lunedì, Marzo 8, 2021

Sindemia, il volto silenzioso del Covid: 1 milione di nuovi casi di disagio mentale

La sindemia è l'altra pandemia silenziosa che ci sta colpendo. La paura del contagio, della disoccupazione, del futuro ha creato 1 milione di nuovi disagi mentali.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Si chiama sindemia ed è l’altra pandemia che si sta silenziosamente appropriando delle nostre vite durante quella del Covid. La paura del contagio, la paura della morte dei nostri cari, la disoccupazione, la crisi economica. Tutto questo ha un nome. Si chiama sindemia e sta creando 1 milione di nuovi casi di disagio mentale. Emerge dal XXII congresso nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia.

La sindemia portata dal Covid

La sindemia, dopo un anno dall’inizio della pandemia da coronavirus, si sta facendo sentire sempre di più. L’epidemia non è più soltanto sanitaria ma ha ripercussioni in tutti campi: economico, emotivo e culturale. Tutto questo sta creando molteplici disagi psichici.

Metà delle persone contagiate dal Covid manifesta disturbi psichiatrici con un’incidenza del 42% di ansia o insonnia, del 28% di disturbo post-traumatico da stress e del 20% di disturbo ossessivo-compulsivo. Il 32% sviluppa sintomi depressivi.

La sindemia da Covid-19 tocca anche chi non è stato contagiato ma ha avuto familiari o conoscenti contagiati o deceduti a causa del Covid.

Anche la crisi economica inevitabilmente generata dai lockdown diffusi per contrastare il contagio da coronavirus incrementa a sua volta il disagio mentale in tutta la popolazione. Il rischio di depressione raddoppia in chi ha un reddito inferiore ai 15.000 euro all’anno e triplica in chi è disoccupato.

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Sindemia, chi colpisce di più

Sindemia

La sindemia colpisce soprattutto donne, anziani e giovani. Gli anziani in quanto categoria più a rischio, in alcuni casi sono fragili e soli, e chiusi in casa da ormai un anno per evitare il contagio.

I giovani hanno visto modificarsi totalmente la loro vita. Da un anno la loro socialità è diventata nulla. Niente scuola, niente uscite con gli amici, niente locali. Oltre all’impatto sociale, nella vita dei giovani è particolarmente preoccupante quello sul futuro lavorativo. Coloro che stanno terminando l’università subiranno gli effetti della crisi sull’occupazione.

Ad alto depressione soprattutto le donne che stanno sopportando il carico del lavoro in smart working e la cura di tutta la famiglia durante il lockdown.

Sindemia, le cure

Sindemia cure.

Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e direttore del Dipartimento Neuroscienze e Salute Mentale ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, ha dichiarato che ci troviamo di fronte a una sindemia senza precedenti:

Al contrario di quanto è accaduto nei primi mesi di pandemia, quando le visite e le prestazioni sanitarie nei Centri di salute mentale si sono ridotte, occorre puntare a rafforzare i servizi ed è indispensabile essere più vicini possibile ai cittadini. A partire dai medici di famiglia che possono intercettare per primi il disagio inviando poi i pazienti dallo specialista.

Gli fa eco Matteo Balestrieri, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e professore ordinario di Psichiatria all’Università di Udine:

I farmaci, se necessari, devono essere sempre prescritti dal medico specialista, che poi deve gestire le cure assieme al medico di famiglia. Il fai da te, che temiamo sia adottato da molti in un momento difficile come quello attuale, rischia di non risolvere i problemi e di esporre anche a rischi per la salute.

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Silvia Aldi
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Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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