Chi è Dasha Navalnaya, la figlia di Navalny, il dissidente anti-Putin scomparso a soli 47 anni

Dasha Navalnaya era legatissima al papà, lo ha sempre sostenuto portando avanti le sue battaglie, anche dagli Stati Uniti, dove si trova attualmente per studiare.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Dasha Navalnaya è la figlia di Alexei Navalny, uno fra i più noti oppositori del presidente russo Vladimir Putin, morto nella giornata di ieri, in prigione, a soli 47 anni. Nata e cresciuta a Mosca, Dasha vive attualmente negli Stati Uniti, dove studia Social Psychology e Political Science alla Stanford University, in California. Nella sua bio su LinkedIn si descrive così:

Sono ansiosa di approfondire la mia comprensione degli intricati meccanismi che guidano il cambiamento politico in tutto il mondo.

Il mio obiettivo è non solo contribuire al discorso accademico, ma anche partecipare attivamente alla creazione di politiche che riflettano i valori di libertà, equità e integrità.

Ho esperienza nell’analisi dei dati, nella ricerca, nelle pubbliche relazioni e nel parlare in pubblico.

Dasha Navalnaya: cosa significa essere la figlia dell’uomo più odiato da Putin

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Oltre a studiare Dasha Navalnaya si batte in prima persona per portare avanti le battaglie del padre, il quale non ha mai smesso di combattere la dittatura di Putin.

Dasha ha 23 anni ed è la primogenita di Navalny. La ragazza è molto attiva sui social, in particolare sul suo account Instagram dove racconta la sua vita in America e cosa significhi portare il cognome dell’uomo più odiato da Putin. Ci sono, inoltre, tantissimi ricordi, quando vivevano tutti insieme in famiglia, liberi, foto di lei da piccola, insieme al padre, e anche un video per l’anniversario di matrimonio del padre e la madre, Julija Navalnaja.

Per il momento non è presente ancora nessun post in cui si esprime riguardo alla triste scomparsa di suo papà. L’ultimo video pubblicato risale a dicembre. Ecco come si esprime con uno dei più importanti giornalisti della Cnn, Anderson Cooper:

Non so niente di papà da giorni. Sappiamo che è svenuto nella sua cella e che lo hanno attaccato a una flebo, ma chissà che cosa c’era dentro, anche solo acqua.

Putin ha appena dichiarato di ricandidarsi alle elezioni e probabilmente vuole silenziare mio padre che appena può si scaglia contro di lui e la sua guerra in Ucraina.

Dopo tre settimane, secondo quanto comunicato, con un messaggio, al suo team, Alexei si ritrova in una colonia penale nella regione artica nella Russia settentrionale, nota per essere inespugnabile e dove la temperatura in questo periodo arriva -11 gradi.

Dasha Navalnaya porterà avanti il messaggio del padre?

Dal 2021, in seguito al ritorno di Alex Navalny in Russia dopo l’avvelenamento, Dasha Navalnaya ha iniziato a esporsi per portare avanti il messaggio del padre. Da sostenitrice delle sue idee ne è diventata portavoce. Ed è così che attraverso ogni canale a sua disposizione, sui social, in televisione e all’università, ha iniziato a chiedere aiuto alla comunità internazionale, condividendo messaggi: “Non gli danno da mangiare”; “Non gli danno scarponi per la neve”; “Lo detengono in condizioni disumane”.

L’intenzione era proprio quella di scongiurare quanto accaduto ora. Non sappiamo quali siano le cause della morte di Navalny, certo è, secondo quanto riferisce il suo team, le sue attuali condizioni psicofisiche fossero abbastanza buone.

Dasha Navalnaya ha sempre dimostrato coraggio, e lei stessa ha dichiarato di aver appreso questo valore, insieme a quello della libertà, in famiglia. Chissà che non decida di portare avanti le battaglie del padre per veder realizzati i suoi desideri:

Il sogno di mio padre è che la Russia diventi un Paese libero, abbia elezioni aperte, libertà di stampa, che diventi parte della comunità democratica.

Leggi anche: Alexey Navalny, le 5 frasi più celebri, principi di vita e simbolo di lotta contro il potere

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