martedì, Maggio 11, 2021

Salvini diserta il processo per vilipendio, il giudice: “Assenza ingiustificata”

Matteo Salvini diserta per la terza volta il processo per vilipendio a causa di "impegni istituzionali" ma il giudice dispone la prosecuzione dell'udienza. Salvini è un componente del Senato, non della Camera.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Matteo Salvini diserta il processo per vilipendio a Torino.

L’avvocato Claudia Eccher che difende l’ex ministro dell’Interno ha chiesto un rinvio per “impegni istuzionali”. Il giudice ha disposto la prosecuzione dell’udienza visto che Matteo Salvini è un componente del Senato, e non della Camera.

Salvini diserta il processo per vilipendio: “È impegnato in Parlamento”

In apertura di udienza l’avvocato Claudia Eccher ha dichiarato che Matteo Salvini non avrebbe potuto partecipare al processo perché impegnato in Parlamento.

Ma il giudice ha proseguito l’udienza dato che, ieri, non risultavano attività in Senato.

La vicenda del processo a Matteo Salvini per vilipendio della magistratura rischia di fermarsi per la terza volta, prima causa troppi contagi Covid e adesso causa crisi di Governo.

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Salvini diserta il processo per vilipendio, nel 2016 pronunciò frasi offensive sulla magistratura

Salvini diserta il processo per vilipendio per impegni istituzionali.

La vicenda per cui Matteo Salvini è imputato risale a febbraio 2016 quando pronunciò alcune frasi offensive sulla magistratura.

Salvini aveva criticato il giudice che il 2 febbraio 2016 aveva rinviato a giudizio alcuni consiglieri regionali tra cui Edoardo Rixi, successivamente condannato in primo grado nel maggio del 2019.

Pochi giorni dopo, il 14 febbraio 2016, nel corso di un incontro a Collegno, l’allora europarlamentare Salvini aveva detto testuali parole:

Se so che qualcuno nella Lega sbaglia sono il primo a prenderlo a calci nel culo e a sbatterlo fuori.

Ma Rixi è un fratello e lo difenderò fino all’ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana.

Poi aveva sfumato l’insulto, utilizzando un concetto più volte ripetuto in cui continua ad attaccare la magistratura italiana al suo interno:

Ci sono tanti giudici che fanno benissimo il loro lavoro. Penso a chi è in prima linea contro mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Purtroppo è anche vero che ci sono giudici che lavorano molto di meno, che fanno politica, che indagano a senso unico e che rilasciano in 24 ore pericolosi delinquenti.

Finché la magistratura italiana non farà pulizia e chiarezza al suo interno, l’Italia non sarà mai un paese normale.

Queste parole hanno spinto la Procura di Torino ad aprire un fascicolo per vilipendio all’organo giudiziario.

Salvini diserta il processo per vilipendio, è la terza volta

Salvini diserta il processo per vilipendio per la terza volta.

È la terza volta che Matteo Salvini diserta il processo per vilipendio. Lo scorso ottobre aveva ritenuto che fosse troppo pericoloso spostarsi a causa dei troppi contagi da coronavirus, a dicembre ha dichiarato di avere impegni istituzionali che si sono rivelati inesistenti.

Questa volta il processo è andato avanti con l’audizione del sindaco di Novara, Alessandro Canelli. L’avvocato di Matteo Salvini, Claudia Eccher reputa la prosecuzione del processo:

Un’ordinanza che priva la persona dei suoi diritti civili non riconoscere il legittimo impedimento al senatore Salvini in questo momento di crisi emergenza del governo mi pare sia un fatto abbastanza grave.

Salvini diserta il processo per vilipendio ma il giudice dispone la prosecuzione dell’udienza

Salvini diserta il processo per vilipendio.

L’avvocato Eccher aveva chiesto anche il rinvio della prossima udienza fissata per il prossimo lunedì. Anche questa sua richiesta è stata respinta e l’appuntamento è stato riaggiornato al 25 gennaio.

Il giudice Roberto Ruscello ha giudicato le motivazioni della difesa non sufficienti e ha disposto la prosecuzione dell’udienza. Infatti, l’impedimento di un parlamentare è legato alla impossibilità di partecipare al dibattito in aula e di esercitare il diritto di voto, e ha osservato che il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei deputati mentre Salvini è un componente del Senato

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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