martedì, Aprile 20, 2021

Silvestri: “Il virus se ne sta andando, ma non è ancora K.O.”

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Una pillola di ottimismo arriva dal virologo Guido Silvestri, professore a capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta, Stati Uniti, e direttore della Divisione di Microbiologia ed Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center. Sulla sua pagina social scrive:

È il VENTISETTESIMO giorno di fila in cui cala il numero dei ricoveri in terapia intensiva per COVID-19 in Italia. Il virus se ne sta andando, a passo veloce, e noi lo accompagniamo volentieri alla porta.

Un calo del 21.3% in due giorni

Con un post sulla sua rubrica ‘Pillole di ottimismo, l’ottimismo che viene dalla conoscenza’, Silvestri commenta i numeri ufficiali rilasciati dalla Protezione civile in data 9 maggio 2020. Un trend positivo che il virologo condivide con entusiasmo. Scrive:

Carissimi, perdonatemi ma questa notizia volevo proprio farvela vedere. Cala il numero dei ricoveri in terapia intensiva da 1168 a 1034, quindi di 134 unità. Siamo ormai a circa un quarto del picco di alcune settimane fa con 4.068 ricoveri. Ma è l’entità del calo che impressiona: 21.3% nel giro di due giorni. Insomma: le terapie intensive si stanno davvero svuotando. Il virus se ne sta andando, a passo veloce, e noi lo accompagniamo volentieri alla porta.

ricoveri TI
Andamento dei ricoveri in Terapia Intensiva per Covid19 in Italia.
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Il virus sta diventando più buono, sì o no?

Il virologo è scettico sulle previsioni. Covid19 può cambiare repentinamente le carte in tavola. Ci sono più scenari possibili, perciò non bisogna abbassare la guardia. E infine, Silvestri accenna una battuta sulle polemiche scatenatesi in questi giorni tra esperti.

Concentriamoci sul vero nemico, SARS-CoV-2, che è alle corde ma non ancora K.O. È chiaro che la malattia sembra meno grave di alcune settimane fa. Potrebbe essere il caldo, che causa infezioni con inoculo virale più basso. E/o la nostra migliorata capacità di trattare la malattia. E/o il virus che si “adatta” al nuovo ospite riducendo la patogenesi, un fenomeno ben noto a chiunque conosce la virologia.

Leggi anche: Covid19, le autopsie aiutano i medici a capire come il virus uccide di Elza Coculo  

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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