venerdì, Dicembre 4, 2020

Scuola steineriana, 8 vantaggi e svantaggi dell’approccio pedagogico

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, 33 anni, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

La scuola steineriana, chiamata anche scuola Waldorf o pedagogia steineriana, è un sistema scolastico privato basato sull’antroposofia, una filosofia che insiste sull’importanza dell’arte, dell’immaginazione e dell’attività manuale come accompagnamento alle discipline tradizionali.

La scelta dell’indirizzo pedagogico migliore per i propri figli non è sempre facile: tra scuole pubbliche, private, musicali, montessoriane, salesiane, steineriane bisogna focalizzare l’attenzione sulle esigenze dei bambini e comprenderne sin da subito le naturali inclinazioni.

La storia del metodo

Nel 1919 Emil Molt, il proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria di Suttgart, in Germania, conobbe Rudolph Steiner, pedagogista, scrittore e filosofo in visita all’industria.

Era un periodo molto difficile per la Germania, reduce dalla sconfitta della Prima Guerra Mondiale, e in forte recessione. Molt propose a Steiner di occuparsi dei bambini degli operai che dovevano rimettere in sesto la fabbrica e fu così che il pedagogista creò la prima scuola steineriana, che chiamò Waldorf School.

Da allora il metodo steineriano si è diffuso poco a poco in tutto il mondo, tanto che ad oggi si contano circa 3000 scuole o centri di apprendimento steineriani.

L’antroposofia di Steiner

Nato nel 1861 in Austria, Rudolph Steiner coniò un nuovo metodo di pensiero, una vera e propria filosofia spirituale volta a svelare e far proprio il principio comune che sottende a tutta l’umanità.

L’antroposofia, la conoscenza dell’essere umano, unisce l’aspetto scientifico alla dimensione spirituale. Steiner la definì come una “filosofia della libertà”, e vi mise al centro l’essere umano romantico di Goethe, composto da due anime, una naturale e l’altra soprannaturale.

L’obiettivo dell’antroposofia è quello di superare la distinzione tra mondo interiore e mondo sensibile, attraverso l’esperienza diretta e lo sviluppo di una coscienza collettiva.

I principi di base della scuola steineriana

Rudolf Steiner, il fondatore del metodo Waldorf, inventò all’inizio degli anni Venti del Novecento un nuovo approccio pedagogico che però lui stesso non definì tale:

L’educazione Waldorf non è un sistema pedagogico, ma un’arte: l’arte di risvegliare ciò che esiste già, assopito, nell’animo umano.

Da quest’affermazione si evince già come al centro dell’attenzione della scuola steineriana ci sia una visione olistica del bambino e dell’essere umano.

Imparare ad imparare

L’antroposofia steineriana si potrebbe riassumere nel principio di “imparare ad imparare”, ovvero la capacità di sviluppare un senso critico nei confronti del mondo e di se stessi e di applicarlo per tutta la vita in ogni ambito del quotidiano.

Le tre componenti dell’essere umano

Per educare un bambino, Steiner si convinse che fosse necessario comprendere le tre componenti fondamentali che lo animano: corpo, anima e spirito.

Questi tre step ricalcano d’altronde le fasi della crescita che preludono alla fase adulta, ma anche le fasi della storia umana.

L’insegnante steineriano dovrà dunque far in modo di nutrire l’essenza di ogni bambino, individualmente e indipendentemente dal suo aspetto esteriore.

Il bambino dovrà maturare un’autocoscienza di sé all’interno di un gruppo non diviso per razza, nazione o etnia, ma che anzi lo faccia sentire un cittadino del mondo.

Secondo il metodo Steiner, dunque, anche l’insegnamento dovrà stimolare e sviluppare in concomitanza con le età fisiologiche del bambino i 3 stadi dell’apprendimento:

  • cognitivo-intellettuale
  • creativo-artistico
  • pratico-artigianale

Organizzazione della scuola steineriana

A differenza dei normali cicli di educazione dell’infanzia, composti da 3 anni di asilo, 5 anni di scuola primaria e 3 anni di scuola media, la scuola steineriana prevede solo due macro corsi didattici.

Il primo settennio, ossia la scuola prima dei sette anni, copre grossomodo la scuola dell’infanzia, mentre il secondo settennio interessa i bambini dai sette anni in su, fino all’equivalente scuola media.

