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30 anni di Web, perché è importante ricordarlo

Trent'anni fa il giovane Tim Barners Lee scrisse per il CERN un progetto per un sistema di condivisione delle informazioni destinato ad entrare nella storia: lo chiamò World Wide Web.

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Sembra ieri, e invece sono 30 anni…

Sto parlando del World Wide Web, per gli amici: WWW. Sì, l’aggregatore di informazioni intertestuali e link che stai utilizzando anche ora per leggere queste parole.

È il fratello giovane di Internet, con cui non bisogna fare confusione, che invece esisteva già dagli anni ’60 – creato dal Dipartimento della Difesa americana con l’oscuro nome de plume “ARPANET”.

Il www invece, dicevamo, nasce le 1989 a Ginevra. “E perché proprio a Ginevra?” vi chiederete voi.
Perché a Ginevra si trova il CERN: il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle.

“E allora..?” Aspetta, continua a leggere!
Già neglia nni ’80, al CERN, venivano profusi, analizzati e processati tantissimi dati: molte informazioni, ovviamente, richiedono molti scienziati qualificati. Ma, essendo il CERN un posto enorme, uno dei problemi era agevolare la comunicazione interna tra questi scienziati…

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Ecco la scintilla! Domanda=Risposta

Il fisico 34enne Tim Berners-Lee prende la palla al balzo e presenta così un progetto – l’attuale WWW per velocizzare e migliorare il passaggio di informazioni da un luogo all’altro del CERN: nasce il World Wide Web, il celebre frullatore di info testuali e link di cui parlavamo all’inizio…

E sì, la culla di questa invenzione epocale è quello stesso CERN dove si fanno scontrare particelle a velocità supersonica per ricreare il Big Bang…

Insomma, cose da poco: semplicemente un posto dove l’umanità con la U maiuscola cerca continuamente di superare sé stessa e scoprire il senso dell’universo.

Credo ci sia una lezione dietro questa storia. Una lezione che ci insegna a guardarci intorno, a usare vie traverse, a non dare nulla per scontato. In questo modo un fisico ha inventato la RETE – sebbene non fosse affatto quello il suo campo, né fossero quelle le ricerche effettuate al CERN. Ma proprio da questa curiosità estrema, da questo incessante empito erotico per la conoscenza è scaturita un’altra grande creazione dell’ingegno umano.

Forse perché, per obiettivi altissimi, servono mezzi altrettanto degni. Ancorché differenti e lontani, magari, dal campo della nostra ricerca… Questa storia è un bellissimo invito all’azzardo cognitivo – ad agire e pensare “out of the box”. Un’invenzione che ora è compito di tutti proteggere e mantenere democratica e libera.

E chissà, potresti essere tu che leggi ad avviare la nuova rivoluzione tecnologica – in fondo serve solo il bisogno giusto!

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di Alessandro Isidoro Re

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