sabato, Luglio 2, 2022

Chi è Alexander Bortnikov: l’uomo scelto dall’élite russa per rovesciare Putin

Spia spietata dell'ex KGB, Bortnikov, capo dell'Fsb (il servizio segreto russo) sarebbe la scelta di oligarchi russi e importanti vertici di Mosca per spodestare Putin al comando del Cremlino.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Alexander Bortnikov sarebbe l’uomo scelto dal potere russo per sostituire Vladimir Putin alla guida (o disfatta se la guerra dovesse protrarsi ancora) della Russia. Se le voci riguardanti un colpo di stato contro Putin siano vere o no è qualcosa che a ogni modo resta da verificare. L’eventuale complotto è stato infatti rivelato dall’intelligence ucraina, che per ovvie ragione ha un alto interesse nell’agitare le acque intorno al leader russo. Questo è il primo interrogativo da porsi.

Il secondo riguarda invece la figura di Alexander Bortnikov, nonché un tema si cui si dibatte dall’inizio della guerra Russia-Ucraina, e cioè: siamo sicuri che chiunque succeda a Putin, qualora questo dovesse accadere, non prosegua il disegno dell’attuale presidente russo?

Alexander Bortnikov, capo dei servizi segreti russi (Fsb): una figura controversa quasi quanto Putin

Alexander Bortnikov, capo dei servizi segreti russi (Fsb): una figura controversa quasi quanto Putin

Alexander Bortnikov, attuale capo dell’Fsb, ex agente del KGB accusato alcuni anni fa di aver contribuito alla morte di una spia sul suolo britannico (ma la lista di controversie che lo hanno coinvolto è molto più lunga), pare possa essere l’uomo scelto dagli oligarchi russi come futuro “inquilino” del Cremlino se Vladimir Putin venisse rovesciato.

Mentre l’invasione russa ai danni dell’Ucraina sta per compiere un mese, i servizi di intelligence ucraini affermano di aver portato alla luce un complotto escogitato nelle alte sfere dell’élite russa per detronizzare il presidente .

Tra le cospirazioni pianificate contro Putin ci sarebbero l’avvelenamento (metodo prediletto dai servizi segreti russi) o un incidente, questo almeno secondo le fonti di Kiev che affermano che la cellula dissidente voglia sbarazzarsi del leader russo il prima possibile. Si ritiene che il sostituto ideale per porre fine all’attuale conflitto, che non significa garanzia di pace futura, sia il “maestro” delle spie russe, nonché un tempo il miglior compagno di Putin, Alexander Bortnikov, che è stato trascinato dal despota di Mosca negli errori commessi in questa folle guerra scatenata dai russi in Ucraina.

I cospiratori d’élite, secondo l’intelligence ucraina, hanno scelto il 70enne capo dei servizi segreti russi perché credono possa guidare il ripristino dei legami economici con l’Occidente.

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I servizi segreti la “famiglia” di Vladimir Putin adesso lo vorrebbero fuori dai giochi

Con l’avanzare della guerra in Ucraina, secondo quanto diffuso a mezzo stampa mondiale, Putin avrebbe mandato la sua amante, Alina Kabaeva, in una località svizzera segreta. Un’altra notizia simile, diffusa il 1° marzo, affermava che la sua famiglia fosse stata costretta a nascondersi in un bunker siberiano . Secondo quanto riferito, tali decisioni sono state prese per paura, poiché la combinazione delle sanzioni e i lenti progressi sul campo pare abbiano lasciato a Putin uno scarso sostegno interno.

Dopo quasi un mese di conflitto, e di sanzioni economiche che rischiano di far diventare la Russia un cono d’ombra nell’economia mondiale, pare che un gruppo dell’élite sia stanco di questa guerra di sfinimento e stia complottando per rimuovere Putin dal potere con ogni mezzo necessario. Il successore sarebbe appunto Alexander Bortnikov. Il rapporto è stato rilasciato dalla direzione principale dell’intelligence ucraina, ma deve ancora essere corroborato dai servizi di intelligence occidentali. 

Bortnikov è l’attuale Direttore dell’FSB, la principale agenzia di sicurezza russa retaggio del KGB dell’era sovietica. Si ritiene che Bortnikov abbia prestato servizio nel KGB proprio con Vladimir Putin a Leningrado e che da allora i due abbiano mantenuto legami molto stretti. Secondo quanto riferito, l’attuale capo dell’Fsb è un membro della cerchia ristrettissima degli oligarchi russi fedelissimi di Putin, ma pare sia caduto in disgrazia negli ultimi mesi proprio per seguire le scelte del presidente russo.

Veterano del KGB, Bortnikov è stato nominato direttore dell’Fsb nel 2008 dal presidente Dmitry Medvedev. Inoltre, fa anche parte del consiglio di “Sovkomflot”, la più grande compagnia di navigazione russa. Come molti degli alleati di Putin, Bortnikov è stato accusato di corruzione e omicidio, ma nessuna delle accuse è mai stata provata. Poco altro si sa di Bortnikov, a parte notizie più recenti di un suo litigio con Putin proprio sulla guerra in Ucraina.

Secondo quanto riferito, infatti, l’ FSB aveva il compito di “analizzare l’umore dell’Ucraina e l’abilità dell’esercito ucraino” utilizzando una serie di spie all’interno della Nazione giallo blu. Appare attualmente chiaro che le informazioni si siano chiaramente rivelate errate (o forse qualcuno ha nascosto volutamente la verità a Putin), con la Russia che sta ancora lottando per conquistare città chiave a tre settimane dall’inizio della guerra. Un gran numero di perdite militari non solo hanno costretto Putin a licenziare diversi generali, ma hanno anche fatto perdere a quest’ultimo la fiducia in Bortnikov. Questo sembrerebbe renderlo l’uomo giusto per sostituire Putin. 

È noto che Bortnikov e alcuni altri influenti rappresentanti dell’élite russa stiano valutando varie opzioni per rimuovere Putin dal potere. In particolare, non sono esclusi avvelenamento, malattia improvvisa o qualsiasi altra coincidenza – afferma il rapporto dell’intelligence ucraina.

Questo rapporto dell’intelligence ucraina deve ancora essere verificato dalle agenzie di intelligence occidentali, quindi per ora dovrebbe essere preso con le pinze. Detto questo, abbiamo già assistito a una serie di fughe di informazioni e ai drastici effetti delle sanzioni, quindi non sorprenderebbe vedere materializzarsi “complotti” politici ai danni di Putin. Più a lungo andrà avanti la guerra, più costosa si rivelerà per gli oligarchi russi, soprattutto in termini di potere politico, non solo economico.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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