lunedì, Gennaio 17, 2022

Non mi vaccino, i tamponi per il Green Pass me li paga lo Stato: è giusto?

Il dibattito sull'estensione dell'obbligo di Green Pass è infuocato: Lega e parti sociali ora chiedono a gran voce tamponi gratuiti, ma il Governo sembra avere altri piani. Pagare i tamponi ai no vax è davvero giusto?

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Tamponi gratuiti: sì o no? Ieri, durante la discussione alla Camera sulla conversione del decreto legge che ha reso obbligatorio il Green Pass dal 6 agosto (per andare al cinema, al ristorante, in palestra), la Lega sembrava aver fatto qualche passo indietro: il Carroccio aveva infatti deciso di ritirare tutti gli emendamenti così da evitare fiducie al Governo. Poi, però, l’immediato (ed ennesimo) dietrofront: i leghisti, a voto segreto, si sono schierati a favore di FdI, votandone l’emendamento contrario alla certificazione verde.

La Lega, sembra chiaro, gioca ancora a fare opposizione dall’interno della maggioranza e il disappunto del segretario dem Enrico Letta non si è fatto attendere: “Sul Green Pass chiediamo chiarezza, non si può stare nella maggioranza e contemporaneamente nell’opposizione” ha twittato ieri da Siena. Nel frattempo, nonostante i malumori, il Governo Draghi sembra andare verso un’unica direzione: quella dell’estensione dell’obbligo della certificazione verde. Adesso, si pensa al Green Pass obbligatorio anche per dipendenti del settore pubblico, del settore della ristorazione, per chi lavora su treni e aerei e, forse, anche per chi presta servizio in aziende private.

A fronte del quasi certo ampliamento della platea degli “obbligati al Green Pass”, alcune forze politiche assieme alle parti sociali si sono unite sotto un’unica richiesta: quella che i tamponi divengano gratuiti, quindi pagati dallo Stato. Da un lato c’è la Lega, che sostiene la necessità di test gratuiti per alcune categorie e per evitare l’obbligo vaccinale: “Stiamo lavorando per garantire salute, lavoro e libertà agli italiani, insistendo sui tamponi gratuiti soprattutto per minori, disabili, per famiglie con figli che non possono spendere 30 euro a tampone”, ha detto Salvini. Poi c’è il fronte sindacati-Confindustria, entrambi favorevoli a rendere i tamponi gratuiti in caso di estensione dell’obbligo di Green Pass, ma anche consapevoli della problematicità di un simile provvedimento.

Tamponi gratuti: il sì dei sindacati e Confindustria

Tamponi gratuti: il sì dei sindacati e Confindustria

Da tempo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini si oppone all’obbligo di Green Pass per i lavoratori delle aziende: in passato si è già pronunciato, ad esempio, contro la certificazione obbligatoria per accedere alle mense aziendali. Secondo il sindacato, infatti, l’estensione del Green Pass ha tutta l’aria di un’imposizione discriminatoria. Non solo: è considerata un metodo surrettizio utilizzato dal Governo per spingere le persone a vaccinarsi, ma anche, come affermato dal leader Cisl Luigi Sbarra, una misura che potrebbe portare “tensioni, trasformando i luoghi di lavoro in un campo di battaglia”. Anche per questo motivo, l’opinione di Landini, che poi è anche quella di Cisl e Uil, è sempre stata chiara: l’esecutivo dovrebbe avere il coraggio di imporre l’obbligo vaccinale.

L’altra soluzione, non ancora del tutto fuori discussione, è quella di rendere gratuiti i tamponi. Un’opzione vagliata (e condivisa) dalle parti sociali durante l’incontro dello scorso lunedì: Cigl, Cisl e Uil si sono opposte categoricamente all’eventualità che i tamponi pesino sulle casse dei lavoratori, ma anche Confindustria, attraverso il presidente Carlo Bonomi, ha aperto ai tamponi gratuiti ma ha escluso che possano essere le imprese ad accolarsi i costi dei test, specie considerate le spese affrontate finora per sanificazione e misure di sicurezza anti-Covid. Ma il Governo non sembra prendere in considerazione neanche lontanamente tale ipotesi: ad esempio, per gli insegnanti, l’esonero dal pagamento del tampone è riservato ai fragili.

Tamponi gratuiti: perché il Governo non li concederà mai

Ciò che rende impraticabile la strada del tampone gratuito è, più che altro, una constatazione logica: se il Governo punta al 90% di vaccinati per poter riaprire in sicurezza e dire addio al Green Pass, rendere i tamponi gratuiti rappresenterebbe un enorme disincentivo alla vaccinazione. Un lavoratore statale convinto no vax, ad esempio, abbandonerebbe del tutto l’idea di immunizzarsi se ci fosse l’opportunità di fare il tampone gratuitamente e, considerando che la fetta più consistente di non vaccinati è composta da 2 milioni di persone tra i 50 e i 59 anni, sarebbe una mossa poco astuta per il Governo Draghi, che ora punta a far vaccinare gli indecisi.

Tamponi gratuiti: perché il Governo non li concederà mai

La maggioranza, poi, è d’accordo quasi all’unanimità sul fatto che addossare alla collettività il costo dei tamponi dei no vax sarebbe davvero troppo. La Lega è l’unica a volere tale misura, ma il Governo Draghi punta soltanto a estendere il Green Pass, a pagare i tamponi ad alcune (ristrettissime) categorie e ad abbandonare l’ipotesi di obbligo vaccinale, a cui il Premier si era però mostrato favorevole la scorsa settimana. Molto probabilmente, il tentativo di Draghi era quello di alludere all’obbligo di immunizzarsi per tentare di spingere alla vaccinazione gli indecisi, ma la strategia dell’esecutivo adesso è tutta incentrata sull’ampliamento della certificazione verde e sembra escludere vaccinazioni coatte.

Tamponi gratuiti: è davvero giusto pagarli ai no vax?

In ogni caso, quello sulla necessità di tamponi gratuiti è un dibattito che va avanti da tempo. Ad agosto, si era pronunciata in questo senso Simona Malpezzi, la capogruppo Pd al Senato, che aveva appoggiato la decisione del ministro dell’Istruzione Bianchi di non concedere tamponi gratuiti ai no vax presenti nel personale scolastico, affermando che “il Green Pass è indispensabile per far ripartire la scuola in sicurezza, aggirarlo offrendo test gratuiti a chi si sottrae alla vaccinazione in modo irresponsabile avrebbe dato un messaggio sbagliato, indebolendo uno strumento creato per tornare alla normalità”.

Adesso è davvero arrivato il momento di parlare di responsabilità. Quella dell’obbligo vaccinale è un’ipotesi di quasi impossibile attuazione per il Governo. Il Premier Draghi, da parte sua, non esclude di poter aprire ai tamponi gratuiti, ma, come evidenziato, questi sarebbero indirizzati solo ad alcune categorie di persone. Alle restanti, ovvero ai no vax in preda a mille paure, a chi teme che il vaccino sia il male assoluto, a chi si sente vittima di un complotto, va un unico appello: ci sono momenti in cui deve prevalere un senso di responsabilità civile. E quel momento è adesso. Per il resto, c’è l’obbligo di Green Pass.

Leggi anche: Quando sarà tolto l’obbligo di Green Pass? Dietrofront della Lega: ora vuole tamponi gratuiti

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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