebbe un precedente pericoloso per la democrazia in tutto il mondo.

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Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Direttrice di Othernews, appassionata di temi globali e madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità.

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