Transizione ecologica: cos’è e come vengono impiegati i fondi del Pnrr

Un terzo del Pnrr sarà destinato alla transizione ecologica, che prevede un cambiamento su diversi punti, come agricoltura sostenibile ed energie rinnovabili.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Oggi tutti i Paesi del mondo sono impegnati nella lotta contro i cambiamenti climatici, per ridurre l’inquinamento e tentare di salvare il pianeta. Per ottenere risultati è necessario ripensare la società attraverso una transizione ecologica consistente in un cambio da un sistema basato su petrolio, carbone e gas verso le energie rinnovabili.

Per realizzare questo cambiamento è necessaria una strategia. In Italia tale compito è stato affidato al Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), creato appositamente per coordinare i piani di sviluppo sostenibile.

Secondo Roberto Cingolani, ministro del MiTE, l’85% dell’energia usata proviene da fonti come petrolio e derivati. Per il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima l’Italia entro il 2030 dovrà arrivare al 55% di fonti rinnovabili, tanto che buona parte dei fondi previsti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), verranno investiti per lo sviluppo delle energie sostenibili.

Transizione ecologica, un budget pari a un terzo del Pnrr

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La transizione ecologica riguarda i seguenti punti:

  • fonti energetiche rinnovabili
  • zero emissioni per una mobilità green
  • agricoltura sostenibile
  • stop alle trivelle per l’estrazione combustibili fossili
  • tutela della biodiversità e dell’ambiente

Il Pnrr rappresenta una parte del programma dell’Unione europea Next GenerationEU, fondo per la ripresa noto come il Recovery Fund, da 750 miliardi dei quali 191,5 destinati all’Italia, e di cui 70 miliardi a fondo perduto e 121,5 sotto forma di prestiti.

Il piano è ripartito in 6 missioni. La numero 2 è definita “Rivoluzione verde e transizione ecologica” a cui si aggiungono le altre dedicate alla digitalizzazione, alle infrastrutture per una mobilità sostenibile, all’istruzione e ricerca, all’inclusione sociale e alla salute.

A ognuna di queste missioni è stato assegnato un budget. Alla numero 2, di pertinenza del Mite, è stato assegnata una spesa maggiore di 59,46 miliardi di euro, che rappresenta quasi un terzo dell’intera somma destinata al Pnrr.

Leggi anche: Caro bollette: come sprecare meno energia e risparmiare

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