Orari

Gli orari delle scuole steineriane permettono, nella fascia della scuola di infanzia, una flessibilità maggiore rispetto agli orari di entrata, tipicamente fino alle 9.00, per rispettare i ritmi circadiani dei bambini.

Viceversa il secondo ciclo – elementari e medie – seguono l’orario canonico delle scuole pubbliche.

Inoltre i corsi e le lezioni si protraggono sino al pomeriggio, in modo da fortificare il senso di appartenenza a una comunità da una parte e la condivisione dei pasti dall’altra.

Le mense steineriane sono improntate alla scelta di prodotti biologici e selezionati, sempre per insegnare l’alimentazione corretta e bilanciata fin da bambini.

L’esperienza al primo posto

La letteratura, i miti, la scrittura ma anche il teatro, la danza, la poesia, secondo Steiner, per essere capiti devono essere esperiti.

Solo attraverso l’esperienza gli alunni potranno coltivare il loro spirito critico, la loro sfera emotiva, il loro apprendimento intellettuale.

Libri di testo e tecnologia

Nelle scuole steineriane i libri di testo e i programmi sono studiati in base all’evoluzione fisica e psichica, privilegiando uno sviluppo graduale che ricalchi quello delle facoltà del bambino.

In questo modo si permette al bambino di esprimersi liberamente, senza dover correre dietro al programma dettagliato, che spesso va al di là delle sue capacità.

Le nozioni sono spiegate e imparate attraverso attività manuali o narrative, in cui c’è sempre la possibilità di aprire un dibattito e approfondire le tematiche toccate.

Allo stesso modo, tutti i dispositivi elettronici sono banditi fino a una certa età, in modo da non contaminare e non influire sulla libertà di pensiero dei piccoli. Lo scopo è quello di sviluppare le capacità insite già nell’essere umano, stimolando anche quelle sopite dalla società quotidiana.

Si riscopre così l’importanza, oltre dei 5 sensi, anche della parola, del movimento, dell’equilibrio, della connessione tra persone e tra persone e natura.

Il primo ciclo: il bambino al centro del mondo

Le prime nozioni che un bambino deve apprendere secondo la scuola Waldorf sono legate alla sfera domestica e a quella artistica. Nei primi sette anni di vita il bambino deve prendere consapevolezza di se stesso in qualità di individuo e imparare a vivere in armonia con l’esterno.

Solo dopo questa presa di coscienza potrà cominciare ad apprendere nel senso scolastico del termine. Motivo per cui il primo settennio non impone tappe da raggiungere al bambino, che viene invece incentivato ad assecondare le sue naturali inclinazioni.

L’atmosfera da fiaba

I bambini più piccoli sono accolti da un’atmosfera ovattata, in modo da rendere il più possibile piacevole la loro permanenza a scuola. L’ambiente è confortevole e ricorda da vicino le mura di casa, con tinte pastello alle pareti e giocattoli estremamente semplici, preferibilmente in legno.

Gli insegnanti li incoraggiano a esprimersi attraverso attività sia di emulazione dei grandi, come svolgere le faccende domestiche, sia di espressione artistica e artigianale.

Sono incentivati a seguire ciclicamente diverse attività che spaziano dal canto, alla pittura, al disegno. L’insegnante, solitamente unico per tutta la durata del settennio, propone attività di manipolazione, di euritmia, ma anche di giardinaggio e di cura dell’ambiente in cui si vive.

I giochi fatti in casa

In questa prima fase il ruolo della famiglia e del rapporto casa-scuola è centrale e assiduo. Sono le famiglie stesse che aiutano a creare l’ambiente di gioco e contribuiscono alla costruzione dei giocattoli a disposizione, ricavandoli rigorosamente da materiali naturali.

Un esempio classico dei giochi utilizzati dalla scuola steineriana sono le bambole Waldorf: spesso non hanno connotazioni riconoscibili, né volti definiti, in modo che il bambino possa proiettare sulla bambola se stesso o qualsiasi cosa voglia vederci, senza imposizioni esterne.

Lo sviluppo e la crescita individuale all’interno della sfera sociale

Sebbene possa sembrare di primo impatto che gli insegnamenti della scuola steineriana siano diversi da quelli delle scuole pubbliche, in realtà bisogna concentrarsi sulla metodologia pedagogica per capirne la vera essenza.

