25 anni senza Lucio Battisti: “Il suo ricordo è più vivo che mai”

Il 9 settembre 1998 muore Lucio Battisti, uno dei più grandi artisti della canzone italiana. La sua musica ha emozionato, e continua a farlo, tante generazioni.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Sono trascorsi esattamente venticinque anni dalla morte di Lucio Battisti, il 9 settembre 1998. Tanti i cambiamenti, ma nonostante sia passato un quarto di secolo da allora, rimane uno dei cantautori più importanti del Novecento.

La sua influenza, se in passato è stata assoluta soprattutto per lo sviluppo della canzone d’autore, ancora oggi si sente fortissima nella musica delle giovani generazioni, le quali hanno approfondito tutto il repertorio di Battisti, non solo la musica fatta con Mogol.

Battisti, non cantautore di stampo popolare ma avanguardista

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In questi venticinque anni si sono sviluppate alcune teorie, come ad esempio che Battisti sia stato un cantautore di stampo popolare, tendente al ‘commerciale’. Questa credenza però non ha solide basi in quanto se si approfondisce il repertorio del cantautore, si scopre che Battisti praticasse frequentemente scelte d’avanguardia in sintonia con la popolarità. Per questo si può ritenere essere stato bravo anche nel portare il pubblico ad ascoltare musica che altrimenti non avrebbe mai fatto.

Il suo scrivere canzoni che potessero essere ascoltate da un gran numero di persone non significa scendere a compromessi. A rendere la sua musica fruibile è stata soprattutto la collaborazione con Mogol, il cui sodalizio artistico è durato quindici anni.

I testi di Mogol erano incentrati su spaccati di vita quotidiana, prediligendo parole semplici. I testi di Panella invece, non hanno la medesima forza comunicativa o cantabilità, sono più misteriosi, ricchi di giochi di parole, spesso al limite della comprensione. Si tratta di canzoni complesse e sperimentali, difficili da comprendere al prima ascolto, anche per il panorama discografico italiano di quel periodo. Nessun ritornello, le melodie poco orecchiabili e la voce di Battisti quasi asettica.

Il ricordo di Vasco ed Eros Ramazzotti

Nella giornata di oggi tanti sui social stanno ricordando Battisti, con messaggi, video e fotografie. Tra questi spicca l’omaggio di Vasco Rossi ed Eros Ramazzotti. Scrive così il primo sul suo profilo, con sottofondo al messaggio la sua reinterpretazione del brano “Il tempo di morire”:

25 anni senza Lucio Battisti. Un vero genio che ha rivoluzionato la musica italiana non solo dal punto di vista compositivo, ma anche negli arrangiamenti. Distante anni luce rispetto agli altri.

Anche Eros ha voluto omaggiare Lucio condividendo una registrazione del 1976, del programma “Hit Parade”, in cui Lelio Luttazzi annuncia il primo posto in classifica della sua “Ancora tu”. Il cantante, a proposito di questo frammento, ha commentato così:

Ricordi indelebili di una vita fa, ma ancora profondamente dentro di me. Per sempre.

In settimana il cantautore rietino è stato ricordato da Linus e Nicola Savino a Deejay Chiama Italia. Il duo ha citato anche la querelle legale tra gli eredi del cantante e la Sony, la quale chiede un risarcimento per i mancati guadagni dallo sfruttamento delle opere di Battisti. Finora, però, in tribunale quest’ultima ha perso sia in primo grado sia in appello.

Il cantautore ci ha lasciati, quasi all’improvviso, 25 anni fa, per l’aggravarsi di una malattia, ma rimane sempre Battisti, uno degli artisti in grado di emozionare le persone, generazione dopo generazione.

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