venerdì, Gennaio 22, 2021

“La ristorazione sta morendo”, l’allarme dagli chef AdG al premier Conte

L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG) scrive una seconda lettera al Governo per ribadire le difficoltà che stanno minacciando il mondo della ristorazione.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

È una morte silenziosa quella cui sta andando incontro la ristorazione. A ottobre è arrivata la chiusura serale con il coprifuoco, a dicembre quella natalizia, sia a pranzo che a cena. E a pochi giorni dal nuovo atteso Dpcm di gennaio, ancora tutto tace sulla possibile riapertura serale dei locali.

Dopo l’appello rivolto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG) scrive una seconda lettera ribadendo la condizione drammatica dell’intero mondo della ristorazione.

Gli chef AdG scrivono a Conte: “La ristorazione sta morendo”

Si sta massacrando silenziosamente un intero settore: quello della ristorazione. La domanda che sorge spontanea è perché?

Dopo tutte le spese affrontate dai ristoratori per la messa in sicurezza del locale, i tavoli distanziati, meno coperti, meno personale è arrivata la chiusura serale a ottobre. Sì, ci sono i ristori. Ma non per tutti.

Il settore della ristorazione sta morendo silenziosamente e insieme a lui tutti i padri di famiglia che hanno fatto di quell’attività il loro scopo di vita da anni, magari tramandato dai padri. E con loro soffrono anche quei ragazzi che dignitosamente lavoravano come camerieri.

Per questo e altro, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG) ha lanciato l’allarme e ha scritto direttamente al premier Giuseppe Conte.

Nel testo firmato dal Direttivo AdG composto da Cristina Bowerman, Paolo Marchi, Cesare Battisti, Pasquale Caliri, Moreno Cedroni, Mariella Caputo, Vittorio Borgia, Alessandro Gilmozzi, Renato Bosco si legge:

Siamo di fronte all’ennesimo semaforo rosso per tutti i nostri ristoranti. Non abbiamo idea di quando potrà scattare il verde e, soprattutto, se saremo in grado di sopravvivere fino a quel momento.

Da mesi ormai ci chiediamo perché, nonostante gli enormi sacrifici realizzati per garantire tutti gli standard di sicurezza richiesti finora e senza evidenti riscontri di utilità, la nostra categoria sia chiamata a espiare qualsiasi colpa di questa terribile pandemia.

E, ancora, nel testo si parla dei costi fissi e di gestione che si accumulano nonostante la chiusura:

Dagli affitti alle utenze fino ai dipendenti e alle tasse. Puntuali come ogni anno iniziano ad arrivare le cartelle esattoriali.

Ma senza alcuna liquidità noi ci chiediamo come saremo mai in grado di saldarle?!.

L’AdG chiede un confronto con il Governo

L’AdG chiede di essere interpellato per costruire una strategia a lungo termine per i ristoratori. Si legge ancora nella lettera:

A gran voce ribadiamo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai Ministri la necessità di un cambio di passo, chiediamo di essere interpellati per mettere a punto una visione a medio e lungo termine e una strategia che sia finalmente costruttiva. 

Serve fare qualcosa subito per “salvare” e “ricostruire” tutto quello che, giorno dopo giorno, sta morendo. Perché, sia chiaro, tanti ristoratori non saranno in grado di riaprire.

Al Governo ricordiamo che dietro ogni saracinesca abbassata ci sono imprenditori con le loro famiglie e quelle dei propri collaboratori. Uomini e donne che al pari di altre categorie, hanno il diritto di essere ascoltati, di sapere come poter lavorare e soprattutto di sapere cosa succederà domani.

Leggi anche: Decreto ristori quater, Gualtieri: “Non siete soli, lo Stato è al vostro fianco”

Ristorazione, protesta in autostrada: “Fateci lavorare, non vogliamo i ristori”

Ristorazione protesta in autostrada.

Qualcuno non ci sta e tenta una protesta pacifica. Come quella di ieri, in cui i ristoratori hanno bloccato l’autostrada A1 in direzione Roma: protestano contro le chiusure. Il loro messaggio è molto chiaro:

Fateci lavorare, noi chiediamo soltanto questo. Lo facciamo nel rispetto delle misure precauzionali e quindi non comprendiamo questo accanimento sul nostro settore.

I ristori sono insufficienti e non ci danno dignità. Noi non li vogliamo. Desideriamo soltanto riprendere le nostre attività di ristorazione e consentire a tutto l’indotto e ai lavoratori che ruotano intorno a noi di proseguire a vivere. Perché oggi non viviamo più.

Attesa per il 15 gennaio la protesta della ristorazione: “Io apro”

Ristorazione Io apro.

Sui social si legge sempre di più l’hashtag #Ioapro. La protesta dei ristoratori, istituzionalizzata dalla Lega, prevede l’apertura dei ristoranti in tutta Italia a pranzo e cena indipendentemente dalle decisioni del Governo. 

Matteo Salvini ha promesso di fornire assistenza legale ai clienti che decideranno di violare le regole anti-Covid stabilite dal Governo, e si presenteranno a cena, seduti al tavolo. Se arriveranno le forze dell’ordine, garantiscono, una squadra di 30 avvocati è già disposta a supportarli.

Non accadrà solo nelle zone gialle. La protesta si estende anche alle regioni arancioni, dove i locali non possono aprire nemmeno a pranzo.

Leggi anche: Nuovo Dpcm, Speranza: “Proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile”

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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