domenica, Giugno 20, 2021

Terapia domiciliare Covid-19, migliaia di medici salvano vite su Facebook

Centinaia di ospedalizzazioni risparmiate grazie al gruppo Facebook Terapia Domiciliare Covid 19 in cui migliaia di medici sono a disposizione per prendere in tempo la malattia. L’intervista al fondatore Erich Grimaldi.

Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Appassionata di temi globali, di ambiente e di diritti umani, madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità

Terapia Domiciliare Covid 19 è il nome di un gruppo su Facebook fondato dall’avvocato napoletano Erich Grimaldi. Una rete di più di 92.000 persone tra medici, operatori sanitari e pazienti, tutti insieme per sbarrare la strada al covid evitandone le complicazioni e quindi l’ospedalizzazione e la terapia intensiva a chi ne viene colpito.

“Siete un faro in questo buio”, “Siete eroi”, “Date un’infusione di fiducia nel genere umano”, “Siete l’umanità bella”. Questi alcuni dei messaggi sul gruppo da parte dei pazienti guariti dal Covid grazie all’alacre lavoro a titolo gratuito di tantissimi volontari e volontarie che si stanno spendendo per il bene comune. 

Come è nata l’idea di Terapia Domiciliare Covid 19?

Non c’era tempo da perdere” ha detto Erich Grimaldi. L’avvocato napoletano non appena si è reso conto della gravità della situazione sanitaria in Italia sin dall’inizio della prima ondata ha immediatamente pensato di usare i social per combattere il Covid. Ha cavalcato la digitalizzazione nell’esatto momento in cui questa riceveva un gigantesco impulso per via dei lockdown. Lo ha fatto mostrandone i lati positivi, quelli che renderebbero la rivoluzione digitale una cosa buona se sfruttata come lo ha fatto lui. 

Già al primo arrivo del virus in Lombardia, Il Dott. Grimaldi si era reso conto che le amministrazioni sanitarie italiane, che sono a carattere regionale, non erano in grado di comunicare, confrontarsi tra loro e fare fronte unico contro la diffusione del virus. Aveva capito che Il sistema sanitario ormai a rischio di collasso poteva essere sostenuto con l’attivazione di un protocollo unico per la terapia tempestiva a domicilio nei primi tre giorni dalla comparsa dei sintomi, frutto di confronti tra centinaia di medici italiani e stranieri. 

La fase di studio con l’Esercito Bianco

Il primo gruppo Facebook creato da Erich Grimaldi all’inizio della pandemia si chiamava “Esercito Bianco” e ne facevano parte esclusivamente medici che nel tempo hanno portato ognuno la propria esperienza sul campo per venire a capo delle più efficaci terapie domiciliari precoci contro il Covid, attraverso la somministrazione di medicinali in grado di evitare ai pazienti di peggiorare e di conseguenza di dover essere ricoverati.

Erich Grimaldi ha citato alcuni dei membri: Luigi Cavanna di Piacenza, che aveva iniziato a sperimentare cure precoci domiciliari già a inizio marzo, Andrea Mangiagalli e i quasi 200 medici in prima linea a Milano e provincia di Monza e Brianza. Tutti loro uscivano dagli schemi terapeutici che erano stati dettati dalla regione Lombardia. C’erano anche i medici del triangolo Ovada, Novara, Alessandria che avevano iniziato ad utilizzare in terapia precoce l’idrossiclorochina.

Stessa cosa avveniva a Roma con Carlo Puoti e in provincia di Treviso con il Dott. Riccardo Szumski che anche lui aveva un approccio terapeutico diverso rispetto a quella che era la procedura standard indicata, quella della vigile attesa e somministrazione di tachipirina, protocollo risultato inefficace.

La richiesta di un protocollo unico di cura per la terapia domiciliare Covid 19

Avv. Erich Grimaldi del Foro di Napoli

Con una nota del 17 marzo, l’AIFA rese pubblica l’efficacia in fase precoce di medicinali come l’idrossiclorochina e l’azitromicina. Una nota purtroppo ormai successiva al peggior momento dell’esplosione della pandemia e della diffusione della stessa e che non è stata sufficiente a far redigere un protocollo unico di cura che preveda l’utilizzo di questi farmaci, assente ancora oggi. 

Per questo ho chiesto il protocollo univoco di cura con una PEC del 30 aprile all’AIFA, Al ministero della Sanità, alle regioni e alla Presidenza del Consiglio, alla luce delle ricostruzioni di come era andata la risposta della pandemia delle singole regioni fino a quel momento e delle informazioni raccolte con le dirette facebook in questa rete che era nata. Una PEC mai riscontrata”, ha detto Erich Grimaldi.

Idrossiclorochina panacea del Covid?

Riguardo ai farmaci previsti nelle terapie domicialiari covid 19, Erich Grimaldi ha tenuto a precisare: “Ora non è che l’idrossiclorochina è il farmaco salvavita e io ne sono il paladino. Oltretutto non sono nemmeno stato ringraziato dal’’azienda che la produce per aver ottenuto l’ordinanza al consiglio di stato”.

L’avvocato spiega che sulla base delle esperienze e delle evidenze dei medici in che hanno curato malati di covid impiegando questo farmaco, si è potuto dire che funziona. Oltretutto l’idrossiclorochina non è l’unico farmaco contemplato nella terapia precoce che varia da soggetto a soggetto. Altri farmaci si stanno dimostrando efficaci, come l’ivermectina o la colchicina, quest’ultima in via di sperimentazione in Brasile. 

