sabato, Febbraio 27, 2021

L’incredibile storia di papà Alex Lewis, sopravvissuto al virus killer

L'avvincente storia di Alex Lewis, il quale pur perdendo arti e bocca riesce a sopravvivere e a ricominciare per amore della famiglia.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Alex Lewis fino a pochi anni fa era una persona normalissima con una fidanzata, Lucy Townsed, e un figlio piccolo Sam. Un giorno però si ammala e quello che crede sia un semplice raffreddore inizia a trasformarsi in qualcosa di diverso.

Inizia così nel 2013 il lungo e sofferto calvario di Alex, che lo porterà a perdere tutti e quattro gli arti e le labbra, per colpa di un’infezione causata da un batterio. La moglie non lo abbondonerà mai ed il figlio piccolo pur trovandosi impacciato all’inizio imparerà ad amare e a mostrare l’affetto al padre, pur trovandosi in una condizione diversa rispetto a quella originaria.

Alex Lewis: la storia di una malattia

Alex Lewis_prima della malattia
Alex Lewis con la famiglia, prima della malattia.

Alex inizialmente crede di avere un banale raffreddore però pian piano iniziano a manifestarsi sintomi come mal di testa, stanchezza nelle ossa e sinusite. A questi si aggiungono un forte dolore alle braccia e alle gambe e sulla pelle si manifestano lividi.

La moglie decide di chiamare l’ambulanza. Una volta ricoverato in ospedale gli diagnosticano la Fascite necrotizzante, una rara infezione batterica dei tessuti sottocutanei, mangiati o più propriamente distrutti e decomposti da un batterio killer.

L’infezione all’inizio attacca l’esterno per poi passare agli organi interni. Gambe, braccia e parte del viso iniziano ad annerirsi e i medici gli danno una possibilità di sopravvivenza del 3%, a meno che non amputi gli arti infetti. Ed è così che Alex si ritrova senza i tre arti, per ultimo dopo quattro mesi anche senza il braccio destro.

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Alex Lewis, il documentario

Mentre si trova ancora in ospedale Alex viene contattato da un filmaker, Leonardo Machado, per la realizzazione di un documentario sulla sua storia.

Alex decide di accettare soprattutto per il figlio e nel documentario, intitolato The extraordinary Case of Alex Lewis, spiega il perché:

Volevo che lui avesse qualcosa che gli mostrasse quanto lui sia stato importante per me e Lucy durante tutta questa storia e che lo aiutasse a dare un senso a quanto accaduto.

Quando Sam sarà più grande e i suoi amici gli chiederanno cosa è accaduto a suo papà spero che questo lo aiuterà a spiegarglielo.

Alex è consapevole del fatto di essere un miracolato e di essere sopravvissuto ad una malattia che non lascia scampo, infatti tende a precisare che su 10.000 persone che ogni anno contraggono lo Strep A, il batterio killer, 9.600 di questi non sopravvivono.

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Il rapporto con la moglie e il figlio

Alex Lewis con le protesi
Alex Lewis con le protesi.

Alex ha insistito che la moglie continuasse il suo lavoro e che non si dedicasse interamente a lui, una volta uscito dall’ospedale.

Nella fase di adattamento alla nuova condizione Alex ha iniziato tutto daccapo. Nel documentario si vede come ha imparato pian piamo a usare una forchetta attaccandola al braccio, sul quale era stata montata una struttura metallica con all’estremità una specie di pinza.

Non è stato facile relazionarsi con il figlio piccolo perché questi inizialmente aveva difficoltà ad abbracciare e baciare il papà, dopo che gli era stata tagliata la pelle dalla bocca, ricostruita poi con con una tecnica pioneristica.

L’uomo ha capito che doveva ricostruire la sua relazione con il bambino, cosa che non è stata facile ed ha richiesto del tempo.

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La nuova vita di Alex Lewis

Alex dopo le amputazioni e la perdita della bocca si è sottoposto ad un intervento di ricostruzione di questa, al quale sono seguiti altri interventi per rimodellare e tatuare la pelle del volto.

Il processo di riabilitazione ha previsto l’utilizzo delle protesi e con queste imparare a svolgere le normali attività quotidiane ed avere un minimo di indipendenza.

Inoltre il costo delle protesi è molto alto: 650 sterline per un semplice coltello da attaccare al braccio, circa 845 euro, e 90 mila sterline per protesi di gambe complete. Per questo, essendo il sistema sanitario non in grado di aiutarlo, Alex ha istituito un fondo per ricevere gli aiuti necessari, l’Alex Lewis Trust.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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