venerdì, Maggio 20, 2022

Francia: sciopero insegnanti contro la gestione Covid della scuola

In Francia migliaia di insegnanti hanno scioperato per la caotica strategia Covid per la gestione delle scuole da parte del governo.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Sciopero insegnanti in Francia. Decine di migliaia di insegnanti francesi hanno abbandonato il lavoro nella giornata di ieri a causa di quella che, secondo loro, è l’incapacità del governo di adottare una politica coerente per le scuole col fine gestire la pandemia e proteggere gli alunni e il personale dall’infezione.

Sciopero insegnanti in Francia contro il protocollo scolastico governativo

Sciopero insegnanti in Francia contro il protocollo scolastico governativo

Sciopero insegnanti ma non solo, anche genitori e amministratori scolastici hanno lottato per affrontare la pandemia e la svolta del governo sulle regole per gestire la scuola. Nuovi requisiti di test sono stati annunciati alla vigilia del ritorno dalle vacanze di Natale e da allora sono cambiati due volte.

“Avevamo raggiunto un tale livello di esasperazione, stanchezza e rabbia che non avevamo altra scelta che organizzare uno sciopero per inviare un messaggio forte al governo” – ha affermato Elisabeth Allain-Moreno, segretario nazionale della SE- Unione degli insegnanti dell’UNSA.

Giovedì mattina le scuole a Parigi e nel resto del paese transalpino hanno offerto un quadro contrastante, con alcune completamente chiuse a causa dello sciopero insegnanti, alcune parzialmente aperte e altre funzionanti normalmente. Alcuni erano aperti solo ai figli degli operatori sanitari.

Mirlene Pouvin, una mamma il cui figlio è in una scuola superiore dove alcuni insegnanti erano in sciopero e altri presenti, ha detto di essere solidale con coloro che hanno abbandonato il lavoro:

Li capisco, perché il protocollo è impossibile da applicare, sia nelle scuole che negli ospedali. Non nutro rancore nei loro confronti.

I sindacati hanno affermato di aspettarsi la chiusura giornaliera di molte scuole e un gran numero di insegnanti, allo sciopero insegnanti secondo i sindacati avrebbero preso parte insegnanti per il 75% nelle scuole primarie e il 62% nelle scuole superiori. Allo sciopero insegnanti si sono uniti anche i sindacati che rappresentano i direttori scolastici, gli ispettori e altro personale.

Il ministero dell’Istruzione ha fornito cifre molto più basse, affermando che c’era una media del 38,5% di insegnanti in sciopero nelle scuole primarie e poco meno del 24% nelle scuole superiori.

Il governo, dopo aver invertito una precedente politica di chiusura rapida delle classi con casi positivi di coronavirus, ha mantenuto la sua politica di mantenere le lezioni il più possibile attive, affermando che un certo grado di complicazione è il prezzo da pagare.

“So che è dura, ma uno sciopero non risolve i problemi” ha detto a BFM TV il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer.

Le infezioni sono aumentate nelle scuole poiché la Francia ha stabilito record con quasi 370.000 nuovi casi giornalieri . I casi positivi possono comportare l’invio di dozzine di alunni e personale a laboratori e farmacie per i test.

“L’esaurimento e l’esasperazione dell’intera comunità educativa hanno raggiunto un livello senza precedenti”, afferma una dichiarazione congiunta di 11 sindacati – “La responsabilità del ministro e del governo in questa situazione caotica è totale a causa dei continui cambi di posizione, dei protocolli impraticabili e della mancanza di strumenti adeguati per garantire (le scuole) il corretto funzionamento”.

Leggi anche: Scuola, le nuove regole: Dad e quarantena per medie e superiori con 4 casi

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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