Il gruppo si trasforma

Erich Grimaldi ha raccontato: “Quando ad agosto è arrivata la seconda ondata mi sono reso conto che le istituzioni avevano perso tantissimo tempo da aprile a settembre senza rafforzare i territori, senza implementare le USCA, senza coordinare né fare corsi di aggiornamento ai medici di medicina generale (…) 

(…) A questo punto ho deciso di passare da un gruppo di confronto terapeutico tra medici ad un gruppo che fosse una via di incontro tra medici e pazienti sintomatici positivi al Covid. Da agosto ad oggi gli iscritti a Terapia Domiciliare Covid 19 sono passati da circa 20.000 a più di 90.000 e aumentano con una media di 1000 al giorno”. Le migliaia di medici iscritti hanno supportato a distanza diverse centinaia di persone, “forse anche qualche migliaio –dice l’avvocato- ma abbiamo perso il conto perché concentrati sull’emergenza non abbiamo tenuto un registro”. 

Come funziona il gruppo Terapia Domiciliare Covid 19

Per via del sovraffollamento degli ospedali e dell’immenso carico di lavoro piombato sulle spalle dei medici di base, le persone si sono sentite abbandonate, impaurite, con l’ansia, in preda al panico. È qui che la società civile ha colmato i vuoti delle istituzioni. 

In un certo senso ci siamo sostituiti al sistema sanitario nazionale -ha detto Erich Grimaldi-  Intere famiglie di positivi al covid si sono rivolte al gruppo e sono state seguite dai medici con cui le abbiamo messe in contatto”. Naturalmente le regole imposte a chi interviene commentando i post sono feree e vengono fatte rispettare dai moderatori. Un uso dei social che li riscatta dall’aspetto futile e da passatempo, spesso infarcito di odio, che generalmente li connota.

Grimaldi ha aggiunto: “Posso giurare che dal mese di agosto sto dormendo molto poco perché di notte a volte mi sveglio per approvare post con richieste di aiuto. Parliamo di vite umane, non stiamo giocando.

Bloccato da Facebook

Fino a dieci giorni fa Erich Grimaldi gestiva il gruppo Terapia Domiciliare Covid 19 da solo. È riuscito a farsi sostituire soltanto negli ultimi 10 giorni, grazie all’aiuto di un team di moderatori e questo non perché abbia perso forza e tenacia. Tutt’altro: Facebook lo ha silenziato per una settimana.

L’avvocato ha ipotizzato: “Forse ci sono degli algoritmi che bloccano quando si parla di Covid, non lo so. Sta di fatto che mi è stato impedito di supportare i pazienti. Questa pausa però mi ha consentito anche di interfacciarmi con le istituzioni”.

Le chat su whatsapp e telegram

Nel frattempo sono state create anche le chat su whatsapp e telegram in cui circa 700 medici si mettono in contatto con i pazienti. Ci sono 5 categorie: psicologi/psicoterapeuti, farmacisti, biologi nutrizionisti, infermieri e fisioterapisti. 

Questo per velocizzare e concretizzare l’aiuto. Per esempio un infermiere che si trovi nello stesso territorio dell’ammalato si può recare a domicilio a fare delle analisi oppure un’iniezione di eparina ad un anziano, mettendosi in contatto direttamente con loro. 

Nasce il comitato di scopo

Erich Grimaldi è inarrestabile, un vulcano, una fucina di idee. E così ha anche creato un comitato di scopo collegato al gruppo facebook Terapia Domiciliare Covid 19

Ha spiegato: “Vogliamo una terapia domiciliare tempestiva per tutti i malati di covid 19”. Lo scopo è ottenere il diritto alla cura tempestiva domiciliare per tutti. Il comitato ha inoltre diffidato diverse regioni italiane che devono rendere conto di come hanno speso i soldi del governo che erano stati stanziati per le USCA. “Se le USCA, che sono l’anello di raccordo con i medici del territorio, non funzionano, non si riesce a visitare a domicilio, rendendo inutile il monitoraggio del medico di famiglia”.

Lo schema terapeutico vincente

Ad un certo punto l’avvocato Grimaldi e la rete che ha costruito hanno deciso di creare uno schema terapeutico messo a punto dopo due mesi di confronto in chat anche con alcuni medici degli USA, come Harvey Risch, professore di epidemiologia dell’università di Yale, Peter A. McCullough e alcuni medici Brasiliani di Rio. Oltre ad includere nello schema i famraci che via via si rivelano efficaci nelle terapie domiciliari covid 19, la rete si è mossa anche con gli anticorpi monoclonali.

Erich Grimaldi ha raccontato: “In tutto questo tempo i medici della rete hanno curato in scienza e coscienza, discostandosi dalla linea guida istituzionale con dei risultati eccellenti. Come comitato  abbiamo inviato un invito all’AIFA, alle regioni e allo stesso ministero della sanità a condividere questo schema e siamo già stati contattati dalla regione Lombardia, abbiamo avuto un tavolo di confronto con il presidente della commissione sanità il 2 febbraio“.

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Volontari per il bene comune

L’avvocato Erich Grimaldi ci tiene a dire che tutto quello che viene fatto da lui in primis e tutti i membri di Terapia Domiciliare Covid 19 è a titolo completamente gratuito: “Tutti quelli che collaborano in questo grande progetto di solidarietà lo fanno con lo spirito di voler uscire tutti quanti e quanto prima dall’emergenza. Questa cosa è nobilissima ma allo tesso tempo gravissima in un paese dove tutti paghiamo le tasse. È impensabile dover affrontare un’emergenza sanitaria con i cittadini che devono affrontare il covid attraverso i social organizzandosi da soli.

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Cecilia Capanna
Cecilia Capanna
Appassionata di temi globali, di ambiente e di diritti umani, madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità

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