A Napoli nasce un centro d’eccellenza di biorobotica: i robot aiutano i pazienti a recuperare autonomia

A Napoli arriva un centro d'eccellenza in biorobotica in cui i robot assisteranno i pazienti e li aiuteranno nella ripresa dei movimenti corporei. La tecnologia si pone, così, al servizio della medicina e della ricerca.

Giorgia Fazio
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Il prossimo 10 novembre, a Napoli, l’Università Federico II e il programma Fit4MedRob inaugureranno il CoE-BBMS, un centro di ricerca d’eccellenza, in cui saranno messi a disposizione robot assistivi, sensori, intelligenza artificiale e tecnologie per la salute. In questo modo, sottolinea il sito ufficiale dell’Ateneo, la biorobotica si mette al servizio dei pazienti, non sostituendo i professionisti ma rappresentando un elemento di supporto.

Il centro sarà suddiviso in dodici aree di ricerca, dedicate a settori specifici. Tra questi spiccano la robotica assistiva e riabilitativa, i robot sociali e lo sviluppo di sensori che analizzano i movimenti e i segnali del corpo umano. Inoltre, verranno studiate le interfacce neurali, i biosegnali, i materiali avanzati e le strutture ispirate ai sistemi biologici.

A Napoli un nuovo centro di biorobotica

Robot Napoli

Il nuovo centro d’eccellenza di biorobotica nasce all’interno di Fit for Medical Robotics, l’iniziativa nazionale di cui l’Università Federico II è partner. Il fine di Fit4MedRob è quello di rivoluzionare i modelli riabilitativi e di assistenza attuali, rivolti a pazienti con funzioni cognitive, motorie o sensoriali ridotte.

Nello specifico, l’Ateneo napoletano è a capo del programma Mission 3 – Next Generation Components, dedicato allo sviluppo di robot di ultima generazione, che offrano sostegno e cura alle persone. Il nuovo Centro di Eccellenza in biorobotica, materiali e sistemi bionici, denominato CoE-BBMS, sottolinea il sito ufficiale della Federico II, sarà ospitato a Città della Scienza a Napoli e si comporrà di dodici isole di ricerca, ognuna dedicata ad ambiti diversi e complementari tra loro.

Saranno presenti settori relativi alla robotica assistiva, riabilitativa e sociale, alla sensoristica, alle interfacce neurali, allo studio del movimento e dei biosegnali, ai materiali avanzati, alle strutture bioispirate, alla manifattura additiva, alla biofabbricazione dei tessuti, all’intelligenza artificiale, all’analisi dei dati, alla sperimentazione e alle applicazioni cliniche.

L’attenzione, quindi, sarà rivolta allo sviluppo di sensori, che analizzino i movimenti e i segnali del corpo umano, e di sistemi di intelligenza artificiale, in grado di elaborare i dati raccolti durante le ricerche e sviluppare strumenti adeguati alle esigenze dei pazienti. In questo modo, i percorsi riabilitativi diventano sempre più personalizzati, grazie alla collaborazione tra ingegneria e medicina.

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L’obiettivo del centro d’eccellenza di Napoli

Ciascuna delle dodici aree è affidata a un referente scientifico e a un team di ricercatori afferenti ai dipartimenti dell’Università Federico II. Nello specifico, per il DIETI, Giovanni Breglio, Fanny Ficuciello, Francesco Amato, Silvia Rossi e Roberta Siciliano, per il DII, Antonio Gloria, per il DICMaPI, Giuseppe Mensitieri, Paolo Netti e Antonino Squillace, per il DSP, Carlo Ruosi, per il CIRMIS Pasquale Arpaia e per l’ICAROS Nicola Longo.

Il centro proseguirà, sottolinea l’Ateneo, il percorso di Corporea, il museo interattivo di Città della Scienza dedicato al corpo umano, portando avanti ricerche sul corpo e le sue funzioni, i suoi segnali e i suoi movimenti. Verranno sviluppati, dunque, materiali, sistemi e tecnologie in grado di interagire con i pazienti, per supportare la riabilitazione e la salute. Bruno Siciliano, coordinatore scientifico del CoE-BBMS, afferma:

Il CoE-BBMS nasce come un ponte fra ingegneria e medicina, aprendo nuove opportunità di ricerca e collaborazione tra università, sistema clinico e imprese.

L’obiettivo è sviluppare tecnologie capaci di rispondere ai bisogni delle persone e favorire il trasferimento dei risultati scientifici verso applicazioni concrete per la salute, la riabilitazione e l’assistenza.

In questa prospettiva, con Fit4MedRob ormai prossimo alla conclusione, gli otto Centri di Eccellenza rappresentano un investimento sul futuro, pensato per dare continuità alle competenze, alle infrastrutture e alle sinergie sviluppate nel corso del progetto.

La scelta di realizzare il Centro a Città della Scienza è stata per noi particolarmente importante perché consente alla ricerca di entrare in relazione con un pubblico più ampio, in un luogo che ha nella diffusione della cultura scientifica una delle sue vocazioni.

È un progetto che viene da lontano, frutto di un percorso di collaborazione avviato con Riccardo Villari durante la presidenza della Fondazione Idis–Città della Scienza, che giunge oggi a compimento con l’inaugurazione del Centro con il nuovo presidente Giovanni Covone.

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