domenica, Giugno 20, 2021

Covid, Vespignani sulla variante inglese: “Entro due settimane presente in un caso su due”

Alessandro Vespignani, epidemiologo della Northeastern University di Boston, avverte che tra un mese la variante inglese sarà prevalente. Occorre abbassare l'Rt adesso.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

La variante inglese tra fine febbraio e inizio marzo sarà presente in un contagiato su due. Durante il mese di marzo, invece, avrà sostituito del tutto il virus. Lo dichiara in un’intervista a Repubblica l’epidemiologo Alessandro Vespignani: “Arriverà a essere prevalente, grazie alla maggiore capacità di infettare. Sars-Cov-2 e la variante inglese diventeranno tutt’uno. Per i ceppi del passato ci sarà sempre meno spazio“.

Vespignani avverte che, essendo più contagioso il ceppo inglese soppianterà tutti gli altri. Dunque, bisogna tenere sotto controllo l’Rt adesso, in quanto successivamente le misure tradizionali non basteranno.

Variante inglese, Vespignani: “Abbassare adesso Rt”

L’aumento della variante inglese, B.1.1.7, secondo l’epidemiologo Alessandro Vespignani, non si tradurrà automaticamente nelle curve ripide come in Gran Bretagna. Ma, allo stesso tempo:

Le prime notizie che arrivano dalla Gran Bretagna sulla sua severità non sembrano tranquillizzanti. Dati preliminari di questi giorni indicano che possa causare anche una malattia più grave.

Nell’intervista a Repubblica Alessandro Vespignani, direttore del Laboratory for the modeling of biological and Socio-technical Systems alla Northeastern University di Boston, ha dichiarato che l’aumento della prevalenza della variante inglese non si può fermare, a causa della sua estrema contagiosità, è soltanto questione di tempo.

Leggi anche: Sarà nuovo lockdown totale in Italia? La risposta di esperti e politici

Variante inglese, Vespignani: “Misure tradizionali non basteranno”

Variante inglese.

Il pericolo che arriva dalla variante inglese, infatti, è soprattutto legato alla sua maggiore contagiosità e il professor Vespignani avverte che le misure tradizionali potrebbero non essere sufficenti, tra un mese, per contrastare la sua diffusione. L’epidemia deve essere anticipata:

Il ceppo britannico ci renderà la vita più dura. A causa della sua maggiore contagiosità, dovremmo essere più cauti. Le misure tradizionali potrebbero non essere sufficienti. E il rigore va messo in atto anticipando l’epidemia.

Oggi, in questo stesso momento, la variante inglese sta guadagnando terreno. E potrebbe farlo, se non stiamo attenti, con il tipico andamento delle curve epidemiche lasciate fuori controllo, che hanno crescite molto rapide e ripide.

Secondo l’epidemiologo, purtroppo, uno dei più grandi problemi dall’inizio dell’epidemia è quello del raccoglimento dei dati. I parametri riflettono una situazione che risale ad almeno una settimana prima: il ritardo si può ridurre ma non eliminare.

Variante inglese, sarà nuovo lockdown generalizzato?

Nuova variante inglese lockdown.

Il pericolo delle varianti del Coronavirus preoccupa esperti e politici. Tra quelli che sposano a pieno la linea del rigore c’è il consulente del ministro della salute Walter Ricciardi, che, chiede un nuovo lockdown generalizzato.

Per adesso, sembra che il nuovo premier Mario Draghi, per frenare la diffusione della variante inglese, vuole muoversi con l‘organizzazione di mini-zone rosse locali, come già sta accadendo in questi giorni in vari paesi di Lazio, Abruzzo e Marche.

Probabilmente, in caso di una decisione più dura per fermare il contagio, il premier Mario Draghi potrebbe seguire l’esempio tedesco. In Germania le misure stringenti sono iniziate il 16 dicembre e sono state rinnovate fino al 7 marzo. Infatti, secondo Angela Merkel, bisogna agire prima dell’epidemia. In Germania restano chiusi negozi, bar, ristoranti, cinema, teatri e centri estetici. I parrucchieri, invece, potranno tornare a lavorare il 1 marzo. Obbligo di mascherina, ma nessun coprifuoco in vigore.

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Silvia Aldi
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Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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