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Shopping 2.0: Tooso rivoluziona l’ecommerce con l’intelligenza artificiale

L’idea di tre ragazzi italiani per ottimizzare le ricerche e migliorare l’esperienza dell’utente nel fare acquisti online.

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Il mondo dell’e-commerce cresce ogni anno di più, attraendo sia nuovi utenti, sia imprese emergenti grazie alla retorica del minimo sforzo e della massima resa. Per chi acquista ci sono tanti vantaggi, dal poterlo fare comodamente da casa, alla ricerca personalizzata di un determinato prodotto su misura per le proprie esigenze. Per chi vende, invece, c’è la riduzione dei costi associati al negozio fisico, insieme alla possibilità di ampliare su larga scala la vendita del prodotto. Insomma, una rivoluzione che mette tutti d’accordo e che dà sempre nuova linfa a colossi del calibro di Amazon. Tuttavia, ci sono ancora diverse pecche riscontrate nei siti di e-commerce, soprattutto quando si parla di ricerca interna, spesso poco intuitiva e scomoda per l’utente. Alcuni esempi di criticità in tal senso sono il voler acquistare un certo capo di abbigliamento, ma ricevere proposte correlate dal sito non attinenti alla ricerca fatta, oppure la poca flessibilità nell’inserire e modificare in corso d’opera filtri come fascia di prezzo, colore, marca. Da questi limiti nasce l’opportunità per creare una soluzione per migliorare lo shopping 2.0. Parliamo di Tooso, una startup italiana che vuole rivoluzionare l’esperienza dell’acquisto online grazie ad un algoritmo e all’intelligenza artificiale.

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Come funziona Tooso

I fondatori di Tooso sono partiti in tre, dalla facoltà di filosofia del San Raffaele, dove si sono conosciuti. Dopo l’università si sono separati per percorrere strade diverse: Jacopo Tagliabue si è specializzato nell’informatica e nella data science, Ciro Greco nelle neuroscienze per poi darsi alla linguistica e Mattia Pavoni ha lavorato nell’e-commerce in varie città. Successivamente le loro strade si sono volutamente rincontrate per dar vita all’innovativo motore di ricerca che mira a migliorare l’esperienza di acquisto 2.0. I tre amici, quindi, unendo le loro competenze acquisite negli anni, hanno creato un algoritmo che risolve il principale difetto delle piattaforme di e-commerce: la ricerca.

Tooso è un sistema che può essere definito come democratico, dal momento che rende accessibile a tutti la tecnologia dell’intelligenza artificiale. Il software, semplice da installare, sfrutta le basi sintattico-semantiche del linguaggio per “capire” la domanda posta dall’utente, analizzare e interpretare la query, per fornire un risultato il più preciso possibile. Rispetto ad altri software, Tooso è in grado di capire il significato di ricerche anche complesse, andando oltre il tradizionale approccio a keyword. 

Il sistema, inoltre, si migliora costantemente poiché in grado di “imparare”. Attraverso la tecnologia machine learning, Tooso osserva i comportamenti di navigazione dell’utente per accontentare la richiesta e prevedere ciò che potrebbe interessargli in futuro. L’esperienza di ricerca per l’acquirente diventa così molto più confortevole: il motore di ricerca non solo corregge gli errori di digitazione e suggerisce i termini più appropriati per fare una ricerca più accurata, ma fornisce anche risultati personalizzati. Da qui il nome Tooso, che in giapponese significa tracciare una linea per unire due punti. A proposito dei vantaggi del sistema, Ciro Greco spiega in un’intervista al Corriere della Sera:

“Il machine learning permette sia la personalizzazione dell’esperienza dell’utente sia una raccolta dati migliore per l’azienda”.

Il software, infatti, dispone nel suo backend di una funzione di analytics utile ai commercianti che vogliono visualizzare e analizzare il comportamento degli utenti sul loro sito.

Dall’Italia agli Stati Uniti, prossima destinazione New York

Tooso e l’acquisizione da parte di Coveo.

Tra i primi clienti conquistati da Tooso c’è Df Sport Specialist. Poi si aggiungono anche Liu Jo e Leroy Merlin Italia. L’attrattività del sistema innovativo sta nel suo algoritmo che, basandosi su strutture sintattiche comuni ai diversi idiomi, può essere applicato a diverse lingue. Raccolti 110mila dollari di finanziamenti nel 2017 e dopo esser stati selezionati da uno dei migliori incubatori di startup statunitensi, Alchemist Accelerator, la startup Tooso ha già avuto successo nella Silicon Valley e si è aperta a nuovi orizzonti.

“Noi abbiamo fatto un gioco di trincea in un contesto dove gli investitori spesso decidono in base alle prime impressioni e dove il tasso di mortalità delle startup è altissimo, influenzato da fattori esterni” – spiega Ciro Greco.

La tenacia e la validità del progetto hanno portato ad un’acquisizione dello stesso, ambito da più players, da parte di Coveo, una multinazionale canadese leader nel settore dei sistemi di ricerca. Questa azienda non solo acquisisce la startup, ma chiama a sé il team, per coordinare l’implementazione del sistema, prima per il commerce interno e poi anche per la parte consumer. Alcuni clienti sono rimasti fedeli anche dopo l’acquisizione, negli anni si sono aggiunti anche nomi come MaxiSport, Canali e Thun, altri verranno in contatto con l’innovativa piattaforma italiana proprio grazie a questo inglobamento da parte della multinazionale, si tratta di colossi come SalesForce e Dell. La prossima tappa di Tooso, dopo Milano e San Francisco, sarà New York, città dove si trasferiranno presto i loro uffici.

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di Federica Tuseo

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