La scuola Waldorf incentiva uno sviluppo individuale nel rispetto della collettività, ossia dove l’attività del singolo deve ed è inserita in un lavoro sociale.

Il bambino steineriano dunque è portato a concentrarsi su di sé ma in funzione dell’altro, per migliorare la collettività singolarmente e, allo stesso tempo, insieme.

La costruzione del pensiero positivo

Sono questi primi anni quelli fondamentali per costruire il buon carattere dei giovani di domani: la scuola steineriana mira a incanalare tutte le emozioni dei bambini in qualità morali utili per il loro futuro.

Ecco perché la fantasia, la volontà di fare, lo spirito di osservazione e di gioco sono fortemente incentivati.

Leggere e scrivere diventano attività correlate, sì, ma non strutturare come siamo soliti pensare.

In prima i bambini concepiscono la forma delle lettere, scrivono di fatto senza ancora sapere, intellettualmente, leggere. Eppure in seconda, quando l’insegnamento si concentra sulla lettura vera e propria, l’attività svolta fino ad allora permette di “scoprire” di padroneggiare già lo strumento-lettera e, quindi, di saper leggere.

Il secondo ciclo: l’esplorazione del mondo

Le classi dalla I all’VIII del secondo ciclo steineriano sono tenute da un mentore, un insegnante di riferimento, coadiuvato da una serie di altre figure per insegnamenti specifici.

La seconda parte della didattica steineriana si incentra sullo sviluppo della coscienza del mondo da parte del bambino-adolescente.

L’esperienza del bello

Il miglior modo per insegnare qualcosa ai bambini, secondo Steiner, è appassionarli, sfruttando la loro innata gioia di vivere.

Ed è questo entusiasmo che viene “imbrigliato” nel metodo Steiner, e che porta l’immaginazione a essere fondamento del pensiero logico che si fortifica appena il bambino prende coscienza dell’altro da sé.

L’arte, l’immagine, il ritmo, il bello in generale guidano i primi tre anni del secondo settennio.

Gli insegnamenti del secondo ciclo

Oltre agli insegnamenti classici della matematica, dell’italiano e delle lingue, le classi steineriane sono molto variegate rispetto ai classici insegnamenti statali: scienze, chimica, astronomia, nutrizione sono inserite nei programmi del secondo ciclo.

Così la storia più che essere insegnata con date e battaglie, viene raccontata attraverso i miti delle popolazioni antiche, le leggende delle culture orientali, i ritrovamenti delle civiltà sepolte. Questo approccio permette di “entrare” nel vivo delle vicende storiche, alleggerendo da una parte il carico nozionistico fine a se stesso, ma garantendo allo stesso tempo la comprensione e lo studio della storia.

La memoria, infatti, si sviluppa intorno ai 9-10 anni, momento in cui ad esempio anche nelle scuole steineriane si comincia a interrogare, ordinando le nozioni assimilate nel corso degli anni precedenti.

Le scienze, come l’antropologia, la botanica, la fisica e la geologia, sono studiate attraverso esperimenti in laboratorio, visite ai musei, partecipazione a manifestazioni dedicate, oltre alle lezioni e agli approfondimenti in classe.

Anche la geografia si basa più che sui confini e sulle produzioni locali sull’osservazione della natura circostante. Gli alunni steineriani sono accompagnati in molte gite alla scoperta del territorio.

La fiducia in se stessi

Imparando dalle mani e dagli occhi, gli alunni steineriani elaborano capacità logiche e pensiero critico prima ancora di rendersene conto.

Tutto questo porta ad avere maggiore fiducia in se stessi e soprattutto sete di conoscenza, gioia di apprendere, fame di approfondire.

Con le parole di Steiner:

Il metodo della scuola Steiner Waldorf cerca di adattare il piano di studi ai principi di sviluppo secondo le diverse età. Fino ai nove anni è necessario parlare delle cose del mondo, di piante e animali, di monti e fiumi come nelle fiabe, appellandosi di preferenza alla fantasia del bambino, con lo stesso linguaggio che egli conosce già in se stesso. Quando raggiunge i nove e i dieci anni, lo conduciamo alla botanica che fa parte del cosiddetto intelletto mobile, vivente e alla zoologia che conduce al rafforzamento della volontà.

Le attività collaterali

Le scuole Waldorf organizzano una serie di attività parascolastiche per adulti e ragazzi, con gli stessi identici principi educativi.

Lezioni di musica, laboratori di falegnameria, di giardinaggio, di decoupage, ma anche di ricamo e cucito integrano le lezioni della mattina, sviluppando la manualità degli studenti.

I licei steineriani

Non sono moltissime le scuole che offrono al termine dei due cicli una formazione liceale. Tuttavia anche questa, quando presente, si basa sul principio dell’autoeducazione dell’alunno, che deciderà per conto suo quale orientamento prediligere.

Ogni materia non è a se stante, ma integrata con le altre: matematica e arte insieme, fisica e conoscenze pratiche e così via.

La scuola steineriana in Italia

In Italia sono attive circa una sessantina scuole Walford dell’infanzia,  di cui 4 asili nido, 30 scuole del primo ciclo e 2 scuole superiori, per un totale di quasi 4000 studenti e 500 insegnanti.

Ecco le principali scuole da nord a sud, con indicazioni di massima.

  • Scuola steineriana Torino: l’associazione Chicco di grano di Torino comprende i due settenni scolatici della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
  • Scuola steineriana Milano: è qui che venne fondata alla fine degli anni Quaranta, nel 1946, la prima scuola steineriana in Italia. Oggi è diventata una onlus e comprende una scuola dell’infanzia per bambini tra i 3 e i 6 anni, una primaria, una secondaria, un Liceo Scientifico, un istituto d’arte e un Seminario triennale di Pedagogia Steineriana per gli insegnanti.
  • Scuola steineriana Padova: nel capoluogo di provincia veneto la Scuola Waldorf di Padova si fa promotrice degli insegnamenti steineriani, per bambini e ragazzi fino alle medie.
  • Scuola steineriana Bologna: l’Associazione per la Pedagogia Steineriana di Bologna ha fondato nel 1992 la scuola steineriana intitolata a Maria Garagnani, che educa i ragazzi fino al secondo ciclo di studi.
  • Scuola steineriana Firenze: nel capoluogo toscano è presente la Scuola Waldorf Firenze con insegnamenti che seguono i ragazzi fino al liceo compreso.
  • Scuola steineriana Roma: la Scuola Rudolf Steiner “Giardino dei Cedri” è l’unico centro steineriano della capitale. Si trova nel quadrante nordovest della città e accoglie i primi due cicli di scuola steineriana.
  • Scuola steineriana Palermo: la Libera Scuola Waldorf Palermo segue i bambini dai 3 ai 14 anni di età con entrambi i settenni.

Scuola Steiner e Scuola Montessori: le principali differenze

Spesso queste due correnti pedagogiche sono accomunate e confuse dati alcuni principi di base condivisi.

Alla base delle due metodologie infatti c’è la volontà di lasciare al bambino la possibilità di esprimere la sua personalità nel modo più libero, spontaneo e naturale possibile.

Tuttavia il metodo Steiner prevede una partecipazione del bambino più attiva, come per esempio nella creazione di giocattoli inventati dalla sua stessa immaginazione.

Il metodo Montessori invece fornisce degli strumenti di logica e di deduzione attraverso il gioco, sotto forma di divertimento intelligente.

Un’altra grande differenza risiede nella composizione delle classi: se per Steiner il parametro dell’età è vincolante alla classe di appartenenza dell’alunno, il metodo Montessori prevede classi miste, così che a seconda dell’eventuale precocità del bambino possa trovare più facilmente termini di confronto e di crescita.

Infine le due concezioni divergono su un punto nodale dell’apprendimento: i montessoriani imparano a leggere e a scrivere prima degli steineriani, creando una cesura sostanziale tra i due sistemi.

Scuola steineriana retta mensile

Quanto costa la scuola Waldorf? La retta dipende, in Italia, in prima istanza dall’ISEE. Questo perché le scuole Waldorf si sostengono principalmente con i fondi pubblici per la Scuola dell’Infanzia, parificata a livello nazionale, ma per il resto contano soprattutto sui contributi dei genitori e sulle donazioni dei sostenitori.

L’importo mensile, dunque, a seconda del reddito e dalla regione può variare tra i 250€ ai 350€ per la Scuola dell’Infanzia. Per la scuola primaria e secondaria i costi si aggirano tra i 250€ mensili e i 475€.

Esistono tuttavia dei programmi di sostentamento per persone in diccicoltà, supportate dalla scuola.

Scuola steineriana, 8 punti pro

  • I bambini vivono i primi anni di vita in un ambiente protetto e tutelato, lontano dagli stress che impone la frenesia moderna, in gruppi non molto numerosi. Il motivo di questa scelta è di temprare lo spirito dei bambini per prepararli alla vita nel mondo reale con le loro facoltà ben sviluppate e nutrite.
  • Gli alunni hanno maggiori probabilità di intuire fin da piccoli quali siano le strade e i percorsi a loro più confacenti, sviluppando autostima, autoconsapevolezza e self-control.
  • La relazione scuola-famiglia coinvolge attivamente i genitori nella vita dei bambini, creando le basi di un rapporto più sano anche a casa.
  • Sono privilegiate le lingue straniere sin dai primissimi anni di scuola, perché l’impulso all’imitazione aiuta i bambini ad apprendere più velocemente e senza fatica altri idiomi.
  • La scuola insegna loro ad avere per prima cosa rispetto per se stessi e per gli altri, ponendo al centro dell’attenzione anche tematiche ambientali, ecologiche e di vita collettiva.
  • Gli studenti tra i 7 e i 14 anni non hanno l’ansia dei voti perché la scuola non li prevede: questo permette loro di vivere più serenamente e affrontare i problemi con più energia e voglia di fare.
  • È stato dimostrato che gli studenti steineriani siano in grado di integrare più facilmente nozioni diverse, sviluppando un pensiero trasversale brillante.
  • La manualità acquisita durante il percorso scolastico apre nuove strade all’indomani della ricerca del lavoro.

Scuola steineriana critiche contro l’approccio: 8 punti contro

Nonostante i nobili propositi dell’educazione steineriana, molte sono le critiche mosse contro le modalità di apprendimento. Ecco una lista delle obiezioni avanzate dai detrattori del metodo Steiner:

  • Il totale abbandono della tecnologia, tv, pc, tablet, e smartphone sono infatti vietati fino a una certa età dello stadio evolutivo della psiche del bambino, crea un gap digitale che nelle generazioni di oggi diventa difficilissimo colmare, a fronte dell’introduzione in tutte le altre scuole di materie come programmazione, coding etc.
  • Il principio dell’ “ogni cosa a suo tempo” rischia di portare il bambino a impigrirsi e a non essere in grado di leggere fluentemente all’età di 9 o 10 anni, in ritardo rispetto ai suoi coetanei.
  • Alcuni bambini hanno una predisposizione più spiccata a seguire le materie in modo “classico”, cosa che viene disincentivata nella scuola steineriana. Per esempio, il fatto di imparare a leggere solo dopo i 7 anni, non necessariamente rispecchia la necessità di alcuni bambini che, spontaneamente, anche molto piccoli, sono incuriositi dalle lettere e sviluppano precocemente la capacità di lettura.
  • Il passaggio dalla scuola steineriana a una pubblica evidenzia la differente concezione dell’apprendimento. In generale si registra una difficoltà maggiore dell’adolescente nel mettersi in pari con i programmi statali, più approfonditi a livello nozionistico.
  • L’avere come riferimento un’unica persona per così tanto tempo, il maestro, può essere visto in modo positivo o negativo a seconda delle esperienze individuali.
  • Tutta l’impostazione steineriana è pervasa da una sorta di misticismo, dovuto alla filosofia promossa da Steiner che, anche se non ha a che fare con la religione, tende a creare una sorta di “setta” tra i frequentanti delle classi. Tuttavia bisogna valutare la reale condizione dei bambini che, seguendo una metodologia diversa di apprendimento, sono necessariamente visti come “diversi” anche se vengono incentivati e portati a integrarsi nella società contemporanea.
  • La scuola steineriana privilegia la libertà di scelta di cura, non incentivando la vaccinazione e la medicina chimica, prediligendo forme di autodifesa immunitaria legate al rapporto con la natura.
  • Le più feroci critiche sono state mosse negli anni, ingiustamente, contro il fondatore della scuola Waldorf, accusato di razzismo e nazismo. In realtà le scuole steineriane durante il periodo nazista furono chiuse e il suo centro di studi dato alle fiamme.

Leggi anche: Favara: è nata la prima scuola politica per le leader di domani

Enrica Vigliano
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