Il testamento spirituale di Navalny nel documentario che vinse l’Oscar: “Se decidono di ammazzarmi, non mollate”

Alexei Navalny è morto in carcere per una trombosi, secondo quanto comunicato dalla TV russa. In un documentario del 2023 è racchiuso il suo vero messaggio.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Il testamento spirituale di Navalny. Daniel Rohr nel 2022 ha realizzato un documentario, prodotto da HBO Max e CNN Films, sulla figura di Navalny, leader dell’opposizione russa, le cui immagini stanno circolando in rete in queste ore.

La pellicola è emblema della vera missione di Navalny, dei suoi principi e veicola in modo immediato il suo messaggio.

Qual è l’eredità di Navalny?

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In una clip tratta dal documentario “Navalny” si vede il noto oppositore del presidente russo rivolgere un messaggio chiaro ai suoi sostenitori, incoraggiandoli per quando non ci sarà più:

Vi devo dire una cosa: non siete autorizzati a mollare. Se decidono di ammazzarmi vuol dire che siamo incredibilmente forti. Dobbiamo utilizzare questo potere.

E ancora: Non bisogna mollare: dobbiamo ricordarci che abbiamo una grande forza che è stata oppressa da queste persone cattive. Non capiamo di quanto siamo forti in questo momento. L’unica cosa necessaria perché il male trionfi è che le brave persone non facciano nulla. Quindi non siate passivi”.

Di cosa parla il documentario “Navalny”?

Il testamento di spirituale di Navalny

Il documentario del canadese Roher, uscito nel 2022 e vincitore del Premio Oscar 2023 e del Premio al Sundance Film Festival 2022, è un film di cui si è apprezzata l’importanza ancor prima che arrivasse la notizia della morte dell’oppositore di Putin. La pellicola parte dall’avvelenamento del 20 agosto 2020, sull’aereo che porta da Tomsk a Mosca, racconta cosa succede in volo e l’atterraggio per il ricovero a Omsk, dove i medici locali smentiscono l’avvelenamento. Prosegue con il ricovero e le cure di Navalny a Berlino, grazie all’intervento personale di Angela Merkel, e poi affronta l’indagine successiva in cui Putin è indicato come responsabile. Il Cremlino smentisce, e Putin in conferenza stampa riesce a non nominarlo mai.

Il regista con maestria dà la sensazione di essere lì con Navalny. Lo riesce a intervistare in una clinica della Foresta Nera e quando quest’ultimo decide di tornare a Mosca viene arrestato in aeroporto, tutto in tempo reale.

Il mistero sul corpo di Alexey Navalny: non si trova all’obitorio

Oggi tutti si interrogano su quali condizioni effettive abbiano portato alla morte di Navalny. È mistero sul corpo, e su dove esso sia attualmente. Secondo quanto riferito dalla portavoce dell’oppositore russo, Kira Yarmysh, su X, l’avvocato e la madre di Navalny, Lyudmila Navalnaya, si sarebbero recati nell’obitorio indicato da Mosca per vedere la salma del loro familiare ma non lo avrebbero trovato. Scrive così Kira Yarmysh su X:

L’avvocato di Aleksej e sua madre sono arrivati all’obitorio di Salekhard. È chiuso però, anche se la colonia penale ha assicurato che era aperto e che il corpo di Navalny era lì.

L’avvocato ha chiamato il numero di telefono che era sulla porta. Gli è stato detto che era il settimo a chiamare oggi. Il corpo di Aleksej non è all’obitorio.

Anziché pensare che Navalny sia ancora vivo l’ipotesi più plausibile è che le autorità russe “stiano mentendo per evitare di consegnare il corpo”, ha poi specificato la portavoce. Kira Yarmysh ha poi aggiunto: “A un altro avvocato di Navalny che si è rivolto al comitato investigativo di Salekhard è stato detto che la causa della morte di Aleksei non è stata ancora stabilita e che è stato effettuato un nuovo esame istologico. I risultati dovrebbero essere disponibili la prossima settimana”.

Leggi anche: Chi è Dasha Navalnaya, la figlia di Navalny, il dissidente anti-Putin scomparso a soli 47 anni

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