lunedì, Settembre 21, 2020

USA, bambino disabile ammanettato e condotto in cella

Immagini sconvolgenti che risalgono a due anni fa, ma di cui si hanno i video solo ora, che ritraggono un bambino in manette all'interno di una scuola in Florida.

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

Scene orwelliane quelle provenienti dagli States che ritraggono un poliziotto ammanettare un bambino di otto anni dopo averlo minacciato di portarlo in prigione. Il fatto, accaduto due anni fa a Key West, in Florida, di cui solo oggi abbiamo le testimonianze video, ha di nuovo acceso la polemica sulla brutalità della polizia americana. Lo ha diffuso su Twitter Ben Crump, l’avvocato che difende sia la famiglia di George Floyd che quella di Breonna Taylor. Il bambino, afroamericano (madre italiana e padre afroamericano) con disabilità, aveva colpito la maestra con un pugno e da lì è partita la chiamata al 911.

Leggi anche: Nuove riprese della morte di George Floyd: “Ti prego non spararmi amico”

Il fatto e le polemiche intorno alle immagini dell’arresto

A far scalpore, oltre il video in sé, è il dialogo tra il bambino e il poliziotto in cui si sente, tramite la bodycam sull’uniforme, quest’ultimo affermare:

Odio che tu mi abbia messo nella posizione di fare questa cosa. Ma hai fatto un errore. Ora devi imparare dal tuo errore e migliorare e non farlo più.

Tramite la ricostruzione dei fatti, fatta sia dall’avvocato della famiglia del bambino sia dall’emittente Abc News americana, sembra che il bambino sia stato arrestato il 14 dicembre del 2018 dopo aver colpito un insegnante della Gerald Adams Elementary. L’insegnante avrebbe chiesto al bambino di sedersi in modo composto ma il bambino in questione si sarebbe ripetutamente rifiutato. Quando la maestra si è poi avvicinata al ragazzino per convincerlo a mettersi accanto a lei in cattedra, lui si sarebbe scostato, insultandola. Poi, le avrebbe dato un pugno nel petto. Quello che risulta incredibile, oltre il tentativo di ammanettare il bambino, dopo l’intervento della polizia, è anche il fatto che il dipartimento in questione abbia difeso l’agente affermando che stesse seguendo il protocollo correttamente.

Non solo le manette, ma anche la cella

La questione non è finita all’interno della scuola, infatti, il bambino dopo è stato portato in cella, dove gli sono state prese le impronte digitali e gli è stato fatto il test del dna. Dopo nove mesi di battaglia legale il piccolo è stato scagionato da ogni accusa. Gli avvocati della famiglia non si sono astenuti dal far causa agli agenti, ai responsabili della scuola, alla città di Key West e al Monroe County School Discrict, specialmente dopo aver visto queste immagini e dopo che il bambino è stato accusato di “aggressione”. Il commento dell’avvocato Crump su Twitter:

Incredibile che la polizia abbia utilizzato tattiche “intimidatorie” su un bambino di otto anni con disabilità. Alto un metro e venti e di trenta chili, hanno pensato bene che fosse appropriato ammanettarlo e trasportarlo in una prigione per adulti. Era così piccolo che le manette gli cadevano dai polsi!

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

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