mercoledì, Dicembre 8, 2021

La Spigolatrice di Sapri, il caso mediatico: tutte le polemiche in corso

La questione sollevata dalla nuova statua della Spigolatrice di Sapri, nell'omonima città, mira alla sua rimozione perché rappresenterebbe un insulto sessista.

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

In questi giorni sono scoppiate diverse polemiche riguardo alla nuova statua della Spigolatrice di Sapri, inaugurata nell’omonima città alla presenza delle autorità locali e del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che si trovava a Sapri per un tour elettorale.

La prima questione sollevata riguarda l’abito succinto e trasparente, che mettendo in evidenza le forme, fornirebbe un’immagine stereotipata della donna. Per questo la richiesta sarebbe quella di abbattere la statua.

Da qui si è sviluppato il dibattito, tra sostenitori e oppositori. Lo scultore dal canto suo difende la sua opera. Anche il comune di Sapri difende la statua e non ha intenzione di rimuoverla. Ecco le parole dell’assessore al Turismo, Amalia Morabito:

La statua per noi è motivo di orgoglio, la statua della spigolatrice di Sapri, fulcro della nostra storia, che finalmente è posizionata sul lungomare fruibile ai turisti e non solo, ha riqualificato una importante area urbana del nostro paese.

Spigolatrice di Sapri: l’evento che ispirò la poesia

spigolatrice di sapri_polemiche

La scultura della Spigolatrice di Sapri nasce per celebrare un episodio realmente accaduto: la spedizione fallita di Carlo Pisacane a Sapri, e si rifà alla poesia di Luigi Mercantini, la cui protagonista è una spigolatrice intenta a raccogliere le spighe di grano dopo la mietitura. Presente all’arrivo di Pisacane se ne innamora e sostiene il gruppo dei 300 rivoluzionari fino ad assistere al loro massacro da parte delle truppe borboniche.

Eran trecento, eran giovani e forti,/e sono morti!/Me ne andava al mattino a spigolare/quando ho visto una barca in mezzo al mare:/era una barca che andava a vapore,/e alzava una bandiera tricolore: questi alcuni celebri versi della poesia di Mercantini che un tempo veniva insegnata anche a scuola.

L’evento storico risale a fine giugno del 1857 quando il patriota Carlo Pisacane e un gruppo di mazziniani organizzò una spedizione, che si rivelò un fallimento, per innescare nel Regno delle Due Sicilie una rivoluzione antiborbonica, passando anche per Sapri.

Spigolatrice di Sapri, Boldrini: “La statua è un’offesa alle donne”

Per alcune donne della politica la statua rappresenterebbe un’insulto sessista e per questo motivo andrebbe rimossa. La deputata del Pd, Laura Boldrini ha scritto così su Twitter:

È un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare.

Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia.

Dello stesso avviso la collega di partito, Monica Cirinnà:

Uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati.

Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa!

Anche l’ex senatrice di Forza Italia Manuela Repetti appoggia il pensiero di Boldrini e Cirinnà. Intervistata dall’Huffington post, ha parlato di “schiaffo sessista”.

Spigolatrice di Sapri, lo scultore: “Sono amante del corpo umano e mi piace lavorarci”

Dal punto di vista artistico, lo scultore autodidatta di Moio della Civitella, Emanuele Stifano, difende la sua opera e scrive così su Facebook:

Se fosse stato per me avrei fatto una figura completamente nuda, lo stesso vale per il Palinuro di qualche anno fa e per le statue che farò in futuro, semplicemente perché sono amante del corpo umano in generale e mi piace lavorarci.

Penso comunque che sia inutile dare spiegazioni a chi vuole assolutamente vederci depravazioni o cose varie.

Leggi anche: La cancel culture contro la statua di Marilyn con la gonna al vento: è un’immagine sessista, va abbattuta

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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