martedì, 2 Marzo 2021

Un vaccino contro il cancro? Tutto quello che c’è da sapere sulla ricerca di Maria Rescigno

Finanziata da Airc, la scienziata da anni lavora alla ricerca di un vaccino contro il cancro. E i primi risultati sono arrivati: a breve inizieranno i test sull'uomo.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Continua la battaglia contro il cancro. Maria Rescigno, della Humanitas University, con il supporto finanziario dell’Airc, cerca rimedi contro i tumori: si tratta di un trattamento capace di attivare il sistema immunitario contro le cellule cancerose, un vaccino contro il cancro.

L’alimentazione, spiega la scienziata dell’Humanitas, è un fattore chiave in questa lotta perché capace di modulare il mix di batteri che costituisce il nostro microbioma.

La lotta contro il cancro comincia dall’interno: “Quasi tutte le nostre difese sono già all’interno del corpo”

La Professoressa ordinaria di Patologia Generale presso la Humanitas University di Milano spiega:

Noi riceviamo finanziamenti Airc da 10 anni per mettere a punto un vaccino contro il melanoma e il sarcoma, che verrà presto testato sull’uomo.

Maria Rescigno lavora allo sviluppo dell’immunoterapia, che invece che utilizzare farmaci esterni, cerca di contrastare i tumori dall’interno, sfruttando le risorse e i poteri del sistema immunitario. E chiarisce:

E’ un metodo in cui credo molto. E’ più specifico e dà meno effetti collaterali.

Quasi tutte le nostre difese, è la mia convinzione, sono già all’interno del corpo.

Bisogna trovare quella giusta al momento giusto.

La scienziata, in relazione ai vaccini sviluppati per il Coronavirus, racconta che è stato possibile raggiungere dei risultati così rapidamente proprio grazie alle tecnologie utilizzate, nate in realtà per fronteggiare il cancro in prima istanza.

Leggi anche: Giornata mondiale contro il cancro, il progetto Pink Positive sostiene i malati

Vaccino contro il cancro, di cosa si tratta?

Vaccino contro il cancro, di cosa si tratta?

Il vaccino contro il cancro funziona iniettando un antigene cui il sistema immunitario è chiamato a rispondere e fronteggiare, attivando le nostre difese.

La difficoltà nella lotta contro i tumori risiede nel fatto che è necessario scegliere tanti antigeni per far in modo che, non appena una cella smetta di produrre una certa proteina, venga subito contrastata dal sistema immunitario.

La Prof.ssa Rescigno e i suoi collaboratori hanno scelto dodici antigeni, che hanno il compito di segnalare al sistema immunitario quando attivarsi.

La scienziata chiosa:

Abbiamo cercato di sfruttare una caratteristica della cellula tumorale, che è sostanzialmente una cellula stressata perché costretta a mutare in continuazione.

Questa sua caratteristica la porta a esprimere antigeni specifici, che noi abbiamo selezionato attraverso molti esperimenti, in anni di laboratorio.

E aggiunge:

Questi antigeni sono il principio attivo del nostro vaccino.

Iniettati nel corpo, insegnano ai linfociti T citotossici a riconoscere le cellule con la bandierina, cioè quelle del tumore, e a ucciderle.

L’azione del vaccino contro il cancro, gli studi di Maria Rescigno

L'azione del vaccino nella lotta contro il cancro, gli studi di Maria Rescigno

Come spiega la scienziata, posso verificarsi due circostanze per cui autonomamente il sistema immunitario non riesce ad attivarsi e contrastare direttamente le cellule tumorali.

Nel primo caso, può accadere che il cancro riesca a indurre il sistema immunitario a non attaccarlo, pertanto attivando l’organismo attraverso una terapia immunologica è possibile far in modo che il sistema immunitario risponda.

Se, invece, il cancro è in grado di non farsi riconoscere dall’organismo, si opera tramite il vaccino che attraverso le dodici bandierine, gli antigeni, indica all’organismo contro quali nemici combattere.

Maria Rescigno illustra:

Le bandierine sono sulle cellule del cancro, ma i linfociti non le riconoscono e sono troppo pochi.

Per riconoscerle, hanno bisogno di vedersele presentate prima da un altro attore del sistema immunitario: le cellule dendritiche.

Solo loro sono in grado di attivare i linfociti T citotossici, di farli proliferare e di indurli ad attaccare il cancro.

Ci vorrà del tempo ancora, prima di poter procedere con i test sull’uomo, ma l’Humanitas, l’università del Piemonte orientale, l’Istituto Pascale di Napoli e l’università di Milano Bicocca, sede di Monza, continuano a lavorare duramente al progetto e allo studio.

Contro il cancro: “Mangiare molta frutta, verdura e fibre”

L'importanza dell'alimentazione nella lotta contro il cancro.

La scienziata suggerisce:

Mangiare molta frutta, verdura e fibre in generale, e soprattutto le arance dell’Airc.

Suddette arance non solo fanno bene all’organismo, ma sono fondamentali nella raccolta fondi dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

L’alimentazione è fondamentale in quanto proprio sul tratto digerente sono stati individuati alcuni batteri dotati di proprietà antitumorali, questi batteri costituiscono il microbiota, che diviene in questo modo fondamentale nella lotta contro il cancro.

In particolare, si è scoperto proprio nel microbiota esiste un ceppo di batteri che viene meno ogni qualvolta subentra un tumore. In questo modo le cellule cancerose proliferano indisturbate, proprio grazie all’assenza di questo freno.

Spiega meglio Maria Rescigno:

Noi esseri umani possiamo dividerci grosso modo in tre gruppi, o enterotipi, in funzione del microbiota.

Gli enterotipi sono come i gruppi sanguigni, ma non vengono determinati alla nascita.

A seconda della nostra alimentazione possiamo passare dall’uno all’altro.

Leggi anche: “Prossima pandemia il cancro”, il grido d’allarme degli oncologi

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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