lunedì, Novembre 30, 2020

Nuove riprese della morte di George Floyd: “Ti prego non spararmi amico”

Poche ore fa sono stati diffusi i video delle due bodycam degli agenti Kueng e Lane, entrambi coinvolti nell'omicidio di George Floyd.

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

Diffuse le immagini, forti e drammatiche, registrate dalle webcam in dotazione agli agenti Thomas Lane e Alex Kueng, entrambi a processo per la morte di George Floyd, l’uomo afroamericano morto in seguito a un arresto brutale della polizia lo scorso 25 maggio 2020 negli USA. Queste riprese sono state mostrate al processo che vede imputati gli agenti Lane, Kueng e Tou Thao, accusati di favoreggiamento nell’omicidio di Floyd da parte dell’agente Derek Chauvin. Tutti e quattro i poliziotti sono stati licenziati dalla polizia di Minneapolis (Minnesota), città dove è avvenuto il fatto e da dove partirà il massiccio movimento di proteste contro il razzismo di Black Lives Matter che ancora oggi perdura a livello globale.

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Webcam che riprende gli ultimi attimi di George Floyd

Le riprese, che sarebbero dovute rimanere all’interno delle aule del processo, sono state diffuse dal tabloid inglese Daily Mail. Anche se non è ancora chiaro come il giornale inglese le abbia ottenute, soprattutto dopo che il giudice del processo le aveva visionate lo scorso 15 luglio e ne aveva vietato la diffusione, queste immagini gettano un quadro ancora più chiaro di come l’arresto di George Floyd fosse tutt’altro che legale. Tramite le riprese dei due agenti di supporto a Chauvin, che ricordiamo terrà il suo ginocchio premuto sul collo di Floyd per più di otto minuti, si riesce chiaramente a distinguere l’afroamericano chiedere aiuto. Aiuto che nessuno gli presterà in tempo e che lo vedrà morire poco dopo.

Black lives Matter George Floyd
Una delle tante manifestazioni in memoria di George Floyd. USA. Giugno 2020.

Piccoli grandi dettagli sulla morte di Floyd

Sono diversi i piccoli, o grandi a seconda dei punti di vista, dettagli che si possono ricavare da queste nuove riprese. Si possono carpire dialoghi prima sconosciuti come ad esempio George Floyd che dice poco prima di morire: “Probabilmente è così che me ne andrò”. O anche il fatto che gli sia stata puntata subito una pistola addosso, mentre era ancora in auto. Determinante l’episodio che vede l’agente Lane chiedere a Chauvin se non sia il caso di girare Floyd su un fianco. Chauvin risponderà di no e continuerà a schiacciare il collo di Floyd con il ginocchio fino a condurlo alla morte. George Floyd morirà, lo ricordiamo, per il sospetto di aver utilizzato una banconota falsa da 20 dollari per comprare le sigarette.

Luca Tartaglia
Luca Tartaglia
Classe 88. Yamatologo laureato in Lingue Orientali, specializzato in Editoria e Scrittura, con un Master conseguito in Diritto e Cooperazione Internazionale. Ama dedicarsi a Musica e Cultura, viaggiare, “nerdeggiare” e tutto ciò che riguarda J. J. R. Tolkien

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