sabato, 11 Luglio 2020

“Alexa, dimmi cos’hai sentito”, Amazon testimonia contro la violenza domestica

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

La violenza sulle donne ha tante forme, non è solo fisica, ma può essere anche verbale. Spesso sono proprio le parole a creare le ferite più profonde e permanenti ed è proprio per combattere gli abusi verbali contro le donne che il National Resource Center on Domestic Violence ha lanciato la campagna No More Verbal Abuse. L’iniziativa mira a diffondere la consapevolezza e la conoscenza delle violenza verbale attraverso testimonianze di vittime, risorse da condividere e l’hashtag #NoMoreVerbalAbuse, che invita ad aderire alla campagna. Inoltre, l’assistente vocale di Amazon, Alexa, dà la possibilità a chi sostiene l’iniziativa di registrare la propria voce contro gli abusi verbali usando i propri dispositivi. Per accedere alla funzionalità l’utente deve pronunciare le parole “Alexa, apri No More” e Alexa risponderà “Ciao, benvenuto in ‘No More. Vuoi registrare la tua voce contro la violenza verbale?” Rispondendo “sì”, Alexa dirà “Fantastico, grazie. Sei la XXesima voce contro la violenza verbale. Insieme possiamo combatterla una volta per tutte”. Una campagna di awareness, che ci mostra in che modo gli assistenti vocali possano essere destinati ad usi nuovi e utili per la società. Leggi anche: “Niente è impossibile”: parla Valeria Cagnina, giovane promessa della robotica

Alexa, dimmi cosa hai sentito

Qualche tempo fa Alexa è stata chiamata a testimoniare in un caso di omicidio. La trentaduenne Sylvia Galva Crespo, di Miami, è scomparsa in quelle che il marito ha definito “circostanze misteriose” e la polizia ha dunque deciso di approfondire il caso analizzando le registrazioni di Amazon Echo, su suggerimento di un testimone che avrebbe sentito i due coniugi litgare la sera prima. Il caso non è ancora stato chiuso, ma certamente segna un precedente sul ruolo degli assistenti vocali e ci lascia immaginare un uso che possa un giorno aiutare le forze dell’ordine nella risoluzione dei crimini più efferati. Leggi anche: Anno 2019, abbiamo ancora bisogno di una giornata contro la violenza sulle donne

Questione di privacy: il futuro degli assistenti vocali

Spesso, però, quando si parla di questi dispositivi, si teme per la propria privacy. Gli assistenti vocali infatti registrano la nostra voce, le nostre conversazioni, le nostre preferenze e le utilizzano per alimentare algoritmi di machine learning in grado di rispondere sempre con più accuratezza alle nostre esigenze attraverso l’intelligenza artificiale. Per rispondere alle preoccupazioni degli utenti, Amazon sta implementando nuove funzionalità come la possibilità di cancellare i propri messaggi. Dave Limp, senior VP Device & Services di Amazon, ha dichiarato:

Stiamo investendo sempre di più nella tutela della privacy . Quando parliamo di servizi e dispositivi offerti ai nostri clienti, la privacy non può essere sottovalutata. Deve essere alla base della progettazione di qualsiasi elemento hardware, software e servizio da noi offerto.

La scorsa estate il governo inglese ha accordato fiducia ad Amazon, tanto da stipulare una partnership tra il sistema sanitario nazionale e Alexa. Il servizio, fornito a oltre 66 milioni di persone, ha lo scopo di alleggerire il carico di chi lavora nella sanità, rispondendo alle domande più comuni degli utenti e rendendo l’accesso ad informazioni sulla salute più semplice ed immediato. Questi esempi ci mostrano che quando l’impegno delle aziende produttrici si unisce a quello di governi e associazioni, si possono sviluppare usi sempre più utili ed etici degli assistenti vocali. Non solo notizie sul meteo e automatismi per la casa, dunque, ma veri e propri alleati per la nostra sicurezza. Leggi anche: Intelligenza artificiale, saranno le macchine a curarci? di Clarice Subiaco

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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