domenica, Gennaio 29, 2023

La guerra di Anonymous: come gli hacker cercano di indebolire Putin

Il collettivo di hacker dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina ha "bombardato" la Russia con attacchi informatici. Dopo 30 giorni di guerra informatica, Mosca ne avrà davvero risentito?

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Il collettivo di “hacktivisti” Anonymous da quando i soldati russi hanno messo il primo cingolo sul territorio ucraino hanno avviato una vera e propria guerra informatica ai danni di Mosca. Più che alla Russia, Anonymous ha dichiarato guerra al suo presidente, Vladimir Putin, come rappresaglia appunto per l’invasione dell’Ucraina. Fino a oggi Putin (per quanto ne sappiamo) non è ancora stato bersaglio di alcun attacco informatico che abbia potuto infliggere dei danni alla sua persona.

Benché sia semplice immaginare che “hackerare” la vita di Vladimir Putin non debba essere compito di così facile portata. Diverse persone che operano sotto il vessillo di Anonymous, recentemente hanno parlato alla BBC di quelle che sono le loro motivazioni in questa guerra informatica contro Mosca, ma anche esposto alcune tattiche e piani per continuare l’attacco informatico su vasta scala contro il Cremlino.

Anonymous contro Putin: il più grande gruppo di hacker al mondo porta la guerra contro la Russia sul piano informatico

Anonymous contro Putin: il più grande gruppo di hacker al mondo porta la guerra contro la Russia sul piano informatico

Tra tutti gli attacchi informatici effettuati dall’inizio del conflitto in Ucraina, spicca l’hack di Anonymous sulle reti televisive russe. L’hack (cioè l’attacco informatico) è stato immortalato in un breve video che mostra la normale programmazione russa interrotta improvvisamente con immagini di bombe che esplodono in Ucraina e soldati russi che parlano degli orrori del conflitto.

Il video ha iniziato a circolare il 26 febbraio (2 giorni dopo l’inizio delle bombe) ed è stato condiviso dagli account dei social media di Anonymous con milioni di di visualizzazioni in tutto il mondo, su Twitter il post che proponeva il video diceva: “I canali televisivi di stato #russi sono stati hackerati da #Anonymous per trasmettere la verità su ciò che accade in #Ucraina”.

Un hack anonimo che ha affondato il primo colpo in maniera decisa: drammatico, di grande impatto e facile da condividere online. Anche se a onore di cronaca una cosa va detta, come molti altri attacchi informatici del gruppo, è stato anche estremamente difficile verificarlo.

Uno dei gruppi più piccoli di hacker che compongono la “legione” di Anonymous ha comunque rivendicato l’attacco informatico affermando di esserne il responsabile e di aver rilevato i servizi televisivi di Stato russi per 12 minuti.

Rostelecom, la società russa che gestisce i servizi televisivi compromessi da questo attacco, non ha mai risposto alle richieste di commento, e il Cremlino tantomeno. Gli hacker hanno giustificato le loro azioni dicendo che migliaia di ucraini innocenti venivano massacrati: 

Intensificheremo gli attacchi al Cremlino, se non si farà nulla per riportare la pace in Ucraina.

Anonymous afferma di aver anche rimosso siti web russi e rubato dati governativi, ma Lisa Forte, partner della società di sicurezza informatica Red Goat (tra le più importanti al mondo), afferma che la maggior parte di questi attacchi è stata finora “abbastanza semplice”:

Gli hacker hanno utilizzato principalmente attacchi DDoS, in cui un server è sopraffatto da una marea di richieste, ha affermato. Questi sono relativamente semplici da eseguire e portano i siti Web offline solo temporaneamente – poi aggiunge –

Ma l’hacking televisivo è incredibilmente creativo, oltre che estremamente difficile da realizzare.

Anonymous contro la Russia: chi è il gruppo di hacker che l’ha giurata a Putin?

Il collettivo di hacktivisti è emerso per la prima volta nel 2003 dal sito web 4chan. Il gruppo non ha una leadership, il suo slogan è infatti “Siamo una legione”. Il boomerang di tali azioni di hackeraggio è rappresentato dal fatto che chiunque può effettivamente affermare di far parte del gruppo e hackerare per qualsiasi causa voglia. Anche se generalmente la “legione” attacca le organizzazioni accusate di abuso di potere

Il loro simbolo è la maschera di Guy Fawkes, resa famosa dalla graphic novel di Alan Moore “V per Vendetta” in cui un rivoluzionario anarchico rovescia un governo fascista corrotto. Il gruppo ha molti account sui social media, con 15,5 milioni di follower solo sulle sue pagine Twitter. Finora, gli attacchi al governo russo hanno causato disagi e imbarazzo, ma i cyber-esperti (anche quelli occidentali) si dicono sempre più preoccupati dall’esplosione dell’hacktivism contro Mosca dopo l’inizio dell’invasione.

Prima della guerra Russia-Ucraina, Anonymous, non era stato così attivo per anni. Proprio per questo gli analisti temono che nell’onda di attacchi informatici un hacker possa accidentalmente mettere fuori uso la rete di computer di un ospedale o interrompere collegamenti di comunicazione critici:

Non ho mai visto niente di simile – dice Emily Taylor del Cyber ​​Policy Journal -Questi attacchi comportano dei rischi. Potrebbero portare a un’escalation o qualcuno potrebbe accidentalmente causare danni reali a una parte critica della vita civile.

Un altro gruppo che recentemente si è fuso con Anonymous è una squadra di hacker polacca chiamata “Squad 303”, dal nome di un famoso squadrone di caccia polacchi della seconda guerra mondiale:

Lavoriamo sempre insieme ad Anonymous e ora mi considero un membro del movimento Anonymous – dice uno del gruppo, che usa il nome del pilota della Seconda Guerra Mondiale Jan Zumbach come suo soprannome.

La Squadra 303 ha creato un sito web che consente agli utenti della rete di inviare messaggi di testo a numeri di telefono russi casuali, dicendo loro la verità sulla guerra. Affermano di aver facilitato più di 20 milioni di SMS e messaggi WhatsApp.

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Gli attacchi informatici russi contro l’Ucraina

La Russia oltre alle bombe e i missili, sta contemporaneamente effettuando attacchi informatici contro l’Ucraina, ma apparentemente su scala ridotta. Da gennaio si sono verificate tre grandi ondate di attacchi DDoS coordinati contro l’Ucraina, più tre episodi di attacchi “wiper” (con dei virus informatici) più gravi che hanno cancellato dati su un piccolo numero di sistemi informatici ucraini.

Il tallone d’Achille di Anonymous è che chiunque può affermare di essere Anonymous, compresi gli attori statali che operano contro ciò per cui stiamo combattendo – afferma alla BBC l’hacker di Anonymous di lunga data “Anon2World”.

Con il nostro attuale aumento di popolarità, è (quasi) scontato che ci saranno ovvie ripercussioni da parte di un’entità governativa. Per quanto riguarda l’aggiunta al caos, siamo abituati al caos, soprattutto online.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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