martedì, Marzo 2, 2021

La storia di Andrea Spinelli: “Mi avevano dato 20 giorni di vita. Camminare mi ha salvato”

Nel 2013 la terribile diagnosi, un tumore al pancreas inoperabile e un'aspettativa di 20 giorni di vita. Dopo 7 anni Andrea Spinelli è ancora qui, la sua lotta l'ha fatta camminando.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Sono arrivato fino all’oceano a piedi e ho un cancro inoperabile. L’ho gridato davanti all’Atlantico e l’oceano mi ha risposto: “Sei un pazzo, ma non ti fermare”.

Andrea Spinelli nel 2013 ha ricevuto la diagnosi spietata: un adenocarcinoma alla testa del pancreas in stato avanzato. Non operabile. Venti giorni di vita.

Ma Andrea ha reagito e l’ha fatto con l’attività fisica. Da quel giorno ha percorso 18 mila chilometri. Il suo è un caso clinico unico al mondo.

Andrea Spinelli: “Mi avevano dato venti giorni di vita”

Andrea non voleva arrendersi a quella diagnosi e ha deciso provare a tenere a bada la malattia camminando. Ha cominciato con viaggi brevi e poi è passato ai lunghi percorsi: la Romea Strata, la Via Francigena, il Cammino di Santiago. Racconta Spinelli:

Mi avevano dato venti giorni di vita, sono qui dopo sette anni.

Da quando mi hanno diagnosticato il cancro al pancreas ho fatto diciannove mesi di chemio che avrebbero steso chiunque.

Eppure l’ultima risonanza, che ho fatto qualche giorno fa, è andata bene: non ho metastasi, si va avanti. A piedi, ovviamente.

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Andrea Spinelli come Forrest Gump: “Mi rivedo in lui”

Andrea Spinelli.

Ovviamente, le lunghe camminate di Andrea si sono fermate per affrontare le terapie e per sottoporsi ai controlli. Dopo 16 mesi di chemioterapia Andrea ha deciso di intraprendere le sue camminate sotto controllo medico.

Andrea Spinelli, in un’intervista a Huffington Post, ha raccontato di rivedersi in Forrest Gump:

Sì, come il tipo di quel film bellissimo, Forrest Gump.

Al medico dissi che sarei andato in ospedale a piedi, dodici chilometri tra andata e ritorno. Mi prese per pazzo, ma cosa vuoi rispondere a uno che è sempre stato bene e all’improvviso scopre che il suo corpo è stato attaccato da un adenocarcinoma alla testa del pancreas?

Il dottore capì che quello era ciò che sentivo: non potevo essere operato, mi restava poco, mi diede l’ok a camminare.

Ho scoperto che quando hai un tumore del genere, l’aspettativa di vita, nel migliore dei casi, è di 5 anni. Io dopo sette anni sono ancora qui, ho percorso 18 mila chilometri a piedi, trenta milioni abbondanti di passi e sono un caso clinico unico al mondo.

In effetti il suo è davvero considerato un caso clinico unico al mondo.

Nel dicembre 2019 l’oncologo del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano che segue il caso di Andrea, Giovanni Lo Re, ha pubblicato uno studio su di lui sulla rivista Journal of Cancer Metastasis and Treatment: “Physical exercise in locally advanced pancreatic adenocarcinoma: “If I walk, I live. Although one can die of cancer, now I am living”“.

Il caminante, il secondo libro di Andrea Spinelli

Andrea Spinelli, Il caminante.

Andrea Spinelli ha già scritto due libri sulla sua storia: Se cammino vivo e Il caminante. Inoltre, aggiorna i suoi follower giorno per giorno sul suo blog:

Racconterò la mia storia finché avrò la forza. Quando mi hanno spiegato cosa mi stava accadendo mi sono sentito come ai comandi di un aereo in fase di stallo.

Ma non mi sono lasciato cadere nella disperazione.

Se cammino, vivo, il primo libro, racconta la sua storia. Invece, il suo ultimo libro Il Caminante prende spunto dal desiderio di Andrea di voler essere ricordato come il camminatore, pellegrino e viandante.

Nel Caminante, Andrea racconta anche della pandemia di coronavirus che ha rischiato di fermare le sue camminate:

Sono riuscito a continuare scrivendo nell’autocertificazione che ne avevo bisogno.

Camminare, per me, è come una medicina, anzi di più. Certo, per un po’ ho dovuto accontentarmi di restare vicino casa, mi sono mancate le montagne, i boschi, quei posti nei quali i silenzi sono diversi.

Andrea Spinelli sul futuro: “Di passi ne voglio fare ancora molti”

Andrea Spinelli, progetti futuri.

E proprio sulla pandemia di coronavirus, Andrea Spinelli ha scritto un pensiero sul suo blog e lo spiega nell’intervista all’HuffPost:

Gli ho dato come titolo Come sarà il dopo? Il silenzio e il distacco dalla quotidianità a cui siamo abituati hanno portato noi tutti a fare delle riflessioni.

Spero in un mondo migliore, un mondo nel quale ognuno di noi acquisti maggiore consapevolezza dei passi fatti.

Di una cosa, però, sono certo: io di passi ne voglio fare ancora molti. Perché non sono uno che si arrende facilmente